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Under 15 Femminile

Da sottoetà conquistano i playoff e ora sognano: «Hanno accettato una metodologia da prima squadra»

Il gruppo, la testa e la comunione d'intenti fra allenatore, squadra e genitori: così il Lecco di Millunzi si è preso la vetta

UNDER 15 FEMMINILE LECCO •

LECCO UNDER 15 FEMMINILE • Le ragazze di Millunzi festeggiano la vittoria del girone e si preparano ad affrontare i playoff interregionali

Per capire cos'è successo, nel calcio, non è mai sufficiente fermarsi ai numeri. Fredda espressione di un lavoro durato mesi. Se Roma non fu costruita in un giorno, così bisogna ragionare anche per capire il peso di un successo. Ed è ciò che si intuisce immediatamente dalle parole di Gaetano Millunzi: perché, per analizzare la conquista dei playoff del suo Lecco, il tecnico ritorna immediatamente a settembre. È lì che si pone la prima pietra, il primo mattone di un sogno che si costruirà man mano. Passo dopo passo, fra costanza e dedizione: utilizzando una metodologia importante, quella che si ritrova nelle squadre di Eccellenza femminile, iniziando il proprio cammino con un ritiro. Parola che, in queste categorie, si sente nominare davvero di rado: ma che qui, oggi, fa la differenza. «La squadra più giovane dei sette gironi di Giovanissime: sono tutte 2012 e 2013, ma qui conta il gruppo. Sempre presenti a tutti gli allenamenti». E che ora si ritrova, da prima della classe, a giocarsi l'interregionale.

COESIONE E LAVORO

Gruppo. È da qui che si è costruita la "fortuna" delle Giovanissime del Lecco. Non solo una questione di squadra, ma di staff e genitori. Che sono fiduciosi, ancor di più, secondo l'allenatore bluceleste, proprio perché si tratta di una squadra interamente sottoetà. Risultato? Costanza. «Ho visto mamme e papà che credono nelle loro figlie, nelle loro potenzialità. Ed è bellissimo: perché significa che le portano a tutti gli allenamenti, che cercano di esserci a tutte le partite. Anche le ragazze sono molto unite. Sono dettagli, ma credo che da qui si spieghi un po' il nostro percorso». In cui la parola d'ordine rimane sempre la stessa. "Insieme". Come dimostra un dato. Di una rosa da diciotto, in quattordici hanno trovato la via del gol. Che tolti i due portieri, è una statistica importante. Segnale che qui «tutte fanno la differenza». Al primo anno in un campionato FIGC: «Era una sfida, per loro come per me. L'ho sempre detto, per me c'è sempre da mettersi allo stesso livello delle mie giocatrici: siamo alla pari, quando vinciamo, perdiamo e quando dobbiamo fare qualcosa. Ho trovato un gruppo piccolo d'età, ma già molto maturo. Ed è grazie a questo che ho potuto lavorare bene».

Con l'idea, però, di trovarsi in una prima squadra. Perché se i tempi di lavoro sono ovviamente stati adattati alla categoria, il metodo è quello che si ritrova in Promozione ed Eccellenza. «Abbiamo scelto di iniziare a settembre con un ritiro per perfezionare la preparazione atletica, ma credo che lì si sia iniziato a migliorare. Avevo dieci prontissime, ma altrettante che potevano arrivare a un livello molto alto. E i risultati si sono visti. Perché, nonostante qualche difficoltà iniziale - che ci sta, visto il passaggio importante - abbiamo fatto davvero bene. Dal canto mio, ho sempre cercato di incoraggiarle e di dialogare con loro, non ho mai voluto colpevolizzarle». Scelta vincente, per un gruppo che nella tecnica ha trovato il gioco, ma nel carattere ha trovato la forza: «Forse il momento più difficile è stato quel 3-2 in casa del Paderno. Sono arrivate un po' troppo "sicure" e un gol subito dopo venticinque secondi le ha un po' bloccate. Nei dieci minuti finali hanno cercato di riprenderla, ma ormai era troppo tardi. Il lunedì, però, le ho trovate subito cariche: avevano metabolizzato la sconfitta e guardavano già alle prossime avversarie». Riuscendo ad assicurarsi la vetta della classifica, dopo l'attesissimo match con la Pro Sesto: «Sapevamo che un pareggio ci sarebbe bastato: erano tesissime, ma questo le ha portate a esprimere il massimo in campo. L'avevamo preparata bene e per gran parte della partita siamo anche riuscite a rimanere in vantaggio». E ora? Niente premura, niente ansie. «Lavoriamo per la crescita di queste ragazze. Ovviamente se riuscissimo a vincere sarebbe solo meglio, ma già andare ad affrontare altre squadre di altissimo livello è importante. Le ho viste serene e questo già ci aiuta tantissimo. Io sono dell'idea che potremo fare qualcosa di eccellente, ma in ogni caso saremo contenti di esserci state. Considerando anche il fatto che per tutte c'è almeno un altro anno in questa categoria».

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