Under 17
20 Dicembre 2025
UNDER 17 FOLGORE CARATESE • I protagonisti di giornata
Un calcio che azzera la distanza. Un gol che profuma di riscatto. Il boato dove perdersi è bellezza, il calore di una maglia che trasuda appartenenza, l’abbraccio sincero del compagno più fidato. Promettersi il cielo, conquistarlo assieme. Con il cuore oltre la sorte avversa, con l’adrenalina nelle vene e la sete di traguardi nel bicchiere: tipica di chi non ne ha abbastanza. Tipico di chi è alla ricerca di un sé, proprio come la Folgore Caratese. Che voleva solo ripartire, che è ripartita alla grande, da grande, contro una grande: quella Nuova Sondrio capolista spinta ferocemente all’angolo, senza indugio e senza remore. Così, alla maniera dei numeri uno: per ritrovare i tre punti dopo lo stop di Cernusco, per agguantare il settimo posto, per ricucire le distanze con la zona podio. Ultimo, per imparare - finalmente - a dirsi forti, belli e indomiti. Ma questa è una nota di margine, forse. Parola al campo, che recita: 5-2 biancazzurro. Spettacolo.
È a tutti gli effetti uno spartiacque. Per il campionato, per i rispettivi percorsi. Facile capire il perché. Da un lato c'è la Folgore, tornata a vincere domenica scorsa dopo 5 partite (contro il Valbasca) prima di smarrire nuove certezze (nel recupero della dodicesima giornata) sul verde dell'Academy. Una sconfitta pirotecnica che ha presto risaltato sia i pregi che i limiti della realtà biancazzurra, chiamata a svoltare definitivamente: l'ottavo posto sta stretto. E la vetta, occupata proprio dall'avversario odierno, dista ben 11 punti. Quelli che la Nuova Sondrio, fronte opposto, ha accumulato armata di scalpello e pazienza, ricamando un giocattolo bello e tangibile. Non è un caso che i valtellinesi siano il secondo miglior attacco, non è un caso che siano anche la seconda difesa del torneo. E non è nemmeno un caso che siano proprio loro a partire forti. Anzi: fortissimi, sulla falsariga di quanto dimostrato finora nell'arco del torneo. I ragazzi di Della Mina hanno un'idea, chiara, e quella tentano di perseguire sin dai primi passi sul verde di Verano: linea alta, ricerca dell'ampiezza, affondo della verticale. Tre concetti, una prova incontrovertibile: gli ospiti sembrano averne di più, per tenacia e solidità. Impressione confermata dal campo, che non mente. Difatti, dodici minuti dopo, arriverà il primo plot twist del pomeriggio.
Perché i veranesi partono contratti, senza indurre in rischi concreti la controparte. La squadra di Mosca, inizialmente, opta per un palleggio paziente che non trova sbocchi, avvalendosi - successivamente - di un calcio decisamente meno lezioso, improntato su scambi rapidi, movimenti continui e aggressione alta, intensa, fisica. Lati che non emergono subito, come detto pocanzi: conseguenza, i valtellinesi colpiscono. Minuto 12, ripartiamo da qui: Vinci esplora l'out di destra, si insedia nella distratta difesa avversaria e scocca la freccia. Troppo facile per Ghelfi, già lì appostato, spingere la sfera oltre le spalle di Sarni. Sondrio avanti, addirittura vicino al raddoppio pochi istanti più tardi (ma Morelli non conclude la sua distesa) e consapevolmente a presidio del gioco e delle distanze. Le stesse che, con il prosieguo della bagarre, verranno meno. La Folgore cresce gradualmente, nel ritmo e nell'attitudine; crea insidie con Bressi e Grassi - la cui sinergia abbaglia - e trovano equilibrio. Di pari passo, anche chances tangibili: la prima di queste vede Curto farsi fermare dal solo recupero di Cometti, la seconda è di completa fattura Cicconardi, il cui tiro al volo impegna il portiere ospite Farovini. Nonostante qualche sbalzo d'umore e di linee, dunque, il gruppo c'è e risponde presente. E, abbandonata l'idea del lancio lungo a ogni costo, per imbracciare la manovra e costruire sopra essa, qualcosa riuscirà a smuovere. Qualcosa di estasiante, tutto fuorché casualmente. Minuto 23.
L'azione nasce a destra, si sviluppa centralmente, assume un senso in piena zona di rifinitura. Spanò prende campo, Simone tocca quanto basta, ma è Curto a disegnare: aggancio, rasoiata, pareggio. 1-1, e inizio di una nuova partita nella stessa partita: è bene prestare attenzione al cuore dei veranesi. Progressivamente sfacciati, naturalmente armoniosi e sommariamente tignosi per vie centrali, nonché sempre più pericolosi davanti: chiaramente sulle ali di Grassi e Bressi, che inventano guizzi pregevoli. Non è ancora tempo di bis (ci arriveremo), ma lo spartito della gara cambia totalmente (questo è certo): il flusso, adesso, propende totalmente verso i padroni di casa. Mentre il Sondrio - dalla sua - inizia a latitare nei concetti, soffrendo la foga e la verticalità avversaria. I valtellinesi mantengono comunque un certo piglio offensivo, specialmente sugli esterni, e sfiorano il gol del sabato complice il bellissimo tiro al volo di Mazzolini. Tregua, ne abbiamo? Affatto: 60 secondi dopo - lato Folgore - Delli Muti calcia centrale a tu per tu con Farovini. Gloria ai portieri: altro giro, altra occasione ravvicinata. Questa volta confezionata dal sondriese Ghelfi, che costringe Sarni al volo pindarico. Tregua, ne abbiamo? Affatto.
Ribadiamolo, non si sa mai. Anche perché, allo scoccare del 45esimo, giungerà l'ennesimo capovolgimento della gara. In una fase di gara spezzettata, curvilinea per quanto intensa e ricca, è brava ad addentrarsi con spirito una Folgore onnipresente. Che, cinque minuti più in là, produce un'altra sortita corale, conclusa dal tentativo svirgolato di Cicconardi. Sembra un tiro flebile, nonché impreciso...eppure coglie di soppiatto la retroguardia del Sondrio, in sofferenza da qualche minuto e beffata nel momento topico della frazione. La sfera capita quindi sul piede di Simone, che tutto solo davanti a Farovini firma il raddoppio della Folgore. Rimonta completata, non certo ultimata. Il secondo tempo ci dirà perché, non prima che il primo ci regali un'altra cartolina: i valtellinesi centrano la traversa, da corner di Manzi, con la testata di Mingardi. Ora sì, secondo tempo.
Serviva dare risposte, e le risposte sono arrivate. Puntuali, soprattutto lato Folgore. Per il risultato che verrà, certo. Ma, soprattutto, per la prestazione offerta. Da palati fini. I biancazzurri regalano sprazzi di partita vera e si confermano squadra vera, a dispetto di limiti e amnesie. Combattendo a viso aperto, giocando il proprio calcio, adattandosi alle situazioni e dominandone i nervi. Con fare bellico, ritmi serrati e disinvolta intraprendenza; e con quella voglia, di vincere e di esporsi, che dovrà necessariamente (e ulteriormente) alimentare la fame di conquiste. Già a partire da domani. Il viaggio è ancora lungo.
E, nella ripresa odierna, prosegue così. Sulla falsariga di quanto dimostrato a cavallo tra il primo e il secondo gol del pomeriggio: attaccando d'insieme. Il Sondrio non ha ancora assorbito il colpo, si sovraespone e vede sgretolarsi ogni sua certezza. La qualità avversaria, in questo scenario d'instabilità, prende prepotentemente forma. E direziona le sorti del match, verso Verano Brianza. Partenza a razzo, dicevamo: Grassi sfiora la traversa, senza preavviso. Ma la chance più nitida arriva qualche secondo dopo. Altro giro, altra ripartenza feroce della Folgore, che arriva sul fondo con Curto. Il cui rasoterra è geometrico, ma non capitalizzato: Simone, tutto solo, manca clamorosamente l'appuntamento. Niente di debilitante: non c'è partita. Servono ulteriori conferme? Appellatevi al 10, voce del verbo splendere: Samuele Bressi, e chi altrimenti? Sarà proprio lui, minuto 51, a sigillare il tris. Suggerimento, ovviamente, di Grassi; firma, sua e di nessun altro. La verticale tracciata dal 7, il gol del compagno più fidato: tutto secondo i piani.
Ma Mosca non ne ha abbastanza, e telecomanda voracemente i suoi. Letteralmente incontenibili, per gamba, presenza e cattiveria agonistica. E anche un po' sfortunati, perché l'inarrestabile Grassi centrerà anche un palo su ennesimo contropiede velenoso. Situazione che, di lì a poco, provocherà persino un calcio di rigore, sempre a favore dei padroni di casa: Curto manda Confalonieri, Confalonieri manda Grassi, Grassi sbraccia e viene steso da Morelli. Penalty. Dal dischetto, sempre lui: Grassi. Risultato, eccezionalmente, avverso: Farovini para, si resta 3-1. Ancora per poco, però. Cambia l'interprete, non il fine: lottare, correre, fare gol. L'onore è condiviso e vi partecipa, ancora, il numero 11 veranese: Cristian Simone. Scatto profondo su suggerimento di Delli Muti, botta sicura, e poker sia. Aggressività incessante, intensità roboante, cinismo di prim'ordine e freddezza di gamma. La ricetta perfetta, poco da aggiungere.
Anche se il Sondrio non molla, è risaputo. La botta è tremenda, ma i ragazzi di Della Mina riusciranno a regalarsi un altro motivo per sperare. Precisamente al 62', precisamente con Bellinzona, che - subentrato dalla panchina - riesce a beffare Sarni e riaprire i giochi. 4-2, palla al centro e flebile scarica di adrenalina lato ospiti, che confezionano un'altra incursione (infruttuosa) senza però darle continuità. La Folgore, oggi, non si scompone. Dura, inscalfibile e sempre bellissima quando offende. Conseguenza, arriva la manita definitiva: clamoroso. Clamoroso come il passante di trivela di Bressi, clamoroso come il quinto asso di Curto, che sigla la doppietta su fantastico assist del compagno. Lo stesso che, nel finale, sfiorerà addirittura il sesto gol, direttamente dalla lunetta del corner: tanto per mostrarci ogni tratto di sé.
Finita qui? Non esattamente: Spanò centra la traversa e non chiude il set. Per fortuna non è tennis: la Folgore Caratese vince 5-2 e sogna un felice avvenire. Il Sondrio, fin qui perfetto, cade e impara. Tante emozioni, in questa serata di calcio che faticheremo a dimenticare. Il calcio, del resto, è questa cosa qui.
Folgore Caratese
Sarni 7 Compie un'ottima parata su Ghelfi, poi si concede qualche intervento di comoda routine.
Confalonieri 7 Una furia. Lotta su ogni pallone, corre in avanti, vince contrasti. Ovunque.
41' st Sammito sv
Sota 6.5 Parte contratto, poi cresce su Manzi e mantiene altissima la soglia dell'attenzione.
Cicconardi 6.5 Qualità e quantità, a dispetto della stazza. Inoltre, è sempre presente e ordinato.
Spanò 7 Energico. Dietro concede poco. Ha un buon passo e una certa intraprendenza. Pulito anche tecnicamente.
Ratti 6.5 Tra i meno appariscenti, tra i più concreti. A conti fatti non commette sbavature.
Grassi 7.5 Una forza, un'energia e una rapidità - di gambe e di pensiero - da fuoriclasse. Davvero bello da vedere. Nonché decisivo.
41' st Pizzuto sv
Delli Muti 7 Polmoni, muscoli e tocco. Le vie centrali sono di sua competenza.
38' st Basilico sv
Curto 7.5 Oltre alla doppietta, sfoggia grande tenacia e senso di appartenenza. Perché scende a legare, si fionda in avanti e lotta su ogni palla. Più appartenenza di così...
33' st Gugliotta sv
Bressi 7.5 Appare e scompare, strappa e cuce, segna e inventa. Giocatore di una completezza lampante.
Simone 8 In penombra, un po' sprecone, ma cinico quanto basta e quando più serve. Istinto da rapace, non si discute.
22' st Tanoh 7 Entra e apporta grande energia, nonché plus fisico nei momenti caldi. Promosso.
All. Mosca 7.5 Ma quindi qual è la vera Folgore? Quella che oggi domina o quella che, una tantum, lascia per strada punti e certezze? Il match di oggi suggerirebbe l'opzione A, ma la risposta si potrà dare solo tra qualche mese. Testa al girone di ritorno.

Nuova Sondrio
Farovini 6 Para il rigore, ma non infonde sempre sicurezza. Sui gol può osare di più. Le qualità ci sono.
Brocchi 6.5 Inizio propositivo, aggressivo e tecnicamente valido. Poi, il crollo: più annaspante, meno lucido. Resta comunque un giocatore interessante.
Mazzolini 6.5 Come il compagno inizia bene, con il piglio giusto in entrambe le fasi. Ma nel secondo tempo esce subito.
9' st Bormolini 6 Qualche strappo, qualche incertezza. Non entra sicuramente nel momento migliore per imporsi.
Robustelli 6.5 Soffre la fisicità del centrocampo avversario. Consequenzialmente non emergono l'ordine e la visione che lo contraddistinguono.
Mingardi 6 Bene in avvio, progressivamente sovrastato dai continui attacchi avversari. Prova difficile da valutare.
Cometti 6 Compie un ottimo salvataggio in avvio, mantiene una certa costanza di leadership, ma è ovviamente messo in difficoltà dalla controparte.
Ghelfi 7.5 È spesso cercato sulla destra, dove si impone con passo e dote tecnica. Crea un paio di insidie, poi segna il vantaggio, infine impegna Sarni su punizione. Tanta carne al fuoco, ma la fiamma si spegne con il progredire del cronometro.
14' st Bellinzona 7 Nei suoi highlights, impegno e un gol di flebile speranza.
Morelli 6.5 Passo e sostanza per esplorare la verticale, poi qualche errore di troppo e un minus fisico che pesa. La Folgore, in mezzo, ha un'altra cilindrata.
14' st Crapella 6 Qualche strappo qua e là, ma nel complesso non crea particolari insidie.
Vinci 6.5 Avvio pulito, in linea con il suo calcio rapido, di sponda e di fraseggio. Davanti, però, non è messo nelle condizioni di fare male. A referto l'assist per Ghelfi.
Luzzi 6.5 Non emerge la sua superiorità tecnica, complice una Folgore fisicamente imponente. Per caratteristiche, soffre queste situazioni.
23' st Bettinelli 6 Un impatto di apprezzabile sacrificio seppur spoglio di guizzi.
Manzi 7 Anche lui parte molto bene ed è spesso cercato sulla destra. Ha indubbie qualità tecniche, come mostrano gli strappi confezionati nei primi minuti. Cala inevitabilmente con l'aumentare del forcing Folgore.
35' st Cerri sv
All. Della Mina 6.5 Incidente di percorso. Niente di più, niente di meno. Parliamo di una squadra promossa dai provinciali e già capace di grandi cose. Il fatto che sappia anche perdere la rende ancora più umana, dunque meritevole di lodi e attenzione. Il percorso è ottimo.

Iodice di Seregno 6.5 Nessuna decisione impopolare, nessun dubbio concernente la sua direzione. Partita ben condotta e ben gestita anche nel picco dell'agonismo.
Di seguito sono riportate le parole dei due allenatori. Luca Della Mina, tecnico del Sondrio, esordisce così: «Siamo partiti per fare questo Regionale convinti di fare bene, ma stiamo facendo benissimo. Oggi abbiamo fatto molta fatica, nonostante un ottimo inizio. La loro capacità di aggredire la verticale ci ha fatto male, siamo stati un po' lenti a scappare e a leggere queste situazioni. C'è stato molto gap a livello fisico e atletico, ma credo sia un importante passaggio di crescita. Ho visto comunque una squadra grintosa, fino alla fine. Complimenti a loro».
Alessandro Mosca, condottiero della Folgore, conclude così: «Ho chiesto ai ragazzi una risposta, ed è arrivata. Dobbiamo essere bravi ad essere anche un po' sporchi, a lottare, ad essere uomini. Per fare grandi cose servono tutte queste componenti. Sapevamo che dovevamo fare una partita tosta, senza mai mollare e siamo riusciti a farlo per novanta minuti. Deve essere questo il primo obiettivo del girone di ritorno, per migliorare la nostra classifica».