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Coppa Italia Eccellenza Femminile

Una rimonta pazzesca! Il capolavoro su punizione allo scadere vale il primo punto in Coppa

Rhodense sopra di due in pochi minuti; Ponti accorcia , poi Pinzin mette la palla all'incrocio e fa 2-2 a Trezzano

REAL TREZZANO ECCELLENZA FEMMINILE •

COPPA ITALIA ECCELLENZA FEMMINILE REAL TREZZANO • La festa delle ragazze di Germinario dopo la partita pazza con la Rhodense

Un dualismo a cui eravamo già abituati. Quella fra Rhodense e Real Trezzano è una sfida di campo, ma non solo. Quella che aveva infiammato la Promozione dello scorso anno, in quel Girone A conquistato dalle Tigri giallonere, ma rimasto aperto fino all'ultimo. 73 contro 71, con l'Eccellenza che si è poi fatta realtà per entrambe. Ma, come dicevamo, fra le due neopromosse c'è anche altro, c'è uno scontro di idee: «Loro hanno affrontato un percorso opposto rispetto al nostro. Hanno iniziato prima e, soprattutto, sono partite dal Settore Giovanile. Alimentando poi grazie alle ragazze che erano cresciute in casa la Prima Squadra», commenta Max Germinario. E l'ultima partita ne è forse la più grande cartolina. Perché finisce 2-2, perché apre le marcature la bandiera Samarati, perché le chiude allo scadere Serena Pinzin - soli 25 anni, ma già esperienze importanti per l'ex Sedriano. Perché è il terzo pareggio su quattro incontri, a testimoniare che ideali diversi spesso portano allo stesso, ottimo, risultato. 

LA RHODENSE SCAPPA, LA REAL LA RIPRENDE

Inizio a mille, per la formazione di Recchia, che in pochissimi minuti va avanti. Affidandosi sempre e comunque a Samarati, che all'ottavo realizza il penalty e fa volare le sue arancionere. Che continuano a spingere, a premere sull'acceleratore, e al dodicesimo, sfruttando anche un'indecisione di Bianchi, ringraziano Sosio e si portano sul 2-0. Ma il risultato non spaventa le tigri di Trezzano; non le fa uscire in partita. Al contrario, le ragazze di Germinario ritrovano ordine e grinta, quella che si traduce, al 37', in "gol". Azione perfetta, conclusione altrettanto. Laura Ponti manda le ventidue di Don Casaleggi a riposo sul 2-1.

E quella forza, quella determinazione che le giallonere avevano messo in campo nella parte finale dei primi quarantacinque diventa la chiave per leggere anche la ripresa. In cui l'ex Pro Sesto ne cambia cinque - perché la Coppa Italia ti dà anche la possibilità di far giocare chi magari in campionato ha trovato meno spazio - ma cambia soprattutto l'atteggiamento della sua squadra. Più alta, più verticale e, a due minuti dal novantesimo, decisiva. Con la classe e la magia di Serena Pinzin: che mette all'incrocio un pallone imprendibile per tutti, che insacca un 2-2 che, al quarto d'ora, qualcuno avrebbe definito "impresa".

ALTO LIVELLO

La sensazione che dà quest'incontro ma che in qualche modo si conferma ogni domenica è che il livello dell'Eccellenza - e di riflesso della sua Coppa Italia - sia ogni stagione sempre più alto. Così, almeno, racconta lo stesso Germinario: «Non ci sono partite - come poteva accadere in Promozione - di cui puoi ritenerti tranquillo del risultato. In cui, se riesci a fare il tuo, ti porti a casa i tre punti. Qua è una lotta ogni domenica, anche contro l'ultima in classifica. Tant'è che col CG Bresso noi abbiamo faticato, uscendo dal campo con una vittoria di misura. Se non lavori sui dettagli, non limi ogni errore, chiunque quest'anno può metterti in difficoltà. Perché non c'è più quel dualismo che si era visto anche l'anno scorso, perché aldilà dell'Erbusco sono tutte sullo stesso piano». 

E con il decimo posto, si può essere comunque soddisfatti. Da neopromossi, con un processo di miglioramento che va avanti e che sta dando i suoi frutti: «Rispetto a squadre "giovani" come la Rhodense, noi dobbiamo adottare una metodologia di lavoro un po' diversa. Abbiamo però fatto grandi progressi, soprattutto nel modo in cui approcciamo alle partite. C'era bisogno di aver meno ansia e con la Rhodense c'è stato un ottimo segnale. Negli spogliatoi avevo detto che se non ci fossimo alzate, non l'avremmo recuperata. E così abbiamo fatto. Spero solo che nel girone di ritorno riusciremo a raccogliere i frutti che all'andata ci sono scappati via per qualche errore di troppo».

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