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Torneo delle Regioni • Femminile

Doppietta della nuova stella e un girone dominato: Lombardia, inizia la missione Scudetto

Giampaoli e Chignoli arano le fasce, Parimbelli dominante in ogni area: le pagelle della Lombardia

Carotenuto Giampaoli Lombardia

TORNEO DELLE REGIONI LOMBARDIA FEMMINILE • Elena Carotenuto e Rachele Giampaoli

Tre partite, tre vittorie e zero gol subiti: perfezione, ancora una volta. Che la Lombardia sia qualcosa di fuori dal normale nel Femminile è risaputo, ma confermarlo ogni volta in campo è proprio una cosa disumana. Quest'anno si pensava con qualche pensiero in più, e in effetti serve la paratona di Polini per evitare di andare sotto con la Sicilia, poi però il talento di casa viene fuori in maniera netta. Il talento dei singoli, Razza su tutti, Bissolotti anche in zona gol e Parimbelli un po' ovunque, il talento di una squadra che fa 4 gol e si prepara per i quarti di finale.

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LE PAGELLE DELLA LOMBARDIA

7 • Fatto il debutto da subentrata, si prende i pali della Lombardia per l'ultima giornata e li mette sottochiave. Sicura nelle prese, è brava a leggere un filtrante per uscire in anticipo con i piedi. Li stessi che usa per impostare con tranquillità, e per piazzare il riflesso decisivo del primo tempo: colpo di testa ravvicinata, respinta e gol della Lombardia all'azione successiva. Propiziatoria. 

6.5 •  Il colpo di tacco è il suo marchio di fabbrica. Lo prova per mandare fuori giri l'avversaria nell'uno contro uno, ma le riesce soprattutto quando si districa tra tre maglie sicule a centrocampo, creando un'importante superiorità numerica. Gli spunti lì a destra non le mancano, anche se diminuiscono in un secondo tempo più tranquillo dalle sue parti.

6.5 • Perde un attimo di vista l'attaccante sul colpo di testa parato da Polini, ma resetta subito: anticipo in zona disco di centrocampo e ottimo posizionamento per far scattare la trappola del fuorigioco. Nella ripresa non ha grossi compiti, si destreggia quindi in una fase di impostazione pulita.

7.5 • Dietro ormai è una sicurezza. La stessa che impersonifica quando sorprende tutti in anticipo e sale fino a diventare praticamente trequartista. Il piede, d'altronde, non le manca: lanci a lunga gittata precisi, a tal punto che per poco non fa assist. L'altro bonus, quello del gol, se lo prende invece con prepotenza: incornata di testa su calcio d'angolo e 1-0. Lo riprova anche nella rirpesa, ma il portiere esce in anticipo. Si stacca da centrale ad ala sinista addirittura nella ripresa, quando continua a dettare legge nelle retrovie.

7 • Incarna il concetto di spingere. Spinge senza timore sulla fascia sinistra e pure dentro al campo, fa spingere Chignoli imbucandola con verticali perfette a sinistra, spinge in scivolata dimostrando un'ottima capacità di lettura per fermare un contropiede avversario in scivolata, spinge in termini di personalità proponendosi per calciare il rigore, prima di lasciarlo a Diana. Spinge talmente tanto che cerca pure il gol da una trentina di metri. 

7.5 • Ordine, disciplina e creatività: calciatrice totale. Si muove ovunque lungo il campo, che sia nelle retrovie per proporsi a impostare, che sia a centrocampo in qualsiasi zona per governare il gioco o che sia in attacco per fare qualsiasi cosa. Sì, perché fa praticamente tutto: cross per una girata di testa in area, l'appoggio per il raddoppio di Bissolotti e tante tante giocate più semplici, ma dannatamente efficaci.

Dal 18' st • 6.5 • Venti minuti giusto per ricordare chi detta legge in mezzo al campo, anzi, 15 secondi. Il tempo che passa tra il suo ingresso e il primo contrasto deciso per recuperare palla. Il ritmo a risultato acquisito da un pezzo è ovviamente più basso rispetto al solito, ma quando c'è bisogno lo alza e mette le cose in ordine.

7 • Si capisce subito che i calci piazzati sono il suo valore aggiunto. Sfiora infatti il gol direttamente da calcio d'angolo, poi sempre dalla bandierina crea un paio di situazioni pericolose, fino a registrare l'assist per l'1-0 di Parimbelli. Ha una potenza immane da sfoderare in quel piede, da cui difatti parte il siluro deviato di mano da un'avversaria che vale il calcio di rigore poi calciato da Diana. Quando serve, infine, mette ordine in mezzo recuperando un paio di possessi.

8 • Piede educatissimo e mente che pensa in maniera diversa dalle altre, lo si era già detto, ora però il problema è che ha pure iniziato a segnare. Non lo so, lo fa anche in maniera non banale: botta di prima intenzione di destro da fuori area e palla all'angolino. Così, per gradire. A rulete e tocchi di suola ormai classici, aggiunge nel box abilità pure l'inserimento sul primo palo, quello che le vale la doppietta personale e il titolo di MVP.

7.5 • Una scheggia impazzita. Lì a destra si fa subito notare per un bellissimo stop su lancio di Bissolotti, poi deve confrontarsi con una Venuto in forma, con cui dà vita a un gran duello sulla fascia destra. Alla lunga, però, lo vince per distacco. È lei infatti a fare lo spunto e il cross da cui nasce il 2-0, è lei a mettere dentro il cross del tris ed è lei a sfiorare il gol in più di un'occasione: zampata sfiorata su lancio dalle retroviem destro centrale su scatto fulmineo a destra e un altro parato con un miracolo ravvicinato di Barbara. Appuntamento rimandato, impressione riuscita.

6.5 • Togliere subito il dente del rigore sbagliato: se ne prende la responsabilità e non lo calcia neanche male, è brava il portiere a leggerle la mente. Brava, poi, è lei a togliersi la negatività dell'episodio di dosso, soprattutto nella ripresa, quando cerca in due occasioni la rete da posizione defilata verso destra: primo tiro parato, secondo a lato a giro di sinistro.

7.5 • Ci fossero gli autovelox prenderebbe una multa ogni cinque minuti: è un demonio sulla fascia sinistra. Quella che brucia in profondità, dove poi deve fare i conti con un terzino non semplice da superare. Ce la fa in un paio di occasioni, trovando anche una conclusione murata in un primo tempo dove spicca sgusciando tra tre avversarie e trovando l'appoggio per il tiro da cui nasce il rigore a favore. Nella ripresa si va dritti al punto: quando parte, non la vedi. Semplice. E l'efficaccia aumenta: prima il pallone perfetto per Giampaoli che non diventa assist solo per un miracolo del portiere, poi il gol segnato, anzi, creato, perché è bravissima a rientrare sul destro e incrociare prendendo il tempo a difensore e portiere.

7.5 • Prende le parole dell'attacco e incollare. Tre partite, tre vittorie e zero gol subiti: perfezione, ancora una volta. Le sue ragazze fanno sembrare semplice passare il girone a punteggio pieno anche nell'anno di cambiamento della competizione. Testa, cuore, gambe e qualità sono ora da impiegare per la parte più complessa.

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