Femminile
04 Gennaio 2026
TEAM OUT UNDER 15 FEMMINILE • Le Giovanissime bianconere che hanno affrontato il campionato invernale con un gruppo interamente sottoetà
Primo anno in un campionato FIGC, affrontato con un gruppo interamente sottoetà: questa è stata l’avventura invernale delle Under 15 del Team Out. A raccontare questa esperienza vissuta in prima persona è Paolo Andreis, fra i fondatori del club bresciano: «Per vent’anni ho seguito principalmente il settore maschile. Ora faccio più il dirigente e il coordinatore. L’anno scorso seguivo la pre-agonistica, ma quest’anno serviva un responsabile nel femminile e ho dato la mia disponibilità. Dal punto di vista psicologico è diverso lavorare con le ragazze; un mondo affascinante. È il mio primo anno nel movimento: la mia esperienza è ancora limitata». Nati nel 2004, «Il nome deriva dal fatto che non eravamo strettamente legati a un territorio preciso: tutto è partito da un gruppo di amici che voleva far giocare i propri figli a calcio. Da lì, anno dopo anno, siamo cresciuti e abbiamo iniziato a strutturare le varie squadre». Dopo vent’anni di attività, il Team Out ha trovato una nuova casa: «Da due anni la sede si è spostata a Villanova sul Lago di Garda, dove abbiamo trovato molti ragazzi disponibili. Oggi abbiamo anche una prima squadra maschile che milita in Seconda Categoria».
Il settore femminile, però, è una storia recente e spontanea, nata quasi per necessità: «Siamo partite tre anni fa grazie ad alcuni genitori che avevano delle figlie desiderose di giocare. All’inizio erano quattro o cinque ragazze, poi abbiamo organizzato degli open day e siamo riusciti a creare una prima squadra. Abbiamo iniziato nel CSI maschile, perché non esistevano alternative femminili». Da quel primo passo, la crescita è stata costante: «Negli anni il numero di ragazze è aumentato. La scorsa stagione abbiamo partecipato al CSI con due squadre, mentre quest’anno abbiamo fatto un bel salto passando al campionato FIGC, decisamente più impegnativo. Siamo riusciti a formare un gruppo di Giovanissime e uno di Allieve. È un progetto nato senza una vera programmazione, ma semplicemente dall’esigenza di far giocare delle ragazze che ne avevano voglia». Oggi i numeri raccontano una realtà viva: «Le ragazze dell’Under 17 sono il primo gruppo che ha iniziato questo percorso. Poi, con l’arrivo di ragazze più piccole, siamo riusciti a creare due squadre: una ventina di ragazze in Under 15 e una quindicina in Under 17, per un totale di circa 35 tesserate».
Il passaggio alla FIGC non è stato semplice, ma si è rivelato fondamentale: «Lo avevamo spiegato sia alle ragazze sia alle famiglie. Ci siamo trovati ad affrontare società professionistiche come Cremonese e Brescia. Nonostante questo, le ragazze hanno accettato la sfida, al termine del girone d’andata erano contente di aver vissuto questa esperienza. Al di là dei risultati, non si sono demoralizzate. È un passaggio necessario per crescere, un anno di transizione». Con lo sguardo che è già rivolto al futuro: «Finiremo la stagione e poi valuteremo cosa fare l’anno prossimo in base ai numeri. L’Under 15 è tutta sottoetà, quindi è già pronta per la prossima stagione. L’Under 19 resta un obiettivo sullo sfondo: non nell’immediato, ma magari tra un paio d’anni, se l’affluenza continuerà a crescere». Un segnale importante della qualità del lavoro svolto arriva anche dal territorio: «Quattro nostre ragazze, molto brave, a fine della scorsa stagione sono state richieste dal Lumezzane e ora giocano con loro. Sappiamo che in zona ci sono società con ottime prime squadre e quando vedono ragazze valide è normale che vengano a prenderle». Il contesto, però, resta complesso. «Sul territorio bresciano il calcio femminile è ancora molto limitato. Da un lato questo ci permette di diventare un punto di riferimento per la zona, dall’altro facciamo ancora fatica a trovare nuove tesserate». Un inizio nato quasi per caso, cresciuto grazie alla passione delle famiglie e alla voglia delle ragazze di mettersi in gioco. Arrivando ad affrontare le big del territorio. Il settore femminile del Team Out è ancora giovane: la strada è ancora lunga, ma la direzione è chiara.