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Promozione Femminile

Il rigore non c'è, lei lo sbaglia apposta: nel giorno della festa, Parma campione in campo e nel fair play

Sullo 0-0 Il gesto dell'ex Cremonese Claudia Morelli nel match di Noceto che ha sancito la promozione in Eccellenza

Le gemelle Morelli

Le gemelle Morelli (Foto Parma Calcio 1913)

Partite che chiudono una stagione e che, senza alzare la voce, raccontano anche qualcosa di più profondo. A Noceto, in Emilia, nel giorno che poteva consacrare una promozione in Eccellenza, il Parma femminile ha fatto entrambe le cose: ha completato un percorso perfetto e, nello stesso tempo, ha lasciato un segno che va oltre il risultato. La cornice è quella delle partite vere. Novanta minuti che possono dare un senso a mesi di lavoro. Il Parma arriva a questo appuntamento dopo una stagione costruita con continuità assoluta, fatta di sole vittorie, senza cedimenti. Un percorso lineare solo in apparenza, perché dietro c’è sempre un equilibrio delicato tra aspettative, crescita e gestione delle energie, soprattutto quando si tratta di un gruppo giovane. Vincere non è mai qualcosa di banale, stravincere men che meno.

IL RIGORE DI CLAUDIA MORELLI

Contro l’Hic Sunt Leones il risultato è ancora fermo; il Parma è consapevole della sua superiorità e attende il momento giusto per affondare, ma le padrone di casa ce la mettono tutta per non fare soltanto da sfondo al trionfo gialloblù. A spostare l'equilibrio, tuttavia, arriva un episodio. Il direttore di gara assegna infatti un calcio di rigore al Parma per un presunto fallo di mano. Una decisione che, osservata da vicino, non lascia dubbi sull'errore: l’infrazione viene attribuita a una giocatrice di movimento, ma è in realtà il portiere a intervenire in maniera legittima sulla sfera, per altro con un grande riflesso. La dinamica dell'azione, però, trae in inganno l'arbitro che resta sulla sua decisione. Sul dischetto si presenta Claudia Morelli, classe 2008, cresciuta insieme alle sorelle Giorgia ed Elisa nella Cremonese e con le quali ha condiviso in estate il passaggio nella seconda squadra del Parma.

Tutto sembra già scritto, l’occasione è ghiotta. E invece no. Claudia Morelli sceglie un’altra strada. La rincorsa è breve, il gesto è tranquillo naturale: il pallone viene calciato senza cercare la rete, restituito dolcemente al portiere. È un modo per rimettere le cose al loro posto, per non trasformare un errore in un vantaggio di cui lei e la squadra non hanno bisogno. Ma ancor prima, un gesto di semplice lealtà.

La gara si aprirà comunque, e la differenza costruita nel corso della stagione alla fine emergerà. I gol arrivano uno dopo l’altro, con naturalezza. Zanoni segna tre volte, Giorgia Morelli e Claudia Morelli firmano una doppietta ciascuna, Ferrari completa il quadro con altri due centri. Il risultato finale, 9-1, è ampio, netto, coerente con il dominio di tutta la stagione.

FILOSOFIA RISPETTATA

Questa partita racconta bene la direzione intrapresa dal Parma femminile. Da un lato c’è la prima squadra, impegnata in Serie A in una stagione complessa da neopromossa. Dall’altro c’è un progetto parallelo, costruito con attenzione, partito dalla Promozione con un obiettivo preciso: creare un ambiente in cui le giovani possano crescere senza forzature. In questo senso, vittoria e fair play non sono in contrasto, ma fanno parte dello stesso percorso. Per trasmettere un’idea di sport che tenga insieme competitività e rispetto.

Alla fine, quando arriva il triplice fischio, la promozione è realtà. È il risultato di un percorso senza sbavature, meritato, costruito settimana dopo settimana. Ci sono gli abbracci, la soddisfazione, la leggerezza che arriva quando un obiettivo viene raggiunto. Ma oltre il risultato resta anche l’idea che si possa vincere con margine, segnare nove gol in una partita decisiva e, allo stesso tempo, non perdere mai il senso delle cose. Dovrebbe essere qualcosa di semplice e di normale, ma non è una cosa che capita spesso. Ed è proprio per questo che vale la pena fermarsi a raccontarlo.

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