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Torneo delle Regioni • Under 19

L'impresa è compiuta! Il cambio perfetto, seconda vittoria di fila e Lombardia qualificata

Mucedola il cavallo vincente, Oprandi e Renner in formato TDR 2024: le pagelle della Lombardia

Amoruso Di Martino Quaggia Gandolfo

TORNEO DELLE REGIONI UNDER 19 LOMBARDIA • Gabriele Amoruso, Alessandro Di Martino, Manuel Quaggia e Alessandro Gandolfo

Manca l'eroe della seconda giornata, manca dopo mezzora una mezzala, non manca la Lombardia. Lei che per questo Torneo delle Regioni sta andando contro tutto e tutti, senza perdere se stessa. Battuta la Campania, i ragazzi di Marieni resistono alla Sicilia, la stendono nella ripresa e completano l'opera: si vola ai quarti di finale da primi in classifica.

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LE PAGELLE DELLA LOMBARDIA

7 • Questa volta nello starting XI c'è dall'inizio, a casa possono stare tranquilli, e pure la Lombardia. Quella che salva nel primo tempo distendendosi all'angolino su un tiro di punta stile futsal che solitamente si paga caro. Non se tra i pali c'è lui, che si fa sentire per tutta la partita, che è bravo in uscita e che sale in cielo a prendere l'ultima sfera della partita. Incollata tra i guanti e messa a terra, garantendo il primo clean sheet del torneo.

7 • Ha una falcata diversa da tutti gli altri, che sfrutta per arare la fascia destra a momenti alterni. Corre il doppio degli altri, sopvrapponendosi pure all'80' quando un secondo prima era nelle retrovie. Atletica e polmoni, ma anche sangue freddo nell'appoggiare un pallone di petto al portiere in piena area di rigore. In fase offensiva inizialmente non gli riesce il dribbling, poi inizia a piazzare cross a manetta che mettono in apprensione la difesa siciliana, come quando pesca Di Martino per l'ottima sponda ad Amoruso.

7.5 • E pensare che a fine partita viene fuori che non fosse neanche al 100% della forma, o meglio, che fosse a pezzi. Magari sì, di sicuro a pezzi lo sono gli attaccanti che passano dalle sue parti. Il primo pallone lungo che arriva lo spazza con una cattiveria devastante in fallo laterale. Del tipo, qui casini non ne vogliamo. Ecco, è il segnale che le palle a mezza altezza sono tutte sue, ma pure quelle alte. Dominante in anticipo, l'aria del Torneo delle Regioni deve sbloccargli un set segreto di abilità.

7 • Un piccolo brividino di nuovo su una marcatura da palla ferma, poi però ti fa venire voglia di urlare a ogni contrasto. Scherma con la schiena la rovesciata di un avversario, incamera il colpo e ne restituisce a destra e manca per il resto della partita. Tampona un paio di potenziali ripartenze ed è intelligente nella gestione della trappola del fuorigioco. Sia ringraziato il jet che l'ha portato il giorno della rifinitura.

7 • Sangue nerazzurro, ma per ogni contrasto ci sarebbe da dire «Pippo, Pippo mio». Non è Inzaghi per ovvi motivi, è più alla Zanetti: terzino sinistro di una garra infinita che quando vuole prende e va. Dopo due minuti piazza l'anticipo secco, poi si sovrappone e crea l'occasione principale di inizio match rialzandosi da un contrasto dubbio e buttando nella mischia un pallone caldissimo. Lì a sinistra non teme veramente mai di sganciarsi e alzare la linea, mettendo apprensione alla Sicilia più che altro nel primo tempo. Nel secondo è grandioso nella gestione degli ultimi palloni, tra rimesse guadagnate e una rovesciata per non perdere il possesso. Questo TDR deve sentirlo particolarmente, e ben venga.

6 • Magari con un + vicino, ma dopo la grandissima partita con la Campania deve fare i conti con un centrocampo asfissiante. Finisce tra Scilla e Cariddi, provando a districarsi con la qualità che lo contraddistingue, superiore alla media, ma i colpi questa volta restano nel cannone. Da un lato, forse, meglio così, ci saranno nuove occasioni per spararli tutti.

Dal 8' st • 7 • Fin qui un bel crescendo, sia nella partita sia nel torneo. «Sig. Ello» è l'etichetta messa fuori dall'ufficio, specializzato in lettura del gioco, recupero palla e pulizia. È utilissimo nel secondo tempo, ma proprio tanto, per gestire il possesso (con qualche sbavatura perdonabile ricordando il 2008 sulla carta d'indentità) tra dribbling e passaggi e spezzare quello scarno della Sicilia. Veramente un buon ingresso, con pure quel tentativo di tiro finito sopra la traversa.

6.5 • Questa volta niente fascia da capitano, e chi se ne importa. Confermato play, la guida la fa in termini di gioco, con qualche sofferenza nel primo tempo. Lì, quando la Sicilia mette in campo qualcosa di più, si sfoga e poi cede il testimone a lui che senza strafare riorganizza. Il giallo è evitabile, non tanto per il fallo quanto per la palla persa, però lo gestisce bene.

6.5 • Mettetelo nella vasca di Goku per i quarti di finale. Sanguinante dopo la zuccata presa per evitare guai peggiori alla sua Lombardia, fa vedere ancora una volta una qualità superiore nella lettura del gioco e nella gestione della sfera. Ruba un pallone altissimo e lo appoggia per Renner, si districa con una ruleta a centrocampo, poi però perde un possesso non da lui. È il segnale che la botta alla testa si sta facendo sentire, chiede il cambio e fortunatamente lo si rivede a fine gara a festeggiare con tutta la squadra.

Dal 38' • 7 • Qualche minuti per entrare nella partita gli serve, ma è anche fisiologico. La differenza inizia a farla quando la partita si accende e c'è bisogno di martellare, recuperare palloni e uscirne con eleganza. Ecco, lui lo fa bene, prendendosi quel preziosissimo fallo nel finale che sa di liberazione.

6 • Dopo il grandissimo ingresso con la Campania si guadagna una maglia da titolare che pesa, ovvero la 10 di Sironi. Cerca di onorarla in un match difficilissimo, dove per vie centrali la squadra in generale fatica a far arrivare palloni. Lui ne perde qualcuno, pagando forse la fisicità sicula, ma non abbassa mai la testa quando c'è da combattere. 

Dal 8' st • 8 • Si narra che qualcuno in panchina gliel'avesse detto: «Entri e ce la fai vincere», ed effettivamente è così. Un gol che si annusa quando inizia a spargere i suoi classici tocchi di qualità qua e là, fino alla palla della vita: la insegue sul filtrante di Amoruso, la prende, la porta con eleganza, la nasconde con un doppio passo magico e poi la scarica in rete fregando il portiere, già pronto al tiro a incrociare. È semplicemente il cavallo vincente.

7 • Fattuale: nel primo tempo è poco appariscente, con un paio di stop di petto sbagliati e qualche difficoltà a supportare la squadra. Poi però sale di livello: prima lo sfortunato tiro al volo con cui centra l'unico difensore davanti alla sua traiettoria, poi il colpo di testa che si spegne sulla parte superiore della rete e infine quella sponda decisiva, al volo, per mandare in porta Mucedola sul gol che vale i quarti di finale. Cercasi palloncino, ma la bombola d'ossigeno la porta anche lui nel secondo tempo.

6.5 • Si sbatte veramente tanto per la squadra facendo da collante là davanti, vedasi l'ottima sponda per Amoruso o attaccando la profondità con il suo gran passo. È bravo a lanciare Renner a sinistra e a spazzare di testa un pallone pericolante in area, mentre in quella della Sicilia gli manca solo il colpo da biliardo. Non arriva sull'assist di Renner o sulla palla filtrante di «Gabbo», dove colpisce l'esterno della rete facendo sobbalzare la tribuna, ma lo ha lì pronto da buttare dentro.

Dal 22' st • 6 •  Con la Campania è stato l'arma in più per far smattare la difesa avversari, con la Sicilia, più tosta e preparata, ci riprova, guadagnando ancora metri e un paio di falli sempre utili. Per la squadra c'è sempre.

All. 7.5 •  Resistere allo sfogo siciliano, prendere la partita e stravolgerla. Tre passaggi, tre punti, una vittoria storica. Quella che rende realtà uno scenario messo in discussione dopo l'amaro esordio, cancellato con una prestazione bellissima con la Campania e una sudata, ma meritata, con la Sicilia. La Lombardia c'è.

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