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Una Rapp convincente! Sfiora il colpaccio con una big di Serie C, ma la veterana fa volare le rossoblù

Codecà regina della Caronnese, ma Cattaneo sorride: «Sempre in partita, una netta crescita rispetto alle amichevoli precedenti»

RAPPRESENTATIVA FEMMINILE •

RAPPRESENTATIVA FEMMINILE • Si stanno prendendo l'Eccellenza con l'Erbusco e chissà che non possano essere anche campionesse fra qualche mese: Siria Menassi e Giada Moschetto

«Dobbiamo entrare con la testa giusta, perché poi lì se perdi una partita sei fuori». L'input è sempre lo stesso. Che sia con il Veneto, che sia con la Caronnese; a quasi tre mesi dalla Puglia. Ed è sempre quello perché è sulla mentalità che si deve lavorare, secondo Cattaneo. Perché il campo ha restituito le giuste sensazioni, ma con l'Under 21 devi lavorare per trovare quell'esperienza, quella scaltrezza che lì può davvero fare la differenza. E che, fra le venti di Marsich, ha un nome e un cognome: Bianca Maria Codecà. Perché in venti minuti cambia una gara che, nei primi quaranta, era sembrata bloccata. A tratti equilibrata. Perché legge, si inserisce e in cinque minuti fa doppietta. 2-0, al triplice fischio, ma dal match di Corso della Vittoria esce anche altro. Esce una squadra in crescita, che paga sì gli episodi, ma che sta davvero facendo bene. Che ha saputo dire la sua con una corazzata di C e che di settimana in settimana si sta riconoscendo nelle idee. In una difesa solida, in una squadra che sa cambiare veste e interpretare i momenti. Ottimi presupposti per il futuro.

SOLIDITÀ

 

Sono passati duecentosettantuno giorni da quel 18 aprile. Da quel 3-2 con il Veneto che consegnò alla Rapp di Luca Cattaneo il titolo nazionale. Da quel terzo Scudetto di fila che confermò le lombarde sul tetto d'Italia. 6504 ore di rivoluzione, perché costretti dall'abbassamento del limite d'età. Ma anche di continuità, fra chi è rimasto seduto in panchina - e, visti i risultati ottenuti, ce lo si poteva aspettare - e i risultati ottenuti in campo. Due amichevoli - Varese ed Erbusco, alta Eccellenza - due vittorie. E stasera si tenta il salto di qualità, perché, come sottolineato dallo stesso tecnico, «Non solo perché abbiamo di fronte una squadra di C, ma soprattutto perché la Caronnese ha tante giocatrici di qualità ed esperienza: non sarà solo una questione di tecnica, ma anche e soprattutto una questione mentale». Perché l'Under 21 ti costringe a lavorare di più anche su questo, anche se il gruppo sta rispondendo bene.

E di "gruppo" si deve necessariamente parlare, perché sembra consolidarsi un'unione che si traduce in presenza. Anche di chi non può giocare, anche di chi costretto a riposo dall'infortunio. E così, a Caronno si presentano Sara Frecchiami e Matilde Zanoncini. La prima influenzata, la seconda ferma a causa di un scontro di gioco nella sfida di domenica. Perché esserci è importante, anche se comunque il campo ha bisogno di dire la sua. E, nei primi istanti, sembra parlare rossoblù. Perché le padrone di casa partono forte, perché l'incornata di Mombelli prima e la fuga di Marini poi costringono Polini all'intervento. Eppure, pur in una sfida che sembra da subito complessa - giusto e normale, a due mesi e mezzo dal Torneo delle Regioni - la rappresentativa trova le sue idee. Trova solidità con Battistini, e sfiora il gol con Gregis. La risposta è firmata Barbini, ma si rimane sullo 0-0. Nonostante il destro velenosissimo di Girolamo, che sfiora il palo e si spegne sul fondo. Nonostante la clamorosa traversa di Diana.

E con il passare dei minuti, il match diventa uno scontro filosofico. Fra chi pensa in termini di pressing e verticalizzazione, e chi ragiona secondo palleggio e possesso. Perché la palla se la tengono spesso le ragazze di Marsich, perché le lombarde provano a recuperare e ripartire. Sfruttando la velocità di Giampaoli e Chignoli, sfruttando la fisicità dell'attaccante del Mantova Women. Che lavora e fatica spalle alla porta, che fa salire e ripartire. Ma fin qui decidono due difese solide. Due formazioni solide. Bufano e Lozza da un lato, Battistini e Venturini dall'altro. E così, il pari regge fino al duplice fischio.

CODECÀ DECISIVA, SORRISO CATTANEO

 

E con la ripresa dalla panchina si cambia tanto. Si rimescolano le carte, alla ricerca dell'asso. Cattaneo conferma la sua difesa, ma rivoluziona lassù. E i primi risultati si vedono. Con Brambilla che scappa in contropiede. Con Menassi che gestisce e prova l'appoggio. Destro alto sull'assist della capocannoniere dell'Eccellenza, ma l'animo delle Campionesse d'Italia rimane lo stesso. Soffrendo un po' gli inserimenti di Manea, ma facendo della propria area un fortino pressoché invalicabile. Codecà sfiora la traversa, ma si rimane - ancora - così. Nonostante il rasoterra di Pellegrinelli sfili pericolosamente vicino al palo.

Ma nelle partite secche a pesare è spesso l'episodio. «La dura legge del gol, fai un grande gioco però, se non hai difesa gli altri segnano e vincono», come cantava Max Pezzali. Ed è proprio sulla fase difensiva che sembra costruirsi questa Rapp. Che coi minuti che scorrono si affida sempre alle stesse quattro. E se la pressione rossoblù cresce, le centrali rispondono sempre allo stesso modo. Mentre lì davanti si lotta, si cerca di ottenere il massimo da quel poco che la Caronnese ti concede. Ma al 20' arriva, quell'occasione che fa la differenza. Codecà si libera lì davanti, e «quando le lascia dieci centimetri lei non sbaglia». Infallibile. Con la classe della veterana. Dimostrata dalla doppietta, la lettura sull'indecisione e l'appoggio in rete. Eccola, quell'esperienza di cui si parlava.

Un bis in cinque minuti, a cui serve una risposta di carattere. Che lentamente la Rapp riesce anche a trovare, pur dovendo sempre stare attenta al gioco delle ragazze di Marsich. Con l'ex Inter sulla destra, con Siria a provare ancora sola lì davanti. E se la partita non svolta nel punteggio, al triplice fischio Cattaneo esce comunque soddisfatto. Perché devi guardare al percorso, perché sei entrato con la testa giusta e hai saputo gestire il campo con una big. Perché serve sì lavorare sui dettagli, ma l'impressione è che questa nuova compagine Under 21 potrà far divertire davvero tanto.

IL TABELLINO

 

CARONNESE - RAPPRESENTATIVA LOMBARDIA 2-0
RETI:
20' st Codecà (C), 25' st Codecà (C).
CARONNESE (4-2-3-1): 
Schianta, Dubini, Mombelli, Bufano, Barbini, Badiali, Manea, Girolamo, Lozza, Marini, Filice, Mazzon, Gola, Codecà, Pellegrinelli, Gino, De Vivo, Abati, Diefenthaeler. All. Marsich. Dir. Ambrosoli
RAPPRESENTATIVA LOMBARDIA (4-3-3): Polini, Paglia, Carotenuto, Tonali, Venturini, Battistini, Chignoli, Bissolotti, Menassi, Gregis, Moschetto, Farinati, Zanoncini, Polini, Iacono, Frecchiami, Pedron, Serafini, Zambelli, Giampaoli, Diana, Brambilla. All. Cattaneo. Dir. Di Stasio.

LE PAROLE DI CATTANEO

 

 

Aldilà del risultato, quello che emerge dalle parole del tecnico della Rapp è soddisfazione: «Loro hanno sfruttato molto bene gli episodi, noi siamo state sfortunate sia nel primo tempo sia in un paio di ripartenze nella ripresa in cui potevamo far gol. Direi che il bilancio è assolutamente positivo: siamo state in partita dall'inizio alla fine, in un modo e nell'altro. Nel primo siamo anche riuscite a tenere in mano il pallino del gioco, più di quanto potessi immaginare; l'abbiamo fatto bene. Nel secondo abbiamo lavorato più in contropiede, ma siamo state abbastanza ordinate. Poi è chiaro, quando lasci dieci centimetri a giocatrici così, ti puniscono. Al netto del risultato, usciamo dal campo con ottime sensazioni. In un'amichevole tosta, con ragazze che non c'entrano niente con il Torneo delle Regioni. Di un livello superiore: perché, aldilà della qualità, c'è un'intesa diversa. Ora guardiamo con fiducia ai prossimi impegni».

 

E ora, serve continuare a lavorare su aspetti che vanno aldilà del gioco, perché forse è lì che si potrebbe fare la differenza: «Mentalità, credo si sia vista. C'è stata una crescita rispetto alle amichevoli precedenti, anche perché l'avversario ti portava a doverlo fare. Abbiamo messo testa, intensità. Vedo un miglioramento, obbligato - perché se no prendevi un'imbarcata importante - sia perché le giocatrici fra loro si stanno conoscendo. Ed è fondamentale. È mancata un po' di precisione e di cattiveria nel far gol, però ci sta. Capita: già il fatto di essere arrivati a recriminare di aver sprecato qualche occasione di troppo con una squadra di C, con avversarie così è tanta roba. Non credo che il Torneo si sarà abbassato sul tasso tecnico, ma credo che sul piano d'esperienza tutte le squadre perderanno qualcosa. Il mio obiettivo oggi era stare in partita, poi potevi vincere, perdere; quello adesso è un dettaglio, l'importante era starci e lo abbiamo fatto. E proprio perché è andata così, non credo ci siano aspetti particolari su cui lavorare. Sulla testa andremo via via a migliorare, poi è ovvio che dobbiamo essere attente a queste sbavature. E questo si collega a quella capacità di capire i momenti, perché magari se prendi un gol così al Torneo delle Regioni rischi di andare in difficoltà, perdi e sei fuori. Il fatto di aver commesso un errore stasera ti permette di rendertene conto prima che stia grave. Serve più attenzione su queste cose qui, mentre a livello di gioco ci stiamo trovando, stiamo venendo fuori, manca però qualcosa in fase di rifinitura. Perché ad arrivare a calciare ci siamo, manca l'ultimo punto».

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