UNDER 16
15 Novembre 2025
UNDER 16 • AUT. SANMAURO-ASTI 2-2 • Edgar Toro Moscarella e Haroun Jebril: i due protagonisti gialloblù, autori di splendide marcature nella giornata odierna
Nel Girone E dell’Under 16 regionale piemontese sta per accendersi una sfida che profuma di riscatto. Autovip San Mauro e Asti, entrambe reduci dai rispettivi pareggi esterni contro Viguzzolese e Novese, tornano in campo con la fame di chi non vuole restare a metà del guado. La sensazione è quella di due treni lanciati sulla stessa rotaia: uno cerca di guadagnare velocità, l’altro di non perdere terreno. All’ombra della classifica, dove ogni punto pesa come una valigia piena di aspettative, la squadra di Sottil sogna il colpo che può rimettere in moto l’entusiasmo, mentre quella allenata da Lucia vuole dimostrare che il suo rallentamento è stato solo un attimo di respiro, non un cambio di direzione. La partita promette ritmo, carattere e una buona dose di imprevedibilità: il tipo di pomeriggio in cui basta un dettaglio per cambiare il destino.
Le parole perdono il tono perché ora a parlare è il rettangolo verde. Lo spirito agonistico caratterizza sin dalle prime battute questo match in un sabato pomeriggio nebbioso e con una leggera foschia che inumidisce il sintetico di Parco Einaudi. Non passa troppo tempo e arrivano prontamente le occasioni: a rendersi pericoloso è l’Asti, prima con Palumbo che salta l’uomo in area piccola e lascia partire un mancino a giro terra aria stampatosi sul palo, poi con un recupero alto e un destro da fuori area di Marasso respinto dall’ottima distesa di Tambaro. Per rispondere ai biancorossi, i padroni di casa si affidano ai calci piazzati: Zocco disegna la traiettoria del corner all’altezza del dischetto ed è Chen a svettare più in alto di tutti spedendo la sfera di poco a lato. Tra continui ribaltamenti di fronte e un paio di interruzioni di gioco, segue un’altra conclusione da lontano da parte degli ospiti ed è nuovamente puntuale ed efficace lo zampino dell’estremo gialloblù. Capovolgimento diretto nell’altra metà campo e l’illusione del gol delude la compagine casalinga: dentro l’area avversaria si sviluppa un parapiglia, la sfera continua ad essere allontanata da una parte all’altra ma infine termina sui piedi di Ferla, il centravanti da posizione ottimale non riesce a centrare lo specchio e trova solamente l’esterno della rete. Superata la metà della prima frazione, regna ancora l’equilibrio sul tabellino, dovuto all’ottimo atteggiamento di entrambe le squadre: gli ospiti cercano di manovrare palla a terra e trovare la giusta via del gol, mentre i padroni di casa con determinazione e alchimia difendono con sacrificio e attaccano con grande accompagnamento tutti assieme. Il tempo scorre e dal campo non arrivano particolari occasioni evidenti, ma ciò che fa piacere e rende accattivante la gara è l’ottimo coinvolgimento nella partita da parte di ogni singolo membro presente. Per stappare la partita, ogni dettaglio può fare la differenza e per una leggerezza difensiva ospite, sviluppata a seguito di una rimessa laterale gialloblù in fase avanzata, Donghia si ritrova la palla sui piedi ma scaraventa alto un destro precedentemente appetibile. Nel pieno recupero del primo tempo, la gara assume una svolta importante: i padroni di casa guadagnano una punizione nel cerchio centrale del campo: Chen batte la punizione direttamente verso l’area, sul filo della linea difensiva Jebril guadagna posizione e con una mezza girata, il suo mancino lascia di pietra Callegher e porta in vantaggio la squadra di Sottil. Neanche il tempo di esultare per la sigla del numero 9 che, appena la sfera viene rimessa in gioco, su un passaggio lento e superficiale biancorosso, arriva forte Toro Moscarella, il collega in maglia numero 11 anticipa e recupera, continua palla al piede, punta il diretto avversario e, in una questione di attimi, sposta la palla sul piede forte e di collo pieno centra il bersaglio appena sotto la traversa, lasciando inerme Callegher e regalando ai compagni un importantissimo doppio vantaggio allo scadere della prima frazione, sia in termini di risultato che di effetto psicologico.
Riparte il cronometro e si torna sul terreno di gioco con gli animi bollenti, da una parte per chiudere e archiviare il vantaggio conquistato, dall’altra per rimettere in piedi una partita che si è improvvisamente complicata. L’allenatore ospite opta per una modifica tattica, decide di sostituire Puppione, ammonito e in difficoltà, per rinforzare il reparto offensivo aggiungendo Lafore, una punta da affiancare a Prone. I biancorossi cercano di aumentare i giri del motore per accorciare il distacco ma momentaneamente i vari tentativi di Palumbo e Prone non sono calibrati e fortunati o sono decisivi gli interventi della difesa e di un super Tambaro. L’invidiabile sacrificio e compattezza dei gialloblù per una mala respinta corta e sfortunata, viene trafitta dalla voracità biancorossa: Prone si sbatte con carattere per influire e determinare, l’azione prosegue dentro l’area avversaria e, a seguito di un rimpallo, è il subentrato Costa a trovarsi nel posto giusto al momento giusto e a sradicare la porta difesa da Tambaro e a infondere ulteriore speranza ai compagni. Poco più tardi, è tempo di un’ennesima occasione per l’Asti: su situazione creata da calcio da fermo, per poco risulta vincente lo stacco poderoso di Laiolo, il capitano colpisce l’esterno del palo e per millimetri non trova il varco del pareggio. Al 33’ minuto della ripresa, l’Asti riesce a rimettere tutto in equilibrio: tutto nasce da una buona respinta ad un calcio di punizione gialloblù, un paio di verticalizzazioni, apertura sull’out di sinistra per Gjoni, cross a misura all’altezza del dischetto ed è poderoso lo stacco di Sconfienza. Nei minuti finali quando il gioco dovrebbe rendersi protagonista e concedere spettacolo agli spettatori, succede esattamente l'opposto: su uno scontro a palla lontana, l'intervento tardivo e avventato del biancorosso Nota viene sanzionato con l'espulsione diretta da parte del direttore di gara, l'astigiano non digerisce a caldo la decisione e da sfogo a tutta la sua rabbia con un esibizione poco piacevole e rispettosa. La partita sta per andare in archivio ma c'è ancora tempo per una potenziale occasione capitata nel destino di Zocco, ma è determinante la risposta di Callegher, capace di evitare un clamoroso nuovo svantaggio allo scadere. L'aria si fa pesante, il recupero sembra non finire mai, gli animi bollenti in campo si accendono ad ogni singola minima miccia, ma fortunatamente per tutti arriva finalmente il triplice fischio che sancisce il definitivo stop alla gara. L'Autovip San Mauro esce a bocca asciutta per non essere riuscito a mantenere l'intero bottino, ma i ragazzi di Sottil hanno dimostrato sul campo carattere e spirito di appartenenza; l'Asti, invece, dopo essersi complicata la vita con quel blackout sul finire della prima frazione, riesce a riprendere la gara e ad uscire dal terreno di gioco quanto meno con un punto, ripresa e risposta da squadra da parte della compagine di Lucia.
RETI (2-0, 2-2): 42' Jebril (Au), 43' Toro Moscarella (Au), 18' st Costa (As), 34' st Sconfienza (As).
AUT. SANMAURO (4-3-1-2): Tambaro 7, Plamadeala 7, Tewoldemedhen 6.5, Chen Han 7, Quaranta 6, Donadio 6.5 (31' st Caleffi sv), Zocco 6.5, D'Onghia 6.5, Jebril 7.5 (31' st Sankara 6), Ferla 6, Toro Moscarella 8 (23' st Abbey 6). A disp. Casale. All. Sottil 6.5. Dir. Donadio - Ferla.
ASTI (4-3-3): Callegher 6.5, D'Ettorre 6 (17' st Sconfienza 7.5), Scassa 6, Marasso 6.5, Laiolo 6, Mozzone 6, Prone 7, Puppione 6 (1' st Laforè Reyf 6, 30' st Gjoni sv), Nota 5.5, Palumbo 7, Deorsola 5.5 (9' st Costa 7). A disp. Dacasto, Cupi, Gad, Jupa. All. Lucia 6.5. Dir. Giovetto - Dunga.
ARBITRO: Actis di Chivasso 5.5.
AMMONITI: 39' Puppione (As), 11' st Zocco (Au), 21' st Prone (As), 22' st Tewoldemedhen (Au), 23' st Tambaro (Au).
ESPULSI: 38' st Nota (As).

Tambaro 7 Tra i pali si muove come un faro nella nebbia: quando l’Asti prova ad alzare la marea, lui rimane saldo nella tempesta. Due interventi nel primo tempo tengono in piedi la squadra, mentre nella ripresa, anche se tradito da qualche rimbalzo maligno, conserva lucidità e presenza. Senza le sue mani, il finale avrebbe raccontato un’altra storia.
Plamadeala 7 Corre sulla fascia come un vento disciplinato: non raffica, ma brezza costante che pulisce la zona. Attento nei momenti caotici lungo il proprio out, intelligente quando serve accompagnare o frenare. È uno di quelli che non fanno rumore, ma danno struttura.
Tewoldemedhen 6.5 Partita sincera, di quelle che non cercano applausi ma costruiscono fiducia. A volte appare rigido nei duelli, ma poi si scioglie e trova anticipo e postura. Si prende pure un cartellino, simbolo del clima teso nella ripresa. Dove c’è un principio d’incendio, lui arriva in soccorso.
Chen Han 7 Ha la calma di chi sa leggere la partita come un libro aperto. Dai suoi piedi nasce il gol del vantaggio, un invito chirurgico che taglia il campo come una freccia. In difesa regge con maturità, in impostazione diventa metronomo. Per millimetri non trova anche la via del gol.
Quaranta 6 Si comporta come un ingranaggio che forse non brilla, ma tiene in moto la macchina. Qualche piccola sbavatura, qualche buon intervento, tanta disciplina. Svolge un tipo di partita utile e senza fronzoli.
Donadio 6.5 Lavora tra le linee come un artigiano del centrocampo. Non scolpisce opere d’arte, ma lima, plasma, corregge. Fa filtro, accompagna, sostiene. È uno di quelli che fanno comodo nei pomeriggi complicati, perché non perde mai il filo. (31' st Caleffi sv)
Zocco 6.5 Ha la matita del disegnatore: i suoi corner tracciano traiettorie che sembrano schizzate sul campo con una mano sicura. Nel gioco aperto alterna buone letture a qualche imprecisione, ma rimane sempre collegato alla partita. Nel finale sfiora persino il colpo grosso: Callegher glielo nega, ma l’intuizione resta.
D'Onghia 6.5 La sua energia è come una molla compressa: appena vede spiraglio, scatta. Ha l’occasione buona dopo una leggerezza avversaria ma calcia alto, peccato veniale in una gara dove si sacrifica e cuce. È benzina nel motore della squadra.
Jebril 7.5 Il gol è una pennellata improvvisa, una torsione da predatore d’area che spezza l’equilibrio e incendia il pomeriggio. Lavora, combatte, lega il gioco con intelligenza, ma soprattutto dà la sensazione di essere sempre un passo avanti nell’idea del movimento, da migliorare nella scelta di scarico. Esce acclamato, dopo aver mostrato il lato nobile del ruolo.
31' st Sankara 6 Subentra con entusiasmo e mette immediatamente fisicità nelle zone calde del campo. Non lascia tracce pesanti, ma contribuisce al mantenimento dell’equilibrio nei minuti più nervosi.
Ferla 6 Fa a sportellate come un camionista in una strada stretta: determinato, fisico, ma non sempre preciso. Quando ha la palla buona, trova solo l’esterno della rete, ma la sua presenza tiene impegnata la difesa dell’Asti e apre varchi. Prestazione generosa, più utile che appariscente.
Toro Moscarella 8 Il suo gol è una scossa elettrica che attraversa tutto il Parco Einaudi: anticipa, strappa, punta e scarica sotto la traversa un destro da videogioco. Primo tempo da dominatore silenzioso, ripresa di sacrificio. La sua firma incendia la partita e pesa come un macigno nel morale degli avversari.
23' st Abbey 6 Minuti vissuti con senso del dovere, senza forzare. Gestione pulita, qualche rincorsa preziosa, la voglia di chi entra per proteggere un risultato che però sfugge.
All. Sottil 6.5 La sua squadra interpreta la partita con anima e coesione: pressing, compattezza, spirito operaio. I due gol lampo sono merito anche della mentalità infusa. La gestione finale poteva essere più cinica, ma il carattere mostrato dai ragazzi è specchio assoluto della sua mano.

Callegher 6.5 Per un’ora resta quasi ai margini del racconto, poi diventa protagonista. Sui due gol non può nulla, ma nel finale sfodera la parata che salva il punto: un gesto che vale come una sirena nel buio. Concentrato, solido, affidabile.
D'Ettorre 6 La sua partita assomiglia a un elastico: tratti in cui si distende, altri in cui si ritrae. Ben presente nei raddoppi, meno lucido quando l'Autovip gli punta la zona con più convinzione. Esce per far posto alla spinta aerea di una nuova punta.
17' st Sconfienza 7.5 Il suo ingresso ribalta l’inerzia. Domina l’aria, sfiora il gol con un palo esterno e poi insacca il 2-2 con uno stacco imperioso. Porta peso, carattere, esperienza. Una presenza magnetica, quasi decisiva da sola.
Scassa 6 Si barcamena nel caos del primo tempo, con qualche lettura corretta e qualche sbavatura che apre finestre agli avversari. Non crolla mai, ma non incide. Lavoro oscuro e poco scintillante, utile ma non memorabile.
Marasso 6.5 Dà il via ai primi brividi del match con quel destro da fuori che Tambaro toglie dall’angolo. In difesa è spesso coraggioso, in impostazione tenta la giocata verticale. Un pilastro che non rinuncia mai all’idea di costruire.
Laiolo 6 Il capitano viaggia su onde emotive contrastanti: sfiora un gol pesantissimo con uno stacco violento, poi torna nei ranghi di una partita all’inseguimento. Presenza, leadership silenziosa e quella sensazione di pericolo latente sulle palle ferme.
Mozzone 6 Fa il pendolo fra mediana e aiuto ai centrali, ma non sempre trova il tempo del contrasto. È però necessario quando c’è da tamponare e rimettere ordine dopo i due schiaffi subiti a fine primo tempo. Prestazione di resistenza.
Prone 7 Ha il fuoco nei piedi e si vede. Lotta, aggredisce ogni pallone, crea confusione e si prende falli. Senza la sua fame il gol del 2-1 non nasce. Un attaccante che trascina col carattere più che con le occasioni pulite.
Puppione 6 Partita nervosa, piena di duelli e contrasti, con un’ammonizione che pesa come una pietra. L’allenatore lo cambia all’intervallo per evitare rischi. Finché resta in campo però mantiene ordine, senza acuti.
1' st Laforè Reyf 6 Inserito per dare peso all’attacco, si muove bene tra linee e spazi, portando energia e presenza. Non trova la giocata decisiva, ma smuove l’aria stagnante dei primi minuti della ripresa. (30' st Gjoni sv)
Nota 5.5 La sua gara ha due facce: quella del contributo alla manovra e della presenza nelle pressioni, e quella dell’espulsione che macchia tutto. Il rosso arriva per un intervento tardivo e uno sfogo fuori luogo: un cortocircuito che carica ulteriore nervo sul finale.
Palumbo 7 Il palo che colpisce dopo la serpentina iniziale è una frustata che scuote il match. Salta l’uomo, crea superiorità, mantiene viva ogni azione. Manca solo il gol, ma resta uno dei fari dell’Asti per continuità e pericoli creati.
Deorsola 5.5 Non riesce a incidere come vorrebbe: fatica a trovare posizione, si perde nelle transizioni veloci degli avversari e Lucia lo richiama presto in panchina. Una giornata grigia, offuscata dalle difficoltà collettive del primo tempo.
9' st Costa 7 Il gol è il suo biglietto da visita: subito dentro, subito decisione. Si trova lì dove serve, nel momento giusto, come un predatore che sfrutta ogni spiraglio. Ridà vita ai compagni e rimette l’Asti sulla mappa della partita.
All. Lucia 6.5 Legge bene la ripresa, cambia assetto, inserisce uomini giusti e rimonta una partita che rischiava di frantumarsi dopo i due gol subiti. L’espulsione finale complica tutto, ma la reazione è da squadra viva, plasmata dal suo lavoro.