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Serie D

«Mollo tutto e attraverso l'Italia»: 19 anni e un viaggio di 4000 km per fare il calciatore

Manuel Attici torna in Calabria dopo l'esperienza nella Reggina: «Voglio fare bene per la Gioiese»

MANUEL ATTICI, GIOIESE

SERIE D, GIOIESE: Manuel Attici lascia Milano per tornare in Calabria e firmare con la Gioiese

La partenza alle quattro di mattina, perché così si evita il traffico sulla battutissima autostrada del Sole, salvo poi trovarsi in altri mille su quell’asfalto ancora freddo per le temperature della notte, tutti con la stessa idea di "partenza intelligente", tutti con una strada da prendere, tutti con una storia da raccontare.

 

Tra quelle mille direzioni incrociate c’è anche quella che parte da Milano, passa per Bologna, scende verso Roma, saluta Napoli e si ferma a Gioia Tauro, precisamente allo stadio Pasquale Stanganelli, dove si allena la Gioiese. È la strada percorsa da un progetto preciso, è la strada di una promessa fatta al gioco del pallone qualche anno fa, è la strada di Manuel Attici. Insomma, questa è la storia di un classe 2004 che non teme di fare i chilometri per seguire i suoi obiettivi, uno che la penisola se la farebbe - e se l’è fatta - di corsa due volte per poter continuare a seguire quel richiamo del destino che si sente scorrere nelle vene e battere nelle tempie: il calcio. Milano-Calabria e ritorno (moltiplicato per due)? Non è un problema quando stai inseguendo un sogno.

INCONTRI

È la storia di un grande ritorno e di un sogno errante per lo stivale. Come Ulisse alla ricerca della sua Itaca, Manuel Attici - Manuelito per i vecchi compagni d’infanzia - è un girovago. Il suo pellegrinaggio è partito anni fa, con prima tappa obbligata a Milano, sua casa natale: nella città metropolitana più famosa d’Italia Manuel muove i suoi primi passi calcistici in via Felice Orsini, con indosso i colori dell’Aldini. È questione di pochi anni e il falco spicca il volo: la Serie D diventa il nuovo porto sicuro e comincia l’avventura all’Arconatese. Poi, il colpo di scena, quello che non ti aspetti: un tecnico della Reggina passeggiava per i campi della società lombarda quando il suo occhio viene catturato dalle giocate di due scarpini provetti. Sono quelli di Manuel Attici, a cui da lì a pochissimo viene offerto un posto nella realtà calabra. 

Il resto è storia: il trasferimento a Gallico Marina a casa della nonna materna, il buon campionato tra le file degli amaranto, fino al fallimento della stessa società di Reggio Calabria. Strada sbarrata, vicolo cieco, il sogno si fa d’un tratto più rarefatto. E allora, è il caso di mollare? Assolutamente no: Manuel aspetta il liberi tutti della sua vecchia società, che svincola i giocatori a metà settembre, e poi punta dritto a qualche esperienza nuova. «Il mio obiettivo è sempre stato quello di restare nei professionisti», racconta l’esterno d’attacco girovago. Da bravo Ulisse, Manuel torna dunque a viaggiare, in cerca della sua Itaca: riprende l’auto e ripercorre a ritroso tutta la penisola, direzione Svizzera, dove il classe 2004 rimane in prova per due settimane in una squadra di Promotion League, il Paradiso. Ma la strada non è ancora quella giusta: il destino vuole qualcosa di diverso per Manuelito, qualcosa che lo riporti in quella terra del sud che tanto gli aveva dato negli anni passati. 

RITORNI

Raramente i treni passano due volte. Ma quando il caso ti rimette in mano il biglietto vincente, non bisogna lasciarselo scappare. Un caso fortunato? Uno scherzo del destino? Una vecchia tappa che si trasforma in qualcosa di nuovo? Chi può dirlo. Intanto Manuelito coglie di nuovo la palla al balzo e non ci pensa due volte: l'itinerario continua e torna in Calabria, nella terra da dove Scilla osservava la compagna Cariddi ai due lati dello stretto di Messina - giusto per restare in tema di mitologia greca.

La nuova maglia è quella della Gioiese, storica società di Gioia Tauro. Il classe 2004 girovago dunque scende di nuovo a Gallico, dove questa volta alloggia con i compagni di squadra in un villaggio vicino. Quello che trova è una solida realtà di Serie D, con un campionato difficile in corso ma che intende rilanciarsi al più presto. Il nome celebre dell’allenatore Francesco "Ciccio" Cozza, ex centrocampista della Reggiana con diverse presenze in Seria A, e nuovi acquisti del calibro di Bruno Téliz, ex Serie A del campionato uruguaiano, rendono bene l’idea dell’impresa che la Gioiese vuole compiere. Manuel Attici sarà parte integrante di questo mezzo miracolo viola che potrebbe riscrivere la storia: «Ora voglio solo fare bene per la mia squadra, il mio obiettivo continua ad essere quello di rimanere nei professionisti. Questa realtà può farmi crescere tanto grazie a compagni di squadra più esperti di me». 

Il viaggio è finito? Di nuovo, chi può dirlo. Ora per Manuel è il momento di godersi la nuova, vecchia tappa del pellegrinaggio e attendere di scoprire a quale passo lo porterà. Questa, in conclusione, la storia di Manuelito: tutta una questione di caparbietà, di treni che passano due volte, di momenti che si trasformano in occasioni. Insomma, tutta questione di Attici. 

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