Trofeo Annovazzi
11 Marzo 2026
MILAN UNDER 15 FEMMINILE• Nembri la chiude nel secondo tempo, Lucchetti la sblocca dopo dieci minuti: le due goleador del Milan
Gli astri si allineano, la fortuna ti sorride. Quando tutto va bene, pensi anche a una questione di Sorte. A una divinità cieca. Poi i pianeti si spostano, la dea si toglie la bene e comincia a vedersi benissimo. Ma tu devi combattere, come ha fatto il Milan. Che a cinque legni, risponde con due gol. Che al palo di Venditto e alla traversa di Petruzzellis risponde con il sigillo di Lucchetti sul break di Sampaolesi e il tap-in volante di Nembri. Si parla di lotta, se si pensa all'approccio della Cremonese, alla garra di Marenghi, si parla di divinità anche nell'ultimo quarto di finale di questo Annovazzi. Si parla di Atalanta e del suo portiere: Taiocchi para un rigore dopo un minuto e lascia tutto così. Poi Colleoni, infine Fiorentino. La triade di un successo sofferto. Perché la Rhodense di Okungbowa agguanta il pareggio, perché è ancora l'estremo difensore bergamasco a rispondere a Botta. Il quadro delle semifinali del torneo dell'Enotria è completo. E ora, occhi puntati a giovedì.
Mancano diciannove giorni al 29 marzo. Diciannove giorni che ci separano dalla sfida dell'interregionale fra Milan e Cremonese. Diciannove giorni in cui potrebbe succedere di tutto. Perché le rossonere - con tante sottoetà - si son ritrovate a risalire la china dopo la falsa partenza nel derby con l'Inter. Tre vittorie, e ora si cerca la quarta. Nel frattempo, però, c'è anche la Cremo. Che esce dalla sfida thriller con il Como - conclusasi dopo tredici calci di rigore - e che vuole regalarsi il sogno qualificazione.

E con quel coraggio le grigiorosse ricominciano all'Enotria. Perché il Diavolo inizia forte, premendo subito sull'acceleratore. Con Venditto a lavorare sull'out di sinistra, con due pali in un minuto - della tredici prima, di Petruzzellis poi - a negare il vantaggio rossonero. Senza però rallentare un ritmo che comincia a puntare sempre più su. Eppure, le ragazze di Martelletti reggono all'urto. E senza paura, provano a risalire, aiutate dal piede di Venturelli che risponde al capitano di Sacchi. E, pur rischiando su Bruni, manda sul legno la sfera. Poi un break, un lampo di Sampaolesi: che spacca il campo e serve in profondità Lucchetti. Lì davanti non sbaglia e cambia tutto. La formazione del campione d'Italia passa con la verticalizzazione giusta e così prova a ripetersi . Con lo stesso movimento del suo attaccante, che vuole sorprendere così la marcatura fissa di Marenghi. Ma dopo l'1-0, la Cremo non è uscita dal campo. Ci è rimasta, cercando subito la risposta. E se ancora si sfiora il raddoppio - rasoterra di Jacchetti prima, inserimento della sette poi - al duplice fischio si rimane così. Perché è vero che il Milan lavora sulle fasce e costruisce spazi al centro, ma è altresì vero che un solo gol di vantaggio non decide niente.

E questo, il Diavolo, lo sa bene. Perché la ripresa è un copia e incolla dei primissimi minuti del match. Riversate nella metà campo avversaria, alla ricerca dello spazio giusto. Quello lasciato per sfiorare la doppietta, quello che si crea Petruzzellis, chiusa solo a un clamoroso intervento al momento del tiro. Dopo aver persino scartato il portiere. Prima di smarcarsi con un taconazo bello e fortunato, prima che Pacchioni deviasse sulla traversa un destro velenosissimo. Quattro, anzi no. Quinto legno del Milan, vista l'incornata di Lucchetti che sbatte sul palo. Ora però è tutta un'altra storia. Non nel risultato, per adesso, ma nell'andamento. Seppur qualche metro la Cremonese riesca a riguadagnarlo. Con lo squillo Mihali da posizione defilatissima. Con la punizione di Marenghi che costringe Mairiga a mandare in angolo. Perché dopo dieci minuti difficili, le grigiorosse stan provando a regalarsi un'ultima chance. Azione, reazione, controreazione. Con la parola d'ordine che lentamente diventa l'equilibrio. Come due forze opposte che si annullano. Legge fisica. Che Nembri riesce a spezzare, raccogliendo un pallone vagante e spedendolo subito in porta. Eccolo, il gol della sicurezza. Che si costruisce nei cinque finali, provando il tris e allontanando il pericolo. E nell'ottica che la miglior difesa è l'attacco, sono le Sacchi girls a prendersi le semifinali.
Tris all'esordio all'Annovazzi in questa stagione. Tris di vittorie alla partenza del campionato primaverile. In Lombardia - e soprattutto nel movimento - si conosce bene la Rhodense e il suo modus operandi. In tutte le categorie, con le Giovanissime che si trovano ora a difendere il titolo di campionesse di Lombardia. E che vogliono puntare anche alla top-4 dell'Annovazzi. Con le Prof già alle semifinali, con l'Atalanta che di fronte a loro ha la stessa aspirazione.

E l'inizio è prorompente, dirompente, per Okungbowa e per le milanesi. Che con la nueve si presentano davanti a Taiocchi, costretta al fallo dal dribbling. Costretta al miracolo, sempre sull'attaccante, sul rigore che ne scaturisce. Doppio, se consideriamo il riflesso anche su Sara Creanza. Che arriva per ribadire in rete, dopo il primo intervento dell'estremo difensore nerazzurro, ma che si deve arrendere ai suoi guantoni. Il secondo quarto di finale inizia così. E continua su questa falsa riga. Almeno nei primi venticinque minuti. Perché il portiere bergamasco si ripete sulla quindici di Via Cadorna, perché è vero che le arancionere si prendono il pallino del gioco, ma è altresì vero che a passare avanti, per una manciata di minuti, è la Dea. Che non fallisce dal dischetto: Valassina tocca, ma non evita la gioia di Colleoni. Quella che innesca la risposta arancionera. Perché il vantaggio dura cinque minuti, perché a riposo si va sull'1-1. Con un movimento già visto e ripetuto nel corso della prima frazione. Imbucata per Nelly e stavolta l'1 avversario non può nulla.

Ma il pari sembra essere messo da subito in pericolo. Dalle nerazzurre che ripartono fortissimo, che schiacciano fin da subito sull'acceleratore. Dalle ragazze di Rho che si schiacciano, ma cercano di essere pericolose in contropiede. Così, si stabilizzano i primi dieci della ripresa. Dodici, a ben guardare. Perché a rompere l'equilibrio, a spezzare le catene dell'1-1, ci pensa Centonze. Break perfetto, di forza, nella difesa di Naddeo e pallone in rete. È fuga Atalanta. È risposta Rhodense. Di nuovo, seguendo però il canovaccio del secondo tempo. Sofferenza, ripartenza. Fino all'ultimo secondo. Quando lo squillo di Sara Botta sembra trascinare la sfida ai calci di rigore: tiro cross, colpo di reni clamoroso di una Taiocchi che sembrava battuta, ma che con un riflesso butta il pallone fuori dalla porta. Il palo per tenere tutto invariato, il triplice fischio per dare conferma: fra i complimenti reciproci del pubblico, Zonca va in semifinale.