Under 17
29 Novembre 2025
UNDER 17 SEREGNO • Marco Songia, Mattia Bini e Ethan Mugoni
La magia di una notte e le sue insidie, l’alba di un nuovo giorno e i suoi orizzonti. Bianco in purezza, azzurro d'orgoglio. Forza ed equilibrio, potenza ed estro, ragione e istinto: semplicemente, un contrasto esaltante. Che graffia la tela e sparge bellezza. Che lascia un segno e cela una storia. Di crescita, di resilienza, di vita. Definendo idee e sogni, desideri e paure, ma soprattutto un credo che va oltre. Sulla falsariga di chi non molla. Proprio come i grandi artisti. Proprio come il Seregno. Rieccolo, puntuale, il ruggito dei leoni di Russo: solo la risposta più bella che si potesse dare. Ai dubbi, ai pensieri, a chi non crede. Primo passo? Sovvertire il codice. Come? Così: altri tre punti nel serbatoio, seconda piazza e ulteriore iniezione di consapevolezza estasiante. Tre regole, due colori e tante verità nascoste. Il viaggio prosegue, Rovagnate ko: capolavoro.
E siamo di nuovo qui. Seregnello, tappa numero 12: il viaggio non si ferma. Mai. Con esso, ovviamente, i suoi principali protagonisti. Due esempi pratici? Seregno da una parte, Rovagnate dall’altra: separate da un solo punto, unite dalla medesima volontà di triplicarne l’ammontare. Nel segno del lavoro sulle idee, graduale ma costante, per imporsi sull’altro con forza e orgoglio. Esatto: forza e orgoglio. Cuore oltre l’ostacolo. Gambe cariche di tensione e adrenalina. Il connubio perfetto, che invoglia a dare il massimo. Altre parole ridurrebbero l'efficacia del concetto.
Lo stesso che i padroni di casa, dal canto loro, seguono alla lettera, fiondandosi subito in avanti. Partono entusiasti, e non potrebbe essere altrimenti: il sacco di Agrate ne ha fortificato classifica e consapevolezza. Credo base, ovviamente: aggressione e velocità. Di passo e di pensiero: due regole, tante occasioni. A ciclo continuo, sin dall'inizio: la prima di queste arriva al minuto 7. E sarà solo un doppio grande intervento di Sinigaglia a negare la gioia del gol agli azzurri. Il portiere ospite, infatti, si distende sulla punizione di Leonardi, poi si supera sulla successiva girata di Pellecchia. È già tempo di scintille. Presto moltiplicate, al cubo: Scilingo è impreciso, Cristaldi è ben contenuto da un altro efficace intervento di Sinigaglia. Non l'ultimo dei suoi primi 45 minuti, dato che poco più tardi dovrà ingegnarsi persino sul secondo tentativo piazzato di Leonardi (in seguito non ribadito da Polo). Insomma, lo spartito assume prontamente fattezze precise, nitide: il Seregno domina il territorio. E lo fa con sincronismi, compattezza e tenacia: l'idea c'è, l'applicazione (chirurgica e ricamata) anche. Manca solo quella cosa lì: ci siamo capiti. Ma tranquilli: arriverà.
Specialmente perché il Rovagnate, fronte opposto, fatica a sviluppare le sue codifiche, arretrando sensibilmente baricentro e raggio d'azione. Vuoi per una controparte agguerrita ed estremamente concentrata, vuoi per una generale mancanza di qualità e intraprendenza nei metri che contano: fatto sta che i biancorossi non trovano né ritmo né sbocchi, perdendosi in falle e falli (tanti). Pur crescendo, intorno alla mezz'ora, sotto il profilo dell'agonismo e dell'atletismo: un plus che, in quel preciso frangente di gara, costituirà valore. Non prima di soffrire, però. Non prima di andare sotto, questa volta sì: il Seregno ce la fa. Riavvolgiamo il nastro, minuto 32: al volante, non servirebbe neppure specificarlo, Federico Pellecchia. Dal suo mancino passano guizzi di assoluta finezza. Uno di essi, genererà concretezza: è un corner velenoso, che attraversa tutta l'area avversaria. Posandosi lì, sulla testa di Bini: incornata perfetta, vantaggio in cascina, desiderabile ventata di adrenalina ad acuire l'appetito. Gli azzurri di Russo, tre minuti più tardi, sono già a centimetri dal raddoppio. Come? Con la scelta del proprio credo oltre ogni ragionevole dubbio: fraseggio corto, affondo verticale, cross al centro. Azione bellissima, esito meno coinvolgente: Mugoni strozza troppo la conclusione sul suggerimento rasoterra di Faini. Il refertino dei 45 minuti dirà che questo errore avrà un peso.
E per capire il motivo bisognerà switchare direttamente al minuto 46. Il Rovagnate si riaffaccia nei pressi di Ricchiuti, sporcandone anche i guantoni: l'1 di casa è attento a respingere Sala. Il 10 biancorosso emerge per passo e qualità, ben spalleggiato da un Beretta sempre combattivo e da un Cagliani iperattivo centralmente. Tutto molto bello...ma a metterci il piede quando serve sarà un altro attore. Diego Panzeri: 7 sulla schiena, grinta tipica dei grandi duellanti. Impavido, come in occasione del corner che vale il pari: lui è lì. Presente. Contesto: lo stesso Cagliani scocca la freccia su calcio d'angolo. Fumagalli (fin lì senza fronzoli dietro) tocca quanto basta per disorientare Ricchiuti e la difesa seregnese. A porta oramai sguarnita, arriva proprio Panzeri: sfera insaccata, 1-1. E duplice fischio: meritato riposo. Le sorprese, però, sono dietro l'angolo...
All’improvviso, l’artiglio che graffia. Senza preavviso, il segno che resta. Provvisorio? Affatto: è il gol che sofferte il codice. Calma: ci arriveremo. Prima, infatti, c'è un Rovagnate che osa. O che, quantomeno, prova a riacquisire brillantezza ed efficacia. Guida Panzeri, ovviamente: dopo 60 secondi di ripresa è già lì a creare insidie. Lo strappo è vorace, il tiro è potente, ma Ricchiuti dice no: parata importante. Presto detto il motivo: poco dopo, varrà la distesa vincente. Ora sì, è il momento.
Decisamente. E non arriva in maniera banale, affatto. Federico Pellecchia, ancora una volta, veste i panni del 10. In purezza. Al 49' si incarica di un calcio piazzato dai 25 metri, all'esatto scoccare del 50' lo pennella (letteralmente) centrando con precisione scientifica l'incrocio dei pali. Il suo calcio è una danza a cui manca solo l'ultimo passo. E chi lo farà, questo ultimo passo? Ethan Mugoni. Completa lui l'assolo del compagno, con una mossa d'alta fedeltà: si fionda sulla ribattuta, buca la tela, manda il Seregnello in visibilio. 2-1, si alzano i decibel e, curiosità, scoppiano anche i primi fuochi d'artificio: atmosfera ancora più calda. Ma non è tutto. A edulcorare ulteriormente una vera e verace bagarre d'alta classifica (le due squadre sono pur sempre separate da un punto), ci penserà infatti un Seregno nuovamente arrembante e strenuo. Nonché guidato, davanti, dal solito (brioso) Pellecchia: inutile, c'è sempre la sua impronta. Esattamente come in occasione del tap-in di Mugoni, il 10 di casa posiziona la sfera da una mattonella proibitiva, riducendo ancora le distanze con l'impossibile. Ma tra lui e la gloria si frappone...il legno, e siamo a due. Clamoroso. Logica conseguenza, il Rovagnate resta lì, in agguato. Ancor di più, dopo il rosso estratto da Iacovella nei confronti del seregnese Bini: prima il gol, poi la beffa. Non c'è tregua. Il 6 alza troppo la gamba in copertura su Beretta: doppio giallo, tornata di nervosismo collettivo (dal campo alle tribune) e turning point potenzialmente decisivo. Potenzialmente rimarrà. Perché l'inerzia, paradossalmente (o forse no), continuerà a propendere verso un'unica direzione. Quella che porta a casa di Russo e dei suoi ragazzi: gli azzurri resistono.
E insistono, a dirla tutta, con i guizzi di Leonardi e Pellecchia (deboli). Dietro, invece, riorganizza scientificamente la sua resistenza, spazzando pericoli, paure e leggere insidie senza alcun fronzolo. Vero: i biancorossi provano a sfondare. Ruotano le pedine, arrivano sul fondo, ma restano perennemente in superficie. E paradossalmente (o forse no) rischiano addirittura di deragliare completamente. Paura che si concretizzerà presto: niente da fare, il Seregno ne ha di più. Mbengue tenta un paio di strappi, Polo non ne ha mai abbastanza, ma a calare il tris sarà un altro dei subentrati: Marco Songia. Che, in pieno recupero, è bravissimo a svettare su corner tagliato dalla destra, regalandosi l'esultanza più bella e profonda. Insieme ai compagni, al grido di "gol": esiste davvero un'emozione altrettanto forte? Potrebbe regalarla Mbengue, a ridosso del triplice fischio, ma Sinigaglia evita il poker calando saracinesca e anche sipario. Finisce così, con il coro seregnese che, oggi, assume ancor più valore: uno, due, tre, Seregno! Oggi calza a pennello, non c'è che dire.
SEREGNO-ARS ROVAGNATE 3-1
RETI (1-0, 1-1, 3-1): 32' Bini (S), 46' Panzeri (A), 5' st Mugoni (S), 47' st Songia (S).
SEREGNO (4-1-4-1): Ricchiuti 7, Faini 6.5, Rauli 7, Polo 7.5, Viganò 7, Bini 7.5, Mugoni 6.5, Leonardi 7, Scilingo 6.5 (16' st Songia 7.5), Pellecchia 7 (51' st Di Maggio sv), Cristaldi 7 (28' st Mbengue 6.5). A disp. Callegher, Biffi, Chiari, De Moliner, Solduban. All. Russo 7. Dir. Gobbetto.
ARS ROVAGNATE (4-3-2-1): Sinigaglia 7.5, Ripamonti 6.5 (25' st Bonfanti 6), Nava 6.5 (4' st Berisha 6), Cagliani 7, Fumagalli 7 (38' st Sherzad sv), Giussani 6.5 (41' st Longhi sv), Panzeri 7.5 (32' st Riboldi 6), Gouba 6.5 (44' st Drioua sv), Beretta 7, Sala 7 (25' st Origo 6), Ghezzi 7. A disp. Rocca, Stanizzi. All. Capello 6.5. Dir. Losa.
ARBITRO: Iacovella di Seregno 6.5.
ESPULSO: 20' st Bini (S).
AMMONITI: Polo (S), Bini (S), Bini (S), Ripamonti (A), Fumagalli (A).
Seregno
Ricchiuti 7 Inoperoso per una buona parte del match, si rende successivamente protagonista di due ottimi interventi. Eccelle sulle palle alte, tutte sue.
Faini 6.5 Sacrificio e spinta scandiscono il ritmo di una partita ben condotta. Attento specialmente nel finale.
Rauli 7 Dietro attento, davanti si fa vedere con buona costanza. Partita di ottima predisposizione.
Polo 7.5 Mai domo. Corre avanti e indietro, lotta su ogni pallone, tratta bene la sfera e detta la sua legge con ordine e tenacia. Giocatore completo.
Viganò 7 Attento, senza fronzoli. Il Seregno lavora bene di reparto, ma lui spicca quando più conta.
Bini 7.5 Non rischia nulla e limita il raggio d'azione di Beretta. Poi segna, estasi doppia. Il rosso rischia di incidere, ma a conti fatti il Seregno non rischia neanche in 10.
Mugoni 6.5 Il polmone verde del centrocampo azzurro, per corsa e qualità. Il gol ne ripaga gli sforzi.
Leonardi 7 Più esposto del compagno. Contribuisce attivamente alle distese offensive, potendo contare su piede educato e passo svelto.
Scilingo 6.5 Non spicca perché ha pochi palloni puliti da fare propri, ma eccelle in impegno. Spina nel fianco.
15' st Songia 7.5 Entra con la grinta giusta, aiutando dietro e sgasando in avanti. Risultato, vincente: segna un meritatissimo 3-1.
Pellecchia 7 Se la qualità avesse un volto, avrebbe i suoi stessi lineamenti. Giocatore bellissimo da vedere. Alla Nico Paz, come suggerisce la tribuna. 49' st Di Maggio sv
Cristaldi 7 Meno lucente del 10, ma comunque presente e pressante. Crea qualche insidia e dà tutto quello che ha in dote. Può bastare.
28' st Mbengue 6.5 Entra benissimo, anche lui. Sportella, strappa, tiene alti morale e sfera. Sbaglia il gol del poker e non si dà pace, ma poco importa. La prestazione resta.
All. Russo 7 Seconda vittoria consecutiva, secondo posto virtuale, vetta mai così vicina e tangibile. Il suo Seregno si conferma squadra estremamente forte e quadrata, anche nelle avversità. Vincere in 10 triplica la gioia.

Rovagnate
Sinigaglia 7.5 Esplosivo ed efficace, respinge i principali pericoli creati dal Seregno nella prima frazione. Sui gol può poco. La prova resta di altissimo livello.
Ripamonti 6.5 Una buona prova nonostante le difficoltà che gli esterni seregnesi creano a iosa. Corsa e disciplina, seppur con poca frequenza offensiva, quantomeno fino al cambio.
22' st Bonfanti 6 Poco da segnalare nella sua prestazione. Cerca di ridurre ulteriori rischi.
Nava 6.5 In difficile fin dall'inizio, fatica a trovare passo e misure. Esce praticamente subito.
4' st Berisha 6 Un buon passo, sì, ma ridistribuito in poche distese.
Cagliani 7 Iperattivo. Corre avanti e indietro, con qualità e passo da gigante. Preciso e ordinato.
Fumagalli 7 Sbaglia poco e ci mette sempre verve, in ogni intervento. Pulito e onnipresente, anche in occasione del gol. 37' Sherzad sv
Giussani 6.5 Anche lui dà quello che può dare senza particolari acuti né evidenti lacune. Buona prestazione. 41' st Longhi sv
Panzeri 7.5 Prova di quantità, tra strappi e presenza. Il gol ne ripaga gli sforzi. Esce persino stremato dal campo.
31' st Riboldi 6 Non toglie e non aggiunge. Ingresso sufficIente che non crea particolari insidie.
Gouba 6.5 Parte contratto e "falloso", poi impenna presenza centrale e precisione tecnica. Va un po' in affanno, ma è comprensibile: il Seregno in mezzo va fortissimo. 43' st Drioua sv
Beretta 7 Gioca di sponda e di strappo. Non ha quindi molto spazio per eccellere nei pressi dell'area. Buona prova di sacrificio.
Sala 7 Emerge alla mezz'ora del primo tempo con una serie di guizzi importanti. Il suo tiro "sporca" Ricchiuti e regala una possibilità, seppur flebile.
22' st Origo 6 Il nuovo arrivo prova a sterzare il ritmo offensivo dei suoi, ma ha poca possibilità di splendere. Non punge, pur mostrando una certa propensione.
Ghezzi 7 Abbina fisico e atletismo con buona efficacia. Cerca tracce insolute, sbraccia nel traffico e mostra grande attitudine. Meriterebbe di più.
All. Capello 6.5 Niente da dire: il Seregno, ad oggi, ha una qualità diversa. Sicuramente maggiore, specialmente dove più conta esserlo. Non emerge tanto brio nella balbettante manovra dei suoi, quadrati e aggressivi ma davanti ancora insoluti.

ARBITRO
Iacovella di Seregno 6.5 Conduce una buona partita. Lascia correre quando deve lasciare correre, fischia quando deve fischiare. Equilibrato e coerente. Il rosso dato a Bini non lo fa andare fuori traccia.
Russo va diretto, complimentandosi con tutti i suoi ragazzi. Capello, invece, concede una disamina più approfondita sui perché della sconfitta: «Quando siamo rimasti uno in più dovevamo stare tranquilli e cercare di aprire il gioco, invece andavamo sempre dritto per dritto. Abbiamo agito d'impulso, ci è mancata testa. Non abbiamo avuto la giusta qualità, non è stato un problema d'approccio. Siamo rimasti lì fino all'ultimo. Cagliani? Lui incarna lo spirito della squadra, era ovunque».