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Torneo delle Regioni • Femminile

Le Regine d'Italia non deludono mai: vincono subito e scuotono la Lombardia

Tonali faro guida anche al Torneo delle Regioni, Gregis-Chignoli decisive:le pagelle della Lombardia

Gregis Bissolotti Lombardia

TORNEO DELLE REGIONI LOMBARDIA FEMMINILE • Marika Gregis e Benedetta Bissolotti

In 11 mesi è cambiato tanto, tantissimo. È cambiato il format della competizione, passando dall'Under 23 all'Under 21, ed è cambiato di conseguenza il gruppo che ha scritto la storia d'Italia vincendo tre scudetti consecutivi. Tutto nuovo, tranne la voglia di riuscire di nuovo laddove mai nessuno ce l'ha fatta. Perché alla fine è cambiato tanto, tantissimo, ma una cosa no: la Lombardia vince con l'Abruzzo all'esordio nel Torneo delle Regioni.

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LE PAGELLE DELLA LOMBARDIA

6.5 • Essere portiere della Lombardia è storicamente un compito non semplice. Non perché siano richiesti miracoli su miracoli, ma proprio per il motivo opposto: bisogna saper farsi trovare pronti in quel raro momento di difficoltà. Quello che non arriva nel corso del primo tempo, quando, oltre a mettersi in mostra per delle ottime doti di comunicazione, deve giusto fare un'uscita su una rimessa laterale minacciosa e un'altra su una spizzata in area: risultato? Presa sicura e zero rischi. E nel secondo tempo? La serie è sempre quella: due prese in uscita, di cui la seconda fondamentale sul primo palo a inglobare un cross. Rischia qualcosa su un'altra palla tesa, ma l'esordio è positivo.

7 • Sulla corsia destra non è chiamata a spingere con continuità, ma quando ha spazio accompagna bene l’azione palla al piede, arrivando anche al cross d’esterno. La sua gara si distingue soprattutto per l’attenzione difensiva: gestisce con sicurezza i pericoli sul lato destro e domina nel gioco aereo, al punto da non concedere praticamente nulla dalla sua parte. In una situazione delicata, un’avversaria sguscia tra due compagne, ma lei è lucida nel recupero e riesce a portarle via il pallone da dietro. Decisiva anche nello spazzare una palla pericolosa rimasta in area dopo un cross. Prestazione solida e affidabile.

6.5 • Sul braccio la fascia da capitano ereditata da un'icona del calcio dilettantistico, e prima di lei da altre calciatrici plurimedagliate, in campo la personalità di chi rompe la linea per uscire alla al piede dalle retrovie per impostare. Pure nella ripresa è lei a condurre senza timore, mentre nelle retrovie la Lombardia vive più apprensioni del solito, ma senza concedere la vera palla gol.

6.5 • Fa saltare la riga per intercettare, e lo fa bene. Si prende qualche rischio in possesso, ma quando si tratta di dar fastidio all'avversario è insormontabile: prima legge un cross, poi mura un tiro dalla destra. Del tipo: da lì non si passa. Anche nel secondo tempo, quando per una decina di minuti l'Abruzzo mette ansia, anche se di fatto non sfonda il muro delle campionesse.

6.5 • Ha passato così tanto tempo in treno per raggiungere la squadra dopo gli impegni scolastici che la locomotiva è diventata lei: fascia sinistra a lei, giù le rotaie e si va. E se non corre lei, è lei che fa correre gli altri, come quando imbuca Menassi con un lancio preciso. Nella ripresa fa rivedere la tipica sgroppata saltando due avversarie, e stupisce per batterie: non le scarica nemmeno dopo 90 minuti e 10 ore di viaggio.

7 • Battagliera come poche. Strappa più palloni lei all'Abruzzo che il resto della squadra messo insieme, sia vincendo contrasti che andando in scivolata, arma preferita per spezzare subito l'azione delle avversarie. In area nemica ci prova pure di testa, girando però a lato. Nella ripresa continua a macinare legna per riscaldare il centrocampo.

7 • A lei la cabina di regia delle Campionesse d'Italia, e a lei i calci piazzati, lì dove sa come fare male. Non solo cercando di pescare le compagne, ma soprattutto colpendo una traversa da posizione quasi impossibile, a una manciata di metri dalla linea di fondo. Qualche filtrante invece ancora da registrare, ma regge la pressione di stare al centro della squadra più titolata della storia. Il tutto solo nei primi 45 minuti di gioco, perché nella seconda parte di gara porta a casa un'altra traversa su punizione, questa volta da più di 30 metri, e un blocco fondamentale sulla semirovesciata di un'avversaria.

7 • Flair differente, poco da dire. Regala il primo colpo di tacco di giornata, poi mette in mostra una danza ipnotica con il pallone, spesso gestito di suola nello stretto. È così che si gira in mezzo a due avversarie, se capita anche tre, accarezzando la sfera con un'eleganza differente. Classico giocatore a cui manca concretezza? No, è pericolosa pure in zona gol con un tiro al volo fortissimo, ma terminato sopra la traversa. Consuma qualche energia nella ripresa, però al debutto sa già come mettersi in mostra.

7 • Lì a destra bisogna oliare gli ingranaggi, ma il mancino è caldo. Lo fa capire provando una rovesciata, lo conferma inventando l'assist per il gol che sblocca la partita, o meglio, l'assist che decide l'esordio delle tri-campionesse d'Italia. Meglio ancora? L'assist da cui nasce la prima vittoria di tutta la spedizione lombarda. La ciliegina sulla torta di una buona partita, anzi, la candelina: 20 anni da poche ore e il regalo lo fa lei a tutta la regione.

Dal 20' st • 6.5 • Venti minuti e due occasioni per blindare il risultato. Prima riceve a sinistra, stoppa e con il destro da fuori trova una grande risposta del portiere avversario, poi scappa su un filtrante, salta l'estremo difensore e colpisce il palo da posizione defilata. Appuntamento con il gol rinviato, messaggio che la Campionessa d'Italia in carica c'è: ricevuto.

6.5 • In 45 minuti fa (quasi) di tutto. Premessa sì, manca il gol, e l'occasione ce l'ha con un tap in in area piccola sulla traversa di Tonali, però sa come svariare a destra, puntare l'avversario e prendere una punizione dal limite dell'area. Ha anche qualità per smarcarsi nello stretto, sa come lavorare con il corpo per sgusciare alla marcatura e bruciare la seconda avversaria in velocità, e accenna anche una buona intesa al limite dell'area di rigore con Bissolotti. Cala un po' nella ripresa, iniziata però ricevendo gli applausi del pubblico: protezione tra due alla bandiera, tunnel e angolo preso. Aura.

7.5 • Chignoli o Chignolì, alla francese, poco cambia, la sostanza è una e una soltanto: 1-0 Lombardia, 1-0 Chignoli, o Chignolì, ma sempre 1-0 Mirea. È lei infatti a decidere il debutto delle tri-campionesse in carica d'Italia. Non un gol qualunque, per importanza, ma anche per bellezza: attacco della profondità, anticipo del portiere con un tocco di destro, palla da una parte, dribbling dall'altra e gol della vittoria.

Dal 16' st • 6 • Entra in campo sulla fascia sinistra, ma viene presto spostata a destra per aggiungere freschezza all'attacco lombardo. In un secondo tempo con meno occasioni, dimostra personalità nel puntare l'avversario e cercare il cross o l'appoggio in zona offensiva.

7 • Quest'anno sarà diverso, si sapeva, e il risultato in parte lo conferma. In parte, perché si legge 1-0 e perché il portiere deve fare qualche uscita in più del solito, ma senza quel vero brivido che corre lungo la schiena. L'altra parte, poi, racconta di due traverse e un palo, che avrebbero potuto cambiare il percepito del risultato finale. I primi tre punti, intanto, sono in tasca, ed è il primo a riuscirci in tutta la Lombardia. Niente è mai scontato.

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