Under 19 Femminile
24 Gennaio 2026
RHODENSE UNDER 19 FEMMINILE • Esultano, le ragazze di Corbetta; festeggiano De Qual, Ripamonti, Serra, Castoldi e Giammarino dopo il 6-1 del Pirandello
«Imbattibili», è l'unico modo per definirle. Perché se in quattro mesi hai saputo solo vincere, è forse un appellativo che quasi ti sta stretto. Perché racconta il dato, ma non racconta come giochi. Essere lì davanti, aver creato un vuoto dietro di sè, non può spiegare quanto gioca bene la Rhodense di Corbetta. Ma soprattutto, non riesce a racchiudere l'animo di questa Juniores. Perché, come sottolinea l'ex Monza, «La loro forza è la loro fame». Eccola, la parola d'ordine che emerge anche dalla sfida con il Real Meda. Perché l'inizio non è facile, perché le Pantere riescono a rimanere in partita. Ma è lì che viene fuori la grinta: quella dimostrata dall'incursione di Arcieri - e dal rigore perfetto di Ripamonti - quella ribadita dalla costanza di Castoldi. Che deve aspettare l'ultimo momento per segnare, perché un palo e una traversa la costringono ad attendere, ma che nel frattempo lì davanti inventa. Per Giammarino, per De Qual. Con l'estro di Serra che nel frattempo brilla: il penalty prima, lo slalom funambolico poi. Ma se le arancionere sono un'orchestra, il pallonetto di Capedri è un assolo di chitarra. Quello che scuote la formazione di Garofano, o meglio, che ne dimostra la tenacia. Ma in questo girone, per ora - perché, come sottolinea il tecnico di Via Pirandello, «manca ancora tanto e c'è da rimanere concentrati» - queste arancionere volano.
La Rhodense si tenta di spiegare con un semplice dato, anzi con tre semplici dati. Trentanove punti - in 13 partite, che in altre parole significa punteggio pieno - ottantanove gol fatti e solo sei concessi. Una corazzata, che viaggia a un ritmo forsennato e che sembra non aver trovato il modo di essere fermata. Eppure, guardando ai risultati, il più sofferto, il più combattuto, è proprio contro il Real Meda. Un salto indietro di quattro mesi: nel mezzo, un buon inizio delle Pantere, ma anche un periodo difficile Le tre sconfitte di fila, il ritorno alla vittoria con l'Airoldi. E ora, il desiderio di rilanciarsi, di provare a cercare qualcosa di più di quel settimo posto. E chissà, magari concedersi una notte da sogno, fermando la capolista.
E nei minuti iniziali la partita restituisce un andamento ambiguo. Prevedibile, nei disegni tattici di Corbetta e Garofano - al 4-3-3 arancionero si risponde con 4-3-1-2 che ti dà qualcosa a centrocampo, ma ti lascia più spazio alle scorribande di Serra - e imprevedibile nell'iniziale pressione delle bianconere. Linee strette e spazi altrettanto difficili da trovare per la capolista. Che la palla riesce a farla girare, ma la profondità fatica a trovarla. E così, allo scoccare del decimo minuto, i tiri in porta sono ancora fissi a quota zero. Da un momento dove la bilancia pende verso la perfetta metà. Quando una mediana fitta concede qualcosa di più in possesso, quando le ragazze di Garofano, rimanendo corte, trovano metri. Quando sulle fasce le padrone di casa cercano il guizzo. All'altro, dove la squadra di Rho ritrova se stessa, accettando anche di cambiare. Avvicinando le attaccanti, che cominciano a trovarsi. Anche se il brivido rimane: quello che crea la punizione di Turati, che sibila pericolosamente vicino al palo. Poi capitan Arcieri scappa in area e cambia tutto. Perché nessuno la ferma, se non col fallo, perché Ripamonti batte il penalty perfetto: palla da una parte, portiere dall'altro. E la gara si sblocca.
Perché aldilà del vantaggio, la formazione di Via Pirandello conferma quella fiducia che l'aveva portata sempre più vicino ad Annoni. Conferma quella grinta che dopo cinque minuti si traduce in 2-0. Castoldi inventa, sfonda e costringe il portiere ospite al super intervento, ma sulla respinta c'è "the magical number seven" Giammarino. Che insacca e che fa volare le «invincibili», come le definiscono i tifosi dagli spalti. Eppure, il Real non esce dal campo. Soffre, ma reagisce. Con la sua nueve, che prova a scappare, con Manco, che prova a "tener lì" le avversarie. Ma quando Serra ti nasconde palla, in area, puoi solo buttarla giù. E dal rigore guadagnato, al 3-0 siglato: diversa esecuzione rispetto alla diez, stesso risultato. La Rhodense conferma la fame, quella della sua attaccante, che ancora non trova il gol, ma che con l'assist per Di Qual consegna il poker: poi ci si mette la centrocampista, con un destro perfetto che chiude il primo tempo.
E quel «dai, ancora» che si alza dal campo di Via Pirandello si dimostra nei fatti. Perché la Rhodense inizia esattamente come aveva concluso. Attaccando, non volendosi mai fermare. Come dimostra Castoldi, con un piazzato che si stampa sul palo. Come dimostra Arcieri, che recupera e gestisce. Perché la miglior difesa si conferma, come spesso accade, l'attacco. Eppure, proprio come nei primi quarantacinque, il Real non esce dalla partita. Accetta di volerci rimanere. Ringraziando Turati, che emerge fra le maglie arancionere, recupera e conquista, e Annoni, ancora decisiva sul tentativo di Ripamonti. E così, la partita ritorna su un copione già visto. Con l'equilibrio che si prende la scena. Illuminato ancora dalla nueve di casa, che con un taconazo rischia un filtrante perfetto, a cui Capedri risponde sfiorando il palo. Perchè quando le Pantere si alzano e ci provano, quando cominciano a essere presenti nell'area avversaria, qualcosa può sempre succedere. Un pallone vagante, un pallonetto perfetto, quello della nove, che s'insacca e riaccende gli animi.
Risveglia le Pantere, che provano in contropiede. Risveglia le ragazze di Corbetta, che cercano di gestire ogni possibilità di rimonta. E soprattutt, scuote Serra, che al 31' s'inventa la magia. Sull'ultimo pallone della sua partita, scarta tutti. I difensori, il portiere. E a porta vuote si concede la doppietta. Ma la fame della squadra di Via Pirandello rimane costante. Perché cinque gol son tanti, ma non fermano le padrone di casa. Che seguono il modello disegnato nel primo tempo, che si rilanciano subito in attacco. Con Rizzo, che sulle fasce è sempre presente. E con Tea che, alla fine, gonfia la rete. Scatta sul filo del fuorigioco - con un movimento di Inzaghiana memoria - e sigla il 6-1 che chiude la gara.
Rhodense-Real Meda 6-1
RETI (4-0, 4-1, 6-1): 24' rig. Ripamonti (Rh), 30' Giammarino (Rh), 36' rig. Serra (Rh), 45' Di Qual (Rh), 28' st Capedri (Re), 31' st Serra (Rh), 44' st Castoldi (Rh).
RHODENSE (4-3-3): Pozzi Rebecca 6.5, Corbetta 6.5, Aceti 7 (21' st Banfi 6.5), Di Qual 8, Provasio 7, Torretta 6.5, Giammarino 7.5 (8' st Ricci 7), Arcieri 7, Castoldi 7.5, Ripamonti 8 (12' st Adami Lami 6.5), Serra 8.5 (33' st Sarmiento sv). A disp. Croci, Ragonesi, Pozzi Matilde, Onyekwere, Botta. All. Corbetta 8.5.
REAL MEDA (4-3-1-2): Annoni 7, Wanjiru 6.5 (8' st Gonnella 6), Pesaturo 6, Turati 6.5, Dalla Costa 7, Mandra 6, Colombo 6.5, Manco 6 (39' st Toscano sv), Capedri 7.5, Calati 6.5, Galperti 6. A disp. Viganò, Agnello, Vanossi, Ruzzi, Fracanzino, Frigatti. All. Garofano 6.
ARBITRO: Digiglio di Legnano 7.
AMMONITI: Aceti (Rh), Serra (Rh).
RHODENSE
Pozzi 6.5 La forza di un portiere sta anche nel rimanere sempre concentrati. Nel leggere un intervento dopo aver subito poco. Ciò che fa a inizio partita, ciò che fa a fine primo tempo ne è la dimostrazione. Always focused.
Corbetta 6.5 Intesa vincente, quella che dimostra con Giammarino. Perchè la sette le apre una strada, perché lei risponde attaccando, azzannando la profondità. Ma in difesa non manca mai, quando il Real Meda prova ad attaccare dal suo lato.
Aceti 7 Inserimento, dribbling, cross in mezzo. Per risalire la Rhodense si affida anche alle sua sfuriate offensive. E quando torne in difesa, gestisce: la palla arriva, lei controlla e - nel peggiore dei casi - guadagna la rimessa e il possesso.
20’ st Banfi 6.5 Entra e dà continuità: forse la miglior scelta in quella momento della sfida. E così, continua a rispondere a ciò che le bianconere provano a creare sull'out di sinistra; e così, prova ad attaccare e colpire negli spazi lasciati liberi.
Di Qual 8 Tacco, controllo, ordine. Nel centrocampo arancionero detta i ritmi, definisce lo strappo. E con un’incornata a centro area sfiora anche il 2-0. Deve solo attendere qualche minuto; su quel servizio di Castoldi, che spedisce direttamente in porta. E, nonostante il tempo passa, il lavoro rimane lo stesso: nel compito, nell'esecuzione.
Provasio 6.5 Una chiusura perfetta, quella su Capedri. Quando la sua Rhodense - e Torretta - si butta in avanti, lei rimane guardiana del fortino. E quando le Pantere provano a ruggire, lei accetta tutti i duelli; quello con Calati, che insegue e spinge in angolo.
Torretta 7 Calma, quella con cui gestisce spesso - per non dire sempre - il primo controllo. Anche abbassandosi di fianco a Pozzi, anche accettando il pressing dell’attacco bianconero. Poi chiudi gli occhi, li riapri e si è scambiata con Aceti in proiezione offensiva. Alessandro Bastoni di Via Pirandello.
Giammarino 7.5 Posto giusto, momento giusto. Perché anche il timing conta, quando devi segnare. E lei è lì, a spingere in pallone in porta, in mezzo alle maglie del Meda. Ma tatticamente, è sempre il posizionamento di cui si deve parlare. Perchè quando Corbetta attacca, lei si accentra. A creare gioco, a smistare palloni. C’è.
8’ st Ricci 7 Chiudi gli occhi, li riapri e vedi che le arancionere allargano a sinistra, a cercare il suo inserimento. Sbatti le palpebre, l'azione si sposta a destra ma a ricevere il pallone c'è ancora lei. A spaziare, ad attaccare. A guadagnare metri e infuriare.
Arcieri 7 La bandiera della Rhodense. Premiata alla celebrazione dei playoff come giocatrice storica, premiata con la fascia di capitano in Under 19. Dov’è il play, ma un momento dopo è anche la mezzala d’inserimento. Dove si abbassa sull’uscita palla, dove si alza a guadagnarsi il penalty.
Castoldi 8 Un gol cercato in lungo e in largo, per tutti i novanta minuti. Un palo e una traversa glielo negano, come anche un paio di ottimi interventi di Annoni. Ma non demorde, mai. Nel cercare di aiutare le compagne, nell'attaccare la porta ogni volta che qualcuno gliene dà occasione. Ed eccolo, alla fine. Scatto "inzaghiano" sul filo del fuorigioco e pallone nel sacco.
Ripamonti 7.5 Un rigore che dovrebbe finire sui manuali del calcio. Perché non conta sempre la forza, a volte basta la precisione. E ingannando il portiere fai il resto. Apre il piatto e insacca il vantaggio. Poi prova a tenere in equilibrio il centrocampo arancionero: strappa quando può contiene quando deve.
12’ st Adami Lami 6.5 Dialoga con Ricci, disegna linee con l'altra supersub di Corbetta. Nel centrocampo affollato, lei attacca e inventa. Sfruttando le forze fresche per cercare di strappare e ribaltare subito il fronte.
Serra 8.5 Animo infuocato, come anche il suo modo di giocare. Perché nel primo tempo, anche nel momento di maggior equilibrio, aveva inventato. Perché con le sue Magie aveva acceso Via Pirandello; perché si era presa il pallone del 4-0 - col dribbling, col gol - perché la doppietta è una vera perla. Salta tutti e insacca. (32’ st Sarmiento sv)
All. Corbetta 8.5 È vero che ne mancano ancora tante, è vero che bisogna essere prudenti. Ma come gioca questa Rhodense? E il discorso va anche al di là del mero aspetto tattico. C'è un tema di testa che è fondamentale sottolineare: c'è la capacità di un gruppo di saper anche soffrire, ma di non voler mai abbassare i giri del motore. E di saper trovare alternative.

REAL MEDA
Annoni 7 Uscita clamorosa quella su Serra, che attacca al primo palo ma deve fermarsi di fronte al portiere bianconero. Che le prende la palla praticamente dai piedi e lascia l’1-0 invariato. Che sfiora il miracolo su Castoldi e che chiude sulla fuga di Serra. Perché è vero che è una serata complicata, ma è altresì vero che se il passivo è meno pesante, è anche merito suo.
Wanjiru 6.5 Marcatura costante su Serra, anche molto lontano dalla sua porta. Non molla mai, quando qualcuno arriva sul lato di competenza. Perché il motto diventa “non importa quante volte cadi ma quanto velocemente ti alzi e riprendi il pallone”.
8’ st Gonnella 6 Dalla fascia, al centro, di nuovo in fascia. E, quando serve, chiudendo sulle cavalcate di Castoldi quando il suo Meda si sbilancia in avanti. E quando chiede a lei di farlo, risponde presente. Anche quando prova a dare una mano dall'altra parte.
Pesaturo 6 Avversaria complicatissima, anzi, avversarie complicatissime. Perchè quando Giammarino si accentra, c'è comunque la sovrapposizione di Corbetta. Prova a ostacolarle, prova a spingere in zone del campo da cui possono essere meno pericolose.
Turati 6.5 Chissà cosa sarebbe accaduto se quella velenosa punizione fosse entrata in porta. Quand'era tutto aperto, magari avrebbe cambiato tutto. Ma anche se la magia non le riesce, la testa rimane sul match. Anche nella ripresa, quando sbuca fra le arancionere, recupera e cerca di far volare le sue in contropiede.
Dalla Costa 7 Chiude su Castoldi che cerca di scapparle alle spalle, si gira e toglie anche il pallone dai piedi di Giammarino. Risponde ancora, sempre sulla nove di casa; che dribbla e scalpita, ma che al momento giusto trova il suo piede. Resiste anche nei complicatissimi minuti finali.
Mandra 6 Davanti alla difesa non c'è lo spazio nè il tempo di costruire. C'è invece tanto, tantissimo bisogno di difendere. Ed è così che cambia veste, che lascia i panni di playmaker e cerca di mettere quelli di interditrice pure.
Colombo 6.5 Ci mette sempre il cuore. Quello che la porta a pressare costantemente, quello che porta la sette a voler recuperare il pallone il più velocemente possibile. O quantomeno, rallentare la manovra. Quello che serve, nelle varie fasi ella partita. Quando la Rhodense allarga, è anche con lei che deve fare i conti.
Manco 6 Anche per la mezz'ala di Garofano, c'è davvero poco spazio per attaccare. Ma c'è il suo contributo nel rallentare la manovra di una Rhodense che passa costantemente dalle fasce, ma che con altrettanta costanza trova le sue chiusure.
Capedri 7.5 Nel momento più difficile, c’è. Con pochi palloni giocati e tanta grinta, ci mette lo zampino. Ci mette il colpo da maestro. Con un pallonetto su cui Pozzi non può arrivare, con un inserimento a fari spenti, che accende solo per siglare il 4-1.
Calati 6.5 Carattere da vendere; nel gioco, nel temperamento. Perché cerca la giocata, prova comunque a inventare anche in una partita complicatissima. Accettando anche di abbassarsi sulla linea di Mandra, davanti alla difesa, pur di non uscire mai dal gioco.
Galperti 6 La qualità c’è, come dimostra quel tacco illuminante che cerca di aprire lo spazio per Capedri. La voglia anche e la racconta la pressione che mette ai difensori arancioneri. Perchè forse, quando non ci sono spazi, a un attaccante si chiede anche questo.
All. Garofano 6 Un gruppo giovanissimo, che per la maggior parte potrebbe ancora fare le Allieve. Sono questi i momenti più difficili, ma son quelli che ti fanno crescere. E, nonostante il passivo, c'è anche la forza di una squadra che ha saputo comunque rispondere - e sullo 0-0 e quando la partita stava scivolando nelle mani della Rhodense - e reagire. E non è scontato, soprattutto quando giochi da sottoetà.

ARBITRO
Digiglio di Legnano 7 Perfetta, la gestione degli animi - non sempre tranquilli - della Rhodense e del Real. Perché tenta sempre il dialogo e solo quando è davvero necessario estrae il cartellino. Letture ottime, che riducono le proteste al minimo. E così, la partita scorre benissimo.