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Trofeo Annovazzi

Juve, è una finale incredibile! La rimontano e con quattro rigori perfetti si prendono la coppa

Una partita infinita chiude l'11° Women's Bracco Cup; Tarolla sempre bomber, capitan Spellecchia segna il penalty decisivo

UNDER 15 FEMMINILE JUVENTUS •

JUVENTUS UNDER 15 FEMMINILE • Tarolla per i sogni Juve, Capitan Spellecchia per il rigore decisivo

«L'attesa del piacere è essa stessa il piacere» si diceva in una vecchia pubblicità. Perché per avere questo verdetto si è dovuto attendere quella che è parsa un'eternità. Ci si è messo un rinvio dell'ultimo atto dell'Annovazzi, ci si è messa la pioggia e la grandine che hanno costretto il direttore di gara a sospendere la partita. Ma, a contribuire all'infinita meraviglia di questa finale, sono anche e soprattutto Inter e Juventus. Se si arriva ai rigori, se sono solo i penalty a decretare le campionesse dell'undicesima Women's Bracco Cup, è grazie a loro. È grazie a Franceschi e al primo tempo perfetto delle nerazzurre. È grazie a Tarolla e alla reazione della formazione di Colombo che nel finale si arrocca in difesa, perché sa che dai nove metri può davvero fare la differenza. Perché sa che chi si presenta con il pallone in mano, raramente sbaglia. Una dimostrazione? Quattro ne battono, quattro ne segnano. Anche il più pesante. Anche il più difficile. Affidato al capitano. Ad Alisa Spellecchia. Palla da una parte, Arrigoni dall'altra. E alla prima partecipazione è già vittoria. 

FRANCESCHI METTE LA FRECCIA

Affascinante. Come altro definire il Derby d'Italia? Juventus e Inter, Inter e Juventus, la storia di una rivalità che torna indietro negli annali. E che all'Annovazzi si incontra, nel femminile, per la prima volta. Anno di rivoluzione, quello del Torneo dell'Enotria. Perché, in qualsiasi caso, qualcosa è destinato a cambiare. Che sia il ritorno al successo delle nerazzurre, dopo l'anno del Milan, che sia il first try delle bianconere che dopo aver superato le rossonere si vogliono ergere a corsare all'ombra della Madonnina. Non ci resta che sedersi e godersi lo spettacolo.

E l'inizio è lo specchio di queste due forze che si attraggono e si annullano. Con la fuga di Franceschi a cui risponde il tentativo dalla distanza di Grasso, scossa e risposta di una partita fin dai primi istanti viva. E che così vuole rimanere. Perché all'energica centrocampista piemontese le nerazzurre provano a rispondere con l'attacco alla profondità della nueve. Ribadendo che da qui può passare il vantaggio, anche se si fa fatica a cambiare l'iniziale equilibrio di Via Cazzaniga. Seppur l'incornata di Marando sibili pericolosamente vicino al palo. Anche se il sinistro di capitan Signorelli costringe Consentino alla parata plastica. E lentamente, Inter e Juve cominciano a parlare lingue diverse: c'è la lingua del fraseggio, comandato dal capitano di Bellini, che costruisce e serve Rizzotto, che però manda alto, c'è l'effetto sorpresa che si fa chiave tattica delle ragazze di Lombardo. 

Ed è sempre Franceschi che, a meno di dieci minuti dal duplice fischio, rischia di cambiare tutto. Di spezzare una fragile che si è trascinata per un quarto d'ora. Resistendo al ritorno del difensore, dopo aver con il pressing riconquistato la sfera. E se Consentino risponde al primo tentativo dell'attaccante dell'ex Sarnico, cinque minuti dopo non può nulla: perché si ritaglia lo spazio giusto, perchè scappa sulla sinistra e nessuno la prende più. E l'Inter si avvicina così a un clamoroso ritorno in cima alla Bracco. Perché dopo il vantaggio, sono le lombarde a confermarsi. Non nel risultato, che rimane invariato, quanto nel gioco e nel possesso. Con Molinari che da destra passa a sinistra e da subito inventa per Rizzotto. Ma alla fine del primo tempo l'1-0 non decide nulla. 

REMUNTADA JUVE

E la rivoluzione di Bellini, che delle prime nove lascia in campo solo Rizzotto e bomber Franceschi, non si traduce, almeno nei primi istanti della ripresa, in una rivoluzione in campo. Anche se Avelino Maiolino sfiora il colpaccio. Con il pressing, riconquistando palla e colpendo un clamoroso palo. Che lascia tutto invariato, ma dimostra una cosa: la Juve è viva. E nonostante il brivido Piccaluga, su cui Lo Iacono risponde presente, è ancora in partita. Come dimostra il destro di capitan Spellecchia, che sibila pericolosamente alla destra di Arrigoni. Eccola, la reazione bianconera. Che dopo alcuni minuti di studio, si lancia alla ricerca del pari. Ed è proprio la sua bomber a riaprire tutto: a un quarto d'ora dal termine, Tarolla riceve e la gira in porta. 

E ora si riapre tutto, perché Franceschi sfiora ancora, perché l’Inter si rilancia subito in attacco. La Juve si arrocca, praticamente nella propria area. Le ragazze di Bellini si prendono la sfera e il suo controllo, senza più volerlo lasciare. Nonostante lo strappo di Sardi che illumina sulla destra. Ma ormai questa finale, questo Annovazzi, ha assunto la forma dell’infinito. E così, al duplice fischio l’1-1 manda direttamente ai calci di rigore. Quelli che con il Sarnico premiarono la Juve e che chissà se stasera riusciranno di nuovo a portare fortuna alla squadra di Colombo. Detto, fatto: perché le piemontesi sono glaciali, perché Spellecchia si prende carico del rigore più pesante - l'ultimo, dopo gli errori di Vetro e Della Morte - e lo mette lì dove Arrigoni non può arrivare. Consegnando, dopo un torneo eterno, con tanto di finale sospesa per grandine, la Women's Bracco Cup alla Juventus.

IL TABELLINO

JUVENTUS - INTER 1-1 (5-3 dcr)
RETI (0-1, 1-1): 19' Franceschi (I), 10' st Tarolla (J).
JUVENTUS (2-4-2): Consentino 7 (1' st Lo Iacono 7), Riccio 6.5 (5' st Guzzon 6.5), Russo 7.5 (1' st Sardi 6.5), Marando 7 (1' st Audisio 7), Grasso 7.5, Benedettino 6.5, Tarolla 8.5, Spellecchia 8, Avelino Maiolino 7. All. Lombardo 8.5. Dir. Portas.
INTER (2-4-2): Gervasoni 7 (1' st Arrigoni 6.5), Morandi 7 (1' st Lucianò 6.5), Ciavarella 6.5 (1' st Della Morte 6), Dal Ben 7 (1' st Sala 6), Rizzotto 7.5, Giglio 6.5 (1' st Vetro 6), Molinari 6.5 (1' st Piccaluga 6), Signorelli 7 (1' st Loda 6.5), Franceschi 8. All. Bellini 6.5. Dir. Volontieri.
ARBITRO: Marino di Milano 7.
AMMONITE: Avelino Maiolino (J).

LA SEQUENZA DEI RIGORI

  • Loda (INTER): GOL
  • Guzzon (JUVENTUS): GOL
  • Rizzotto (INTER): GOL
  • Grasso (JUVENTUS): GOL
  • Vetro (INTER): FUORI
  • Sardi (JUVENTUS): GOL
  • Della Morte (INTER): FUORI
  • Spellecchia (JUVENTUS): GOL

LE PAGELLE

JUVENTUS

Consentino 7 Riflesso pazzesco, quello su Franceschi. Nel momento in cui l'attaccante nerazzurra si libera, lei è già davanti a coprirle tutta la visuale con un tempismo perfetto. Tiene in piedi la sua squadra con sicurezza, finché purtroppo non è costretta a cedere all'ennesima sgroppata della lombarda che trova lo spiraglio giusto per sbloccare la gara.
1' st Lo Iacono 7.5 Attentissima, su ogni pallone che si trova nei dintorni della sua porta. Che arrivi da lontano o che sia un colpo da pochissimi passi, i suoi guantoni calamitano la sfera e la tengono lì con grande sicurezza. Anche nei concitatissimi minuti finali è lei che tiene in piedi la Juve, regalandole un'ultima chance che le bianconere sfrutteranno al meglio.
Riccio 6.5 Pochi spazi, ma sempre cercati e sfruttati al massimo. Appena ne ha l'occasione, si lancia in proiezione offensiva per aiutare Avelino Maiolino lì sull'out di sinistra con sovrapposizioni puntuali. Esce dopo un brutto colpo alla testa, ma cerca di convincere tutto lo staff che ce la può fare. Non vuole affatto mollare le compagne nel momento clou.
5' st Guzzon 6.5 Coraggio, ne è servito parecchio oggi. Nei venti minuti della sua partita - in cui è entrata a freddo per l'improvviso infortunio di Riccio - e soprattutto nel calciare quel rigore pesantissimo. Si è fatta trovare pronta all'azione e non ha sbagliato dal dischetto, mettendo la firma nel momento decisivo.
Russo 7 The Wall, solo così possiamo definirla stasera. Perché prima si immola sulla girata pericolosa di Franceschi, poi allontana al volo il cambio campo nerazzurro. Il baluardo della difesa bianconera si mette a seguire come un'ombra la bomber nerazzurra, cercando di contenerla con fisicità quando la nueve prova ad attaccare la profondità.
1' st Sardi 6.5 Nei concitatissimi minuti finali, c'è anche lei a resistere con le unghie e con i denti. C'è anche lei a combattere su ogni pallone vagante per mantenere la porta inviolata e per regalarsi un'ultima, preziosa possibilità di vittoria. Un contributo di sostanza e di grinta che serve alla causa juventina.
Marando 7 Rischia il colpaccio con una girata a centroarea che sibila pericolosamente vicino al palo della porta avversaria. Prova a ripetersi qualche minuto più tardi, senza però mai dimenticarsi chi è, cosa deve fare e chi ha davvero bisogno di lei in campo: la difesa. E quindi eccola tornare prontamente e prendersi sulle spalle anche la fase più delicata del match.
1' st Audisio 7 Fredda, glaciale, fin dai primi istanti del suo ingresso in campo. La dimostrazione lampante la dà dopo pochi minuti dall'inizio della ripresa. Su un pallone vagante, lei si ritrova da sola: gestisce la situazione con calma e di testa appoggia con precisione verso Lo Iacono senza pensarci due volte, sventando ogni possibile minaccia.
Grasso 7.5 Combattente vera a centrocampo. Con quel destro rischia di sorprendere seriamente Gervasoni, che in due tempi si fa trovare pronta e disinnesca il tentativo. Ma lì in mezzo è un vero portento, pronta a tutto e contro tutti: a lottare su ogni pallone sporco, a cercare di ribaltare il più velocemente possibile l'azione per innescare le punte davanti.
Benedettino 6.5 Pronta al sacrificio estremo, a tanto lavoro di fatica e di lotta costante in qualsiasi zona del campo le venga richiesto. Agisce prima al centro, poi si sposta sull'out di destra senza mai tirarsi indietro. Perché gli spazi concessi dalle avversarie sono davvero pochi, ma di lei c'è bisogno comunque per dare equilibrio. E allora eccola, puntuale in ogni chiusura.
Tarolla 8.5 Negli ambienti Enotria hanno imparato a conoscerla molto bene per le sue doti da goleador, ma nei primi minuti il suo ruolo si apre a una diversa interpretazione. Più sacrificio, accettando anche di trovare l’ampiezza e andare così a prendersi il pallone. E poi, al momento giusto, eccola pronta con l'insaccata vincente: eccola perfetta in mezzo all'area a spedire in porta il pallone dell'1-1.
Spellecchia 8 Aveva regalato una tripletta, dimostrando le sue doti da diez. Ma stasera è diverso, stasera del capitano c’è bisogno nella zona di Cosentino. E così si abbassa e con un intervento perfetto toglie il pallone dai piedi della nerazzurra. Quella fascia la onora fino all'ultimo: si prende la responsabilità del rigore più pesante. Risultato? Gol e vittoria dell'Annovazzi.
Avelino Maiolino 7 Ricerca costante della profondità, dove può scatenarsi e cercare la porta. Un po’ la fotocopia, con le giuste proporzioni, di quanto fatto vedere già contro il Milan. Anche nel momento di maggior pressione le compagne la cercano sempre, provando a innescare la sua grande velocità.
All. Lombardo 8.5 Che cuore, che coraggio: la rimonta e poi la capacità del suo gruppo di continuare a difendere, provando però soluzioni diverse per colpire là davanti. Questo Annovazzi è la dimostrazione di due doti che servono a una grande squadra. Capacità di soffrire e di sfruttare al massimo le occasioni.

INTER

Gervasoni 7 I guantoni sono sempre caldi e pronti per l'intervento, anche quando le avversarie provano con soluzioni alternative a sorprenderla. La conclusione insidiosa dalla distanza di Grasso e il tentativo bianconero direttamente da calcio d'angolo ne sono esempi lampanti: ma la concentrazione è quella giusta e l'intervento è perfetto.
1' st Arrigoni 6.5 Non ha affatto paura di usare i piedi per impostare, partecipando attivamente all'uscita dal basso della manovra dell'Inter. Le compagne la coinvolgono costantemente nel gioco e lei dialoga con loro, nonostante la pressione asfissiante portata dalla Juventus. Dimostra personalità e calma nel gestire palloni che scottano parecchio.
Morandi 7 Dà vita a un duello serratissimo di fisico e di nervi con una bomber di razza come Tarolla. La nueve la sfida costantemente, lei accetta il confronto a viso aperto usando il corpo e un pizzico di necessaria furbizia. La prima frazione di gioco passa quasi interamente da questa sfida in cui nessuno si risparmia. Dalla due arriva una sensazione di sicurezza.
1' st Lucianò 6.5 Perché è vero che la Juve rimane a difendere, ma è altresì vero che quando scende in avanti mette paura. E lei non si tira mai indietro davanti al pericolo. Perfetta su quel pallone lasciato pericolosamente vagante nell'area nerazzurra: pur essendo finita fuori dal campo, rientra istantaneamente e la prima cosa che fa è pulire l'area con estrema decisione.
Ciavarella 6.5 Sempre pronta e reattiva in ogni chiusura. Quando l’attacco nerazzurro si riempie e la difesa si svuota, è lei che è sempre presente a coprire i varchi. Brava a contenere Avelino Maiolino quando prova ad accentrarsi pericolosamente, rispondendo presente anche sulle insidiose pennellate al centro dagli esterni bianconeri.
1' st Della Morte 6 La bomber dell'Inter nei suoi venticinque minuti si dimostra terminare offensivo e punto di riferimento per l'attacco nerazzurro. Prova sempre a ritagliarsi uno spazio, accettando anche di allargarsi quando al centro non c'è proprio modo di sfondare. Peccato per quell'errore dal dischetto: questione di pochissimi centimetri.
Dal Ben 7 Furba e decisiva quando la Juventus cerca di sorprendere la retroguardia in contropiede. Scappa velocemente all'indietro, inseguendo un’avversaria complicata come Avelino Maiolino. Che quando passa dal suo lato di competenza deve fare i conti proprio con quel suo modo di interpretare il ruolo. Un lavoro di contenimento che non sarà sotto i riflettori, ma fondamentale per gli equilibri della squadra.
1' st Sala 6 Cerca con generosità di dare una mano ovunque ce ne sia bisogno, provando in ogni modo a dare il suo contributo per tutta la mezz'ora di gara in cui è chiamata in causa. Si sacrifica molto in fase di non possesso, cercando di chiudere le linee di passaggio juventine.
Rizzotto 7.5 Aumenta costantemente i giri del suo motore sulla fascia, e con quelli aumenta sensibilmente anche il suo raggio d’azione. Che si sposta sempre più su, fino ad arrivare a pochi metri dalla porta difesa da Cosentino. Dove sfiora il gol del raddoppio, venendo murata però sul più bello dalla difesa bianconera.
Giglio 6.5 Tanto lavoro sottotraccia, di equilibrio tattico, per permettere all’Inter di tenere la bussola dritta e la nave diretta verso l’obiettivo del primo posto. Lotta senza sosta con Grasso, cercando di combattere con ogni energia la furia agonistica della centrocampista avversaria.
1' st Vetro 6 Bastano trenta secondi sul cronometro della ripresa e dalla difesa passa immediatamente alla fase d'attacco. Il suo destro rasoterra è insidioso, ma Lo Iacono lo legge e lo disinnesca. Non ha paura di prendersi sulle spalle la costruzione dal basso, anche quando Avelino Maiolino cerca di metterla in difficoltà col pressing.
Molinari 6.5 Un attimo, sull’out di sinistra, ed è già un’invenzione che può cambiare tutto. Scappa, si ritaglia lo spazio giusto e serve Rizzotto che non riesce però a concludere. Da quella mattonella costruisce: dall’assist sfiorato al sigillo mancato di centimetri, con un tiro cross che spaventa la difesa ospite.
1' st Piccaluga 6 Prova a muoversi con intelligenza e ad agire su tutto il fronte del campo. Si alza e si abbassa costantemente per contenere l'azione avversaria e per partecipare attivamente alla manovra offensiva nerazzurra. Da una sua punizione calciata con precisione l'Inter si costruisce l'ennesima occasione della gara per trovare il gol della sicurezza, ma Lo Iacono risponde presente.
Signorelli 7 Capitano vero e carismatico, pronto ad adattarsi ovunque Bellini le chieda di combattere per la maglia. Inizialmente agisce sull’out di sinistra, in una posizione che premia più la fase d’attacco rispetto a quella difensiva. Poi, dopo il gol del vantaggio, si abbassa per contenere con ordine la risposta bianconera e proteggere il risultato.
1' st Loda 6.5 Si dimostra pericolosa sulla fascia di competenza, dove cerca ampiezza e profondità. Una vera freccia che si lancia in velocità sulla destra e che spesso costringe le giocatrici bianconere a fermarla con un fallo tattico per evitare guai peggiori.
Franceschi 8 L'attacco alla profondità è la sua prima interpretazione della gara. Il pressing incessante sulle portatrici di palla è la seconda. Poi arriva la sorpresa per la svolta vincente: scappa sulla sinistra e non la prende più nessuno. Arriva davanti a Cosentino e colpisce con freddezza: bomber vero, che timbra in questa finale.
All. Bellini 6.5 Peccato davvero, la sua Inter cade sul più bello proprio all'ultimo respiro, ma non deve affatto scoraggiarsi. Le nerazzurre giocano bene e creano tanto, mostrando di saper fornire soluzioni diverse a seconda dei momenti della gara. Sensazioni molto positive per il prosieguo del campionato. Per il trofeo Annovazzi, purtroppo, servirà aspettare.

ARBITRO

Marino di Milano 7 La partita, finché si rimane in campo, scorre molto bene. Qualche protesta nei minuti iniziali, quando il suo metro non è chiaro. Più si comprende il modo in cui gestirà la gara, più si riducono anche le lamentele. Anche quando il contatto è in una zona "delicata" del campo, non tentenna e si mantiene coerente.

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