Under 16
29 Ottobre 2025
CB ACADEMY UNDER 16 • Andrea Santoro
In base a cosa un calciatore viene definito abile? In base a come adempie ai propri compiti, a come interpreta il proprio ruolo, a quanti gol o assist fornisce oppure in base ai suoi clean sheet. Non abbiamo la sfera magica, certamente non possiamo definire un calciatore solo utilizzando come metro le sue statistiche. A sostegno di ciò, conoscete tutti Olivier Giroud, giusto? Beh, il celebre attaccante ex Milan e Arsenal nel Mondiale del 2018 vinto dalla sua Francia ha segnato ben 0 gol tirando molto poco nello specchio. Certamente, il ruolo dell'attaccante centrale non è tra i più semplici, bisogna: lottare con sportellate decise per difendere il pallone e la posizione; avere un tiro potente e preciso; possedere l'innata capacità di girarsi, dato che perlopiù si gioca con le spalle rivolte verso la porta e, infine la più importante, essere cinici innanzi all'estremo difensore avversario.
Trovare un giocatore che possegga tutte queste caratteristiche è arduo ma sicuramente abbiamo qui un ottimo candidato. Il classe 2010 Andrea Santoro della CB Academy è un cannoniere nato, a proposito di ciò si esprime così: «Il mio punto di riferimento è Cristiano Ronaldo, mi ispirano molto le sue giocate e la marea di gol che ha segnato. In passato ho ricoperto anche il ruolo di ala ma la punta centrale è ciò che mi si addice di più. Campionato? Sia io che i miei compagni vogliamo vincerlo, ce lo siamo detti e siamo determinati a farlo».
«Ritengo che i miei punti forti siano la velocità, siccome mi permette di superare i difensori, e il fisico, nel caso in cui dovessi andare di sfondamento oppure saltare dopo un corner. Inoltre mi piace molto battere i rigori, nell'ultima partita contro il La Spezia ne ho segnato uno molto importante anche se abbiamo perso. Qualcosa su cui dovrei lavorare? Forse la lucidità. Con la palla tra i piedi mi intestardisco. Devo cercare di limare questo aspetto: non cercare di tirare sempre il più forte possibile, magari cercare anche l'assist» spiega il numero 9 dei rossoneri. È un attaccante fisico ma dotato anche di tecnica, un connubio che sicuramente lo avvantaggia offensivamente. E le sue statistiche non fanno altro che confermare questo aspetto.
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Ben 9 le reti in 6 partite di campionato, un bottino niente male. Attualmente la CB Academy aleggia nella parte altra della classifica e i ragazzi di Antonio Giacalone non intendono cambiare obbiettivo: vogliono i Regionali. Il ragazzo: «Il sogno è sempre vivo, ne avevamo parlato con il mister a inizio anno. Classifica marcatori? Certamente mi piacerebbe vincerla, per adesso mi concentro sul fare bene aiutando la mia squadra».
Sì, questo ragazzo è un centravanti prolifico ma, prima di tutto, è un grande appassionato di questo sport. Qual è l'origine di queste fondamenta così solide? L'attaccante spiega: «Tifo Napoli da quando sono bambino grazie a mio papà e anche siccome prima vivevo lì. Prima ho detto che Cristiano Ronaldo è la mia fonte di ispirazione, in realtà ci sarebbe anche Khvicha Kvaratskhelia: mi ha sempre gasato il suo modo di giocare, anche se purtroppo adesso non gioca più al Napoli. La passione per il calcio mi è stata trasmessa da mio cugino che giocava alla Scuola Calcio Milan ed è proprio in seguito a questo che ho preso la decisione di iniziare a giocare a calcio all'età di dodici anni, forse un po' troppo tardi: non saprei (ride, ndr). La mia prima squadra è stata il Casorate e dopo un anno sono stato preso dalla CB Academy e da allora gioco qui. Mi trovo davvero bene».
Si evince in maniera limpida l'entusiasmo di questo ragazzo nel calciare il pallone o varcare la soglia del centro sportivo per accedere al rettangolo verde. Questo sport non è un semplice gioco ma un vero e proprio amore capace di suscitare emozioni forti nei cuori dei calciatori; degli allenatori e dei tifosi, più o meno giovani. Adesso, però, capiamo anche qual è il ricordo a cui è più affezionato. «Quello di quest'anno è sicuramente il mio gol contro la Vige Milano: effettuo un stop dopo il passaggio arrivato dal centrocampista e successivamente con una veronica supero due difensori avversari e libero il destro dalla tre quarti la cui traiettoria si esaurisce nell'angolino basso a sinistra. Ero troppo felice. Mentre invece come ricordo di squadra mi è stata particolarmente a cuore l'ultima gara dello scorso anno contro la Trial Rozzano valevole per l'accesso ai Regionali: lo scontro diretto all'ultima giornata. Purtroppo, abbiamo perso quella partita 2-1: io avevo segnato e loro poi hanno risposto all'ultimo secondo. Non abbiamo vinto il campionato ma io e i miei compagni abbiamo giocato una partita incredibile, i tifosi sono stati formidabili: ci hanno dato una carica assurda».
Conosciamo le origini della voglia di giocare, la miccia che grazie alla scintilla si accende e fa divampare il fuoco, la situazione della sua squadra in classifica e i suoi idoli. Abbiamo in mente i suoi ricordi più cari: tra reti segnate e partite emozionanti. E adesso? Beh, non resta che volgere uno sguardo sognante e deciso verso il futuro per capire il da farsi e tenere in mente le ambizioni. Andrea Santoro dice: «Come molti altri ragazzi il mio sogno è arrivare a giocare in Serie A nonostante sia molto difficile, ne sono consapevole. Io continuo ad allenarmi e a migliorare per cercare di farmi notare. Mi pongo come obbiettivo più "vicino" quello di arrivare a giocare in élite o addirittura nei nazionali: sarebbe molto bello. Entro due anni voglio arrivare in alto, sono determinato. Ci tengo a ringraziare mia madre e anche il mio migliore amico siccome hanno sempre creduto in me e lo fanno tutt'ora senza mai avere dubbi. Inoltre, ringrazio mister Giacalone perché mi ha migliorato moltissimo e ha notato mie qualità, esltandole, che neanche io pensavo di possedere».