Under 16 Élite
19 Dicembre 2025
UNDER 16 ÉLITE SEGURO • Niccolò Grassi, miglior rigorista del girone
«Passo dopo passo lo si fa». Per Sayf si è trattato di una scalata che negli anni lo ha portato al palcoscenico più pesante d'Italia: Sanremo. Per Niccolò Grassi, invece, quel passo dopo passo racconta di due percorsi paralleli: quello da capitano del Seguro sin dai tempi degli Esordienti; e quello che precede uno dei momenti di maggior tensione all'interno di una partita. Nessuno più dei Blues gode di un'arma decisiva come quella che ha saputo assicurare il classe 2010. Sì, il miglior rigorista della categoria è un difensore centrale.
Sette rigori calciati, sette rigori segnati. Numeri netti, che non lasciano spazio a interpretazioni e che certificano una realtà ormai chiara nel campionato Under 16 Élite: il miglior rigorista della categoria è Niccolò Grassi, difensore centrale del Seguro. Un dato che colpisce ancora di più se confrontato con il resto del panorama regionale. Nel girone A, Andrea Casagrande dell’Accademia Pavese si è fermato a quota quattro centri dal dischetto — e parliamo di un attaccante che andrà a vestire la maglia dell'Alcione; nel girone B Alessandro Croci della Solbiatese è a tre; così come Antonio Gurini del Vighenzi nel girone C. Grassi, invece, non solo è perfetto dagli undici metri, ma con otto gol complessivi è anche il secondo miglior marcatore dei Blues, attualmente quarti in classifica e in piena corsa per le posizioni di vertice.
Un’anomalia solo apparente, perché dietro a questi numeri c’è una storia che parte già dalla precedente stagione. «L’anno scorso avevo segnato dieci gol, quattro su rigore. E avevo segnato anche nei playoff», racconta l'inusuale bomber. «Quest’anno sono a otto, di cui sette su rigore». La continuità è evidente e affonda le radici nella sua carriera: «Gioco a Seguro da quando si gioca a cinque. Ho sempre fatto il centrale, anche se qualche volta mi hanno provato davanti alla difesa». Eppure, il rapporto con il dischetto nasce quasi per caso: «In Under 14 il mister mi disse: "Il prossimo rigore lo batti tu". Si presentò l'occasione, andò bene e da lì in poi ho continuato. Sinceramente non so come si sia scoperto». Da quel momento, però, Grassi non ha più lasciato il pallone dagli undici metri, trasformando una responsabilità in un’arma decisiva.
Essere il rigorista principale di una squadra non è solo una questione tecnica, ma soprattutto mentale. Grassi lo sa bene e lo dimostra allenamento dopo allenamento. «Durante la settimana non è che mi ci concentri particolarmente. Li proviamo il venerdì, quando abbiamo proprio la sessione. Ne tiro uno o al massimo due», spiega, sottolineando come non ci sia un’ossessione maniacale, ma piuttosto una naturalezza nel gesto. Anche il momento della scelta è istintivo: «Di solito decido quando arrivo sul dischetto, se tirarla da una parte o magari alzarla. Ogni tanto provo a guardare il portiere». Nessun vero rito scaramantico, solo concentrazione. Una sicurezza che si riflette anche nel suo ruolo di capitano, con quella fascia che indossa «da quando c’è il capitano fisso, quindi più o meno dagli esordienti».
Leadership silenziosa, fatta di esempio e affidabilità. Emblematica l’ultima partita di campionato: una gara non brillante, con due gol subiti su palla inattiva e poche occasioni create, risolta però da due rigori nati da punizioni laterali. Uno per fallo di mano, l’altro per un contatto su Totaro. Dal dischetto, come sempre, Grassi non ha sbagliato. «Seguro? Mi trovo bene, con i compagni e con gli allenatori. Non mi posso lamentare, anzi», dice con semplicità. Nel suo percorso c’è stato anche un provino al Monza la scorsa stagione, segnale di un profilo che non passa inosservato. Oggi, però, la sua realtà è quella Blues e un campionato Under 16 Élite in cui un difensore centrale è diventato, senza proclami, il rigorista più affidabile di tutti. Un paradosso solo sulla carta, perché quando i manici della casseruola scottano, Niccolò Grassi non ha paura di bruciarsi.
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