Under 19 Nazionale
20 Marzo 2026
UNDER 19 NAZIONALE • Immagine creata con l'AI
Insulti, offese e frasi discriminatorie rivolte a giovani calciatori durante gli allenamenti della squadra. Per questi fatti il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare ha sanzionato l’allenatore, alcuni dirigenti e la società lombarda iscritta al campionato Under 19 Nazionale, al termine di un procedimento avviato dalla Procura Federale della FIGC.
Secondo quanto riportato nell’atto di deferimento della Procura Federale, durante le sedute di allenamento precampionato della stagione sportiva 2025-2026 il tecnico ha posto in essere «gravi e ripetuti episodi di sopraffazione, discriminazione ed abuso psicologico nei confronti di diversi giovani calciatori». Nel provvedimento vengono riportate alcune delle espressioni contestate all’allenatore, ritenute idonee a creare «stati emotivi di diffuso disagio» tra i ragazzi. Tra queste, rivolgendosi a un calciatore: «P**** D** mi hai rotto i coglioni, per me puoi anche andare a fare la doccia», «Io non so come cazzo facevi tu a giocare l’anno scorso», fino all’invito a «sciacquarsi dai coglioni e andarsene via». Ad altri atleti sarebbero state rivolte frasi come «vai a piangere dalla mamma», «tu non capisci niente e per giunta sei pure negro», oppure soprannomi offensivi come «hello kitty» e «sacco di merda». La Procura ha inoltre contestato al responsabile safeguarding di non essersi attivato nonostante le segnalazioni ricevute già nel settembre 2025 da parte dei genitori di alcuni ragazzi, mentre all’allora presidente è stato contestato di non aver adottato misure adeguate per prevenire tali comportamenti e di aver comunicato in ritardo la nomina del responsabile safeguarding.
Prima dell’apertura dell’udienza, la Procura Federale, i dirigenti coinvolti e la società hanno raggiunto un accordo sulle sanzioni, ritenuto congruo dal Tribunale Federale Nazionale. La decisione finale prevede quattro mesi di squalifica per il tecnico. Per il dirigente e responsabile safeguarding è stata disposta un’inibizione di due mesi e venti giorni, mentre l’ex presidente è stato inibito per quattro mesi. Alla società è stata inoltre inflitta un’ammenda di 1.200 euro, a titolo di responsabilità per i comportamenti dei propri tesserati e dirigenti.
«Da qui alla fine non sarò in panchina, una roba illogica. - esordisce l'allenatore, che aggiunge - La mia versione è molto semplice e chiara: l'accusa mi voleva imputare, ma c'è la possibilità di fare appello. È una situazione surreale perché non è più calcio. Si parla di una presunta lesione psicologica, di fare la doccia e il giorno dopo di stare a casa. Sono parole che mi sono state messe in bocca, ho dei ragazzi che confermano la mia versione. La cosa assurda è che la Federazione mette il potere in mano ai genitori». L'attuale presidente, malgrado i nostri tentativi di avere una dichiarazione telefonica o scritta, ha preferito non rilasciare dichiarazioni in merito.