L’8 marzo è la giornata internazionale della donna, ma per l’Alcione Milano è diventata anche il giorno in cui il club ha deciso di aprire ufficialmente una nuova strada: la nascita del settore femminile. Non una semplice squadra nelle intenzioni, ma un progetto completo, con una filiera che partirà dalla Scuola Calcio per arrivare fino alla prima squadra. Un passo che racconta molto della trasformazione di una società storica del calcio milanese, fondata nel 1952 e diventata negli ultimi anni una realtà sempre più solida e prestigiosa del panorama cittadino.
«UN TASSELLO FONDAMENTALE CHE MANCAVA»
A raccontare questa nuova avventura è Eleonora Bergamotto, vicepresidente del club. 23 anni, un’età che nel calcio dirigenziale è quasi un’anomalia, ma anche uno dei segnali della direzione che l’Alcione vuole prendere. «Il momento in cui abbiamo capito che era arrivato il momento di fare questo passo è stato all’inizio di questa stagione, a settembre», racconta. «Guardando insieme al presidente Giulio Gallazzi e al consiglio di amministrazione il percorso che l’Alcione sta facendo, ci siamo resi conto che mancava un tassello fondamentale. Se vogliamo essere davvero una società completa, quel pezzo doveva esserci. Non volevamo semplicemente aggiungere una squadra femminile», spiega Bergamotto. «La nostra intenzione sarà costruire una vera e propria filiera».
DALLA SCUOLA CALCIO ALLA PRIMA SQUADRA
È per questo che l’Alcione si presenterà fin da subito con una struttura completa: Pulcine, Esordienti, Under 15, Under 17, Under 19 e prima squadra. Un progetto che parte con un obiettivo chiaro: dare alle ragazze un punto di arrivo. «La prima squadra ci sarà già dal prossimo anno», conferma Bergamotto. «Non possiamo ancora dire in quale categoria giocherà, ma per noi è fondamentale che le bambine che entrano oggi nel settore giovanile possano immaginare il loro futuro qui». Il femminile, però, non sarà un compartimento separato della società. «Il modello sarà lo stesso del maschile. Vogliamo portare nel femminile la qualità formativa dell’Alcione. Non parliamo solo di calcio giocato, ma di formazione tecnica, disciplina, crescita umana. Sono valori che per noi sono sempre stati centrali».

Elena Tagliabue
CON UNA PIONIERA DEL FEMMINILE
A guidare il nuovo dipartimento sarà l'ex Femminile Inter e Pro Sesto Elena Tagliabue, nominata responsabile generale del settore femminile. Una figura scelta proprio per la sua esperienza e per la conoscenza profonda del movimento. «Avrà un ruolo fondamentale», dice Bergamotto. «Non sarà solo una figura simbolica. Sarà responsabile di tutta la struttura, dalla prima squadra alle più piccole. La sua esperienza sarà determinante, sia dal punto di vista tecnico che organizzativo, ma soprattutto per la visione».
Ed è proprio la visione a lungo termine la parola chiave del progetto. «Quando si costruisce qualcosa nel calcio femminile bisogna ragionare sul lungo periodo», spiega la vicepresidente. «A volte si parte con entusiasmo, magari con una prima squadra, ma senza avere davvero chiaro cosa significhi portare avanti un progetto del genere. Poi arrivano le difficoltà: strutture, costi, organizzazione. E molti si fermano». Per l’Alcione, invece, l’idea si propone di essere diversa. «Noi sappiamo che è una sfida complessa. Servono investimenti, economici ma anche umani. Serve preparazione e consapevolezza. Ma crediamo anche che il calcio femminile abbia una prospettiva enorme».
OBIETTIVO PROFESSIONISMO ANCHE PER LE RAGAZZE?
Guardando avanti, l’orizzonte è chiaro. «Nei prossimi cinque anni vogliamo costruire uno spazio importante nel calcio femminile, così come abbiamo fatto nel maschile. Le differenze tra le categorie nel calcio femminile oggi sono molto marcate, ma l’obiettivo è crescere con continuità, consolidarci e, perché no, arrivare un giorno anche al professionismo. La cosa più importante è accompagnare le ragazze nel loro percorso di crescita, fino all’esordio in prima squadra. È lì che si vede davvero il lavoro di una società». Anche dal punto di vista logistico l’Alcione si sente pronto alla sfida. «Abbiamo le infrastrutture per gestire tutto», spiega Bergamotto. «Non ci sarà solo il Kennedy ma non andremo a fare affiliazioni o accordi esterni: stiamo lavorando per avere spazi dedicati e strutture adeguate».
UNA VICEPRESIDENTE DI 23 ANNI
La storia personale di Eleonora Bergamotto si intreccia inevitabilmente con quella del progetto. Bergamotto è originaria dell’Aquila e ha studiato a Lugano, dove ha completato il suo percorso universitario tra triennale e magistrale. Oggi lavora nel settore edilizio, ma il calcio non è mai stato lontano dalla sua vita. «Quando ero più giovane all’Aquila non c’erano grandi opportunità per le ragazze», racconta. «Così ho giocato spesso con i ragazzi. Poi, quando mi sono trasferita in Svizzera, ho trovato una squadra femminile, l'SC Balerna, e ho ripreso principalmente ad allenarmi».
All’Alcione è arrivata a fine agosto. «Il presidente mi ha affidato un’area nuova e giovane. Non mi occupo solo del femminile: seguo molto anche la prima squadra e il settore giovanile». Una scelta identitaria. «L’Alcione ha sempre creduto nei giovani, non solo nei giocatori ma anche nelle persone che lavorano nella società».
Il progetto femminile diventa allora anche un messaggio culturale. «Il cambiamento passa soprattutto da chi guarda il calcio da fuori», dice Bergamotto. «Una famiglia deve poter vedere che qui c’è qualità, formazione, prospettiva. Che una ragazza può crescere davvero dentro questo sport». E quando le si chiede cosa la colpisca di più del calcio femminile, la risposta arriva senza esitazioni: «La passione. Le ragazze mettono una passione incredibile. Se riusciamo a costruire l’ambiente giusto, il movimento crescerà naturalmente».
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