Promozione Femminile
23 Marzo 2026
Nel segno dello sport e dei valori, il derby di Promozione Femminile tra Città di Segrate e Teamsport si è trasformato in una giornata intensa non solo per quanto accaduto in campo, ma anche per il messaggio lanciato prima del fischio d’inizio.

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale, la Lega Nazionale Dilettanti ha promosso la campagna “Dove c’è razzismo, non c’è partita”, realizzata insieme a Treccani e all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Anche a Segrate le squadre hanno aderito con convinzione: le calciatrici sono entrate in campo accompagnate dai più piccoli, in un momento simbolico che ha voluto sottolineare come il rispetto e l’inclusione debbano partire proprio dalle nuove generazioni. Le capitane hanno letto un messaggio contro ogni forma di discriminazione, mentre è stata realizzata una foto significativa con le squadre rivolte verso la tribuna, a testimoniare il coinvolgimento del pubblico. Presente anche Claudia Giordani, delegata CONI, a rafforzare l’importanza istituzionale dell’iniziativa.
Campionato riaperto? Chissà, a quattro giornate dal termine (almeno della regular season) non si può più dire campionato chiuso. La prima notizia è che la capolista, dopo ventidue giornate di dominio (quasi) incontrastato, ha trovato la prima sconfitta. La seconda è che ciò che accade nel derby segratese è clamoroso. Le Vespe vanno sopra di due, ma si vedono rimontare e sorpassare da un Teamsport che, nella ripresa, ripete l’impresa. Da 4-3, dopo il nuovo ribaltone gialloblù, a 4-6. La formazione di Federica Gerosa vola così a -1 dalla vetta, alla sua prima apparizione in Promozione. Ansia? Ancora no, lato Maurizio Re. Forse con un successo oggi non avresti dovuto nemmeno tirare fuori la calcolatrice, ma la matematica continua a sorridere alle sue ragazze. «Dopo il 2-0 sembrava in discesa, giocavamo davvero bene. Se mi avessi dovuto chiedere in quel momento, ti avresti risposto che stavamo facendo la partita. Poi un rigore ha riaperto tutto, e da lì la squadra si è intimorita, a tal punto che siamo andate a riposo sul 2-3. È stata una sfida strana: anche nella ripresa siam partiti benissimo, l’abbiamo riportata dalla nostra e poi ci siamo trovate sul 4-5. Dovevamo assolutamente gestirla meglio: stare qui a preoccuparsi dopo un cammino del genere è un vero peccato, ma “basterebbe” vincere la prossima - il recupero con il Torino Club in programma per l’otto aprile, dopo la pausa Rappresentative - per rimettersi a +4 sulle inseguitrici. Ora dobbiamo essere bravi a smaltire questa botta e a rimetterci subito in carreggiata».

Dall’altra parte c’è un gruppo che festeggia, non senza rimpianti per la stagione, ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante: «Siamo davvero contente - commenta la Presidente - soprattutto perché eravamo rimaste con l’amaro in bocca dalla partita dell’andata; volevamo rifarci e ce l’abbiamo fatta: le ragazze son state grandi, non hanno mollato fino alla fine. Il campionato è ancora lungo, per cui chissà, ma intanto se non facciamo capitomboli possiamo andare ai playoff. Le ambizioni a inizio anno c’erano, sempre però con l’idea di aver al centro del progetto un gruppo giovane. Squadra nuova, in una società al suo quarto anno sul femminile: qualche scivolone l’ho messo in conto, ma sono orgogliosa. Siamo rimaste sempre fra primo e secondo posto nonostante la pressione di dover vincere ogni partita».

Tra messaggi importanti fuori dal campo e una sfida emozionante sul terreno di gioco, il derby di Segrate ha dimostrato ancora una volta come il calcio possa essere allo stesso tempo spettacolo e veicolo di valori fondamentali.
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