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Primavera Femminile

Mentre Fabregas e Nico Paz incantano la Serie A, c'è un altro Como che le vince tutte

30 punti su 30, un cammino fatto di sole vittorie, per una squadra che nel suo campionato finora non ha rivali

Como Primavera Femminile, Angelica Franco, attaccante 2008, cresciuta nel Milan e arrivata quest'estate dal Bulè Bellinzago

Como Primavera Femminile, Angelica Franco, attaccante 2008, cresciuta nel Milan e arrivata quest'estate dal Bulè Bellinzago

C’è un’aria particolare che soffia sulle rive del Lario, una brezza che sa di ambizione e di un futuro che non ha paura della vertigine. Mentre gli occhi del mondo sono puntati sullo Stadio Sinigaglia, rapiti dalle geometrie della squadra di Cesc Fàbregas e dalle invenzioni luminose del fuoricalsse spagnolo Nico Paz, esiste un’altra realtà che sta riscrivendo la geografia del calcio lariano con la stessa, identica determinazione. È un Como giovane, fiero e inarrestabile: è la Primavera Femminile, una squadra che sta trasformando il proprio campionato in un monologo d'autore.

Guardare la classifica del Como è un esercizio di pura bellezza: primo posto, punteggio pieno, una marcia trionfale che non conosce soste, con la vittoria per 3-1 (gol di Zoe L'Abruzzi e doppietta di Beatrice Antoniazzi) nella gara di recupero di questo mercoledì al Parco della Gioventù di Cuneo in casa della Freedom, sono 10 vittorie su 10 per le ragazze lariane, con un vantaggio di 5 punti sul Bologna secondo in classifica e già battuto 3-0 lo scorso novembre nel big match della sesta giornata. E dietro i numeri, dietro quel percorso netto fatto di sole vittorie, c’è un racconto umano composto da ragazze nate tra il 2007 e il 2010, atlete che portano sulle spalle il peso e l'onore di un progetto in totale ascesa. Perché se la Serie A maschile è il glamour, queste ragazze sono l'essenza pulsante di un club che vuole dominare ogni categoria.

IL DNA DELLE GRANDI E UNA SQUADRA DI FERRO

Ogni grande impresa nasce dalla certezza che, anche nei momenti di pressione, il muro reggerà. La sicurezza di questa squadra parte dai guantoni di Giulia Rai, talento di scuola Milan che insieme a Ilary Merizio rappresenta l'ultima, invalicabile linea di difesa. Davanti a loro, la retroguardia è un meccanismo oliato dove spiccano il tempismo di Rebecca Rai (anche lei di formazione rossonera) e la freschezza di Giada La Rocca, giovanissima classe 2010 arrivata sempre dal vivaio del Milan per blindare la fascia.

La solidità difensiva è garantita anche dal lavoro di Sofia Righi, Rebecca Scibilia e Asia Sessa, che insieme a Matilde Ricuperati formano un blocco granitico difficile da scardinare per chiunque. È in questa resilienza che il Como ha costruito le sue fortune, permettendo al resto della squadra di esprimere un calcio offensivo e armonioso. Sotto la guida tecnica di Alessandro Recenti e Stefano Mariniello, la squadra ha trovato un'identità precisa. Nel cuore del campo, la manovra è orchestrata dalla qualità di Zoe L'Abbruzzi , un'altra "millimetrica" ex Milan capace di dettare i tempi, supportata dal dinamismo di Alessandra Maio, che porta in dote la mentalità vincente e la struttura appresa nel settore giovanile dell'Inter.

L’equilibrio tattico è merito anche di atlete come Anastasia Maltseva, Camilla Matteazzi e Allegra De Rossi, fondamentali nel ricucire i reparti. Non mancano poi l'apporto di Sofia Caprani, Gaia Caroli e Gaia Bettarelli, tasselli di un mosaico perfetto dove ogni pallone recuperato da Cristina Merazzi diventa l'inizio di una nuova sinfonia.

L'ESTASI DELL'ATTACCO: 24 GOL IN DUE PER
ANGELICA FRANCO E BEATRICE ANTONIAZZI

Ma è quando la palla arriva negli ultimi trenta metri che il Como diventa letale. La forza d'urto offensiva è guidata da Angelica Franco, punta di diamante di scuola Milan, che insieme a Beatrice Antoniazzi, formano un tandem che sente la porta come poche altre nella categoria: 24 gol in due nelle prime 10 giornate del campionato Primavera 2 Femminile (13 per Beatrice e 11 per Angelica). A dare manforte l'estro di Viola Petrillo, che dopo gli anni all'Inter ha scelto il Lago, la rapidità di Giada Raviscioni e l'estro di Beatrice Gervasoni, preziose per scardinare le difese più chiuse. La rosa è profonda, arricchita dalla voglia di Arianna Corti, Giada Benedetta Ghislotti e Diana Giorio , senza dimenticare le giovanissime Matilde Fettolini e Carol Soggia, simboli di un vivaio che guarda lontano.

UN SOGNO COLOR AZZURRO

Questo Como non è solo una squadra che vince; è una promessa mantenuta. Mentre la prima squadra maschile attira i riflettori internazionali, queste ragazze, supportate dalla dirigente Stefania Morabito, stanno costruendo la loro leggenda un sabato dopo l'altro. Essere primi a punteggio pieno non è un caso, è il risultato dell'unione tra talenti provenienti dai migliori vivai lombardi e lo spirito indomito di chi indossa l'azzurro. Quando il capitano Alice Scandella lotta su un pallone o le sue compagne si abbracciano dopo una rete, si percepisce lo stesso spirito che anima i campioni di Serie A. Il Lago non è mai stato così azzurro.

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