Torneo delle Regioni • Under 19
30 Marzo 2026
TORNEO DELLE REGIONI UNDER 19 LOMBARDIA • Gabriele Amoruso e Manuel Quaggia
All'incrocio di una stagione e, per qualcuno, di una carriera dopo appena due giorni dall'inizio del torneo. Non uno qualunque, il Torneo delle Regioni, il più importante a livello dilettantistico e trampolino di lancio per alcuni calciatori poi diventati professionisti. Quindi sì, ritrovarsi al bivio dopo una sola sconfitta, quella all'esordio con l'Abruzzo, non è facile da gestire, ma la Lombardia lo fa. Lo fa guidata dai suoi talenti, che fanno 3 gol e tornano a sorridere, consapevoli però, che il lavoro non è finito.

6.5 • A casa sappiano che sì, c'è e fa un buon esordio al Torneo delle Regioni. Coraggioso in uscita sul primo palo da angolo, tiene tutti sul pezzo con la voce. Presenza continua, dentro la partita anche nella gestione emotiva dei compagni. Una partita così tranquilla che decide di metterci un po' di pepe nel finale, quando temporeggia a tal punto da doversi tuffare per raccogliere il pallone sulla pressione dell'attaccante avversario.

7 • E pensare che era riapparso dopo mesi dai primi raduni giusto in tempo per l'ultima amichevole. Aveva impressionato lì, impressiona nel momento della chiamata più importante. Sbagliare è vietato, e allora lui non sbaglia. Ottima partenza fisica e palla messa dentro da cui nasce il gol del vantaggio, saltarlo nell'uno contro uno è veramente difficile. Nella ripresa ha meno iniziative, ma va più diretto al sodo.

6.5 • In crescendo, perché l'inizio lo vede in difficoltà sul gol del pareggio campano e impreciso su una palla in verticale, poi però dimostra di avere la forza mentale per rifarsi. Buona la gestione dell'uomo spalle alla porta, gli sta praticamente francobollato, e bene anche se necessario schermare un cross.

7 • Armadio a quattro ante su cui si può semplicemente sbattere. Sin dal principio è attento a respingere e duro nei contrasti, anche quelli più nascosti. Mette in scena un grande duello con l'attaccante avversario, mettendolo a volte nella sua ombra quando gli passa davanti per anticiparlo. Nel finale fa battaglia pure con l’aria e pianta lo stendardo dietro.

7.5 • Fa il terzino, ma passa praticamente più tempo nella metacampo avversaria che nella sua. Pronti via perde un pallone perché impiega troppo tempo a giocarlo, poi però switcha sulle impostazione corrette e diventa una scheggia impazzita: la fascia sinistra è tutta sua. Si sovrappone o si fa trovare largo più volte, ricevendo, controllando, dialogando e attaccando la profondità come se fosse un'ala. Su quella fascia gioca praticamente a tuttocampo, anzi, più che correre sprinta senza sosta e mette dentro più di un cross insidioso.

Dal 12' st • 7 • «Ma questo non potete darlo a noi?», e come dare torto al buon uomo di società dell'Atletico Acquaviva. Entra e ruba la scena lì a sinistra, dove non fa praticamente nulla di sbagliato: parte subito con un anticipo alto a sinistra che si tramuta in occasione da gol, poi mura anche un cross dall’altra parte. Prende falli, conquista rimesse laterali, è affidabile e continuo in una mezzora dove è fondamentale non perdere la bussola e buttare via tutto il lavoro fatto.

8 • La matematica non mente mai: vittoria con due reti di scarto, lui fa gol e assist, con quel dettaglio del numero 2008 scritto vicino alla data di nascita. Giusto per ricordare che gioca con gente più grande, di cui, però, è in alcuni casi più grande calcisticamente: grande stop e piattone per sbloccare la partita, poi la pennellata morbida per servire Amoruso su punizione. Ha buona continuità, ma si accende soprattutto nei momenti che contano, come fanno i grandi giocatori.

7 • Il capitano. Messo lì, in cabina di regia, con quella fascia rossa al braccio, ha tutt'altra aura. Quella di chi cattura il pallone e lo gioca con intelligenza, che sia un appoggio semplice o uno scarico di testa al portiere. Sempre delicato nel dialogo con i compagni, dà ordine e pulizia: se la Lombardia domina il possesso palla lo deve soprattutto a uno dei suoi migliori palleggiatori.

7.5 • Fortissimo. È praticamente ovunque a centrocampo, una dinamo infinita che si muove in orizzontale a fare da collante. Chilometri corsi a non finire, ma anche qualità nel palleggio, basti pensare che da una sua apertura nasce una delle cavalcate di Raccagni. Corre ovunque, si vede in ogni zona del campo, ma è pure fastidioso quando deve rubarti palla. Se serve ci mette pure la testa. Probabilmente non è un caso che debba lasciare il gioco per i crampi.

Dal 20' st • 6.5 • Entra con la partita già ben indirizzata e una Campania ormai persa, ma non per questo scende in campo in ciabatte. Anzi, ai piedi ha il boost incorporato, quello che fa vedere quando parte in contropiede da solo, svernicia un difensore e serve Di Martino, senza però trovare il bonus assist.

8 • Qualcuno gli cloni questo benedetto piede mancino. Quello con cui prima cerca di incastrare il pallone in diagonale all'angolino su punizione da tipo 30 metri, poi lo incastra nell'incrocio protetto dal portiere per riportare in vantaggio la Lombardia. Gol bellissimo e importantissimo in una partita in cui è issimo in praticamente tutto quello che fa, e fa tanto: quando meno te lo aspetti ti sbuca alle spalle per rubarti palla, mentre nello stretto te la nasconde con una facilità disarmante. Sironissimo.

Dal 23' st • 6.5 • E bravo Sig. Ello. Ha 20 minuti a disposizione in cui fa vedere vivacità e voglia di puntare l'uomo, danzando in mezzo a due e offrendo un gran pallone a Di Martino. Un fuscello che fa piegare il vento.

7.5 • No, per fortuna alla fine della storia non si potrà dire che è stato "ingollabile", come predictò poco prima di arrivare in Puglia. Un termine mai sentito, ma che rende l'idea di uno destinato a lasciare la sua regione con un numero di reti fatte pare a: tarallo, 0 per intenderci. Ecco no appunto, Gabbo la puccia: lo fa con un destro preciso e intelligente, e lo fa blindando di fatto una vittoria vitale. (38' st Mucedola sv).

7 • Li fa impazzire tutti. Quando si pianta lì non c'è cosa che tu possa fare se non buttarlo giù e commettere fallo. Il tipico attaccante piazzato che mette alla prova la pazienza di qualsiasi difensore. E pazienza per quello stop imperfetto su passaggio da sinistra, il suo lavoro di boa e accumulatore di falli lo fa benissimo, a tal punto da guadagnarsi lui la punizione del 2-1. Entra talmente tanto nella testa dei campani che li fa sfumazzare pure al momento del cambio. Aura: farmata.

Dal 13' st • 6.5 • Fascetta per contenere la chioma d'obbligo perché viaggia a una velocità superiore alla media. La stessa che in appena mezz'ora di gioco sfrutta a dovere per andare alla conclusione 4 volte, di cui una schermata solo dall'ottima uscita bassa del portiere. Quattro tentativi sinonimo di un numero 9 carichissimo, che sa anche come utilizzare il fisico per rendersi utile

All. 7.5 • Serviva, serviva proprio. Serviva vincere, sicuramente, ma forse serviva farlo così: giocando a calcio e senza mai soffrire. Resta sì quella sbavatura sull'1-1, pagata 30 secondi dopo essere andati in vantaggio, ma in generale i suoi fanno un'ottima prestazione. La Lombardia cerca di non buttar mai via palla, blocca sul nascere i tentativi d'uscita della Campania e le entra in testa a livello emotivo. Le occasioni per aumentare il divario non cambiano, ma Marieni le sue risposte già le ha, e sono positive.
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