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9° Memorial Di Pasquale

C'è troppa Serie C! La Rapp passa avanti, ma i miracoli del portiere non bastano

Il golazo di Buccheri illude, Matteo Meraviglia fa veramente di tutto per tenere in piedi i suoi

Filippo Signore (Renate) e Matteo Meraviglia (Cimiano)

RENATE-RAPPRESENTATIVA UNDER 17 • Filippo Signore (cap del Renate) e Matteo Meraviglia (MVP della Rapp)

Un bilancio che «non può essere positivo», ma una prestazione che fa riflettere su cosa voglia dire formare e amalgamare un gruppo nuovo, da zero e a stagione in corso. I ragazzi della Rapp cominciano a conoscersi e riconoscersi, si parlano in campo con la consapevolezza di chi sa cosa sta passando nella testa del compagno. L'azione del primo gol è il riflesso cristallino di tutto ciò. Un ode al calcio per i diversi fondamentali messi in mostra. Certo, il vero protagonista del match — lato Rapp — non può che essere Matteo Meraviglia, i cui guantoni non sono rimasti freezzati dal clima serale della prima semifinale del Memorial Di Pasquale, anche se quando il portiere è l'MVP, significa che degli errori ci sono stati, come ammetterà anche lo stesso Bellini nel post. Ad andare in finale sarà quindi la formazioni delle Pantere e sarà la più classifica delle sfide targate Serie C, con uno spettacolare Renate-Giana Erminio per l'ultima istanza. Per i ragazzi della Rapp, invece, la finale per il 3° e 4° posto con i padroni di casa del Real Milano.

RAPP DA MANUALE, MA LE PANTERE RUGGISCONO

Alviano impiega appena tre minuti per scaldare i guantoni di Meraviglia. A rompere l’equilibrio, però, è la Rappresentativa con un’azione da manuale. Invernizzi arretra verso il centro del campo e fa un’ottima sponda di testa; Arnoldi addomestica il pallone con eleganza e, di tacco, inventa per Baldassare. Il numero otto non ci pensa due volte e premia la sovrapposizione di Buccheri, che davanti al portiere non trema e lo infila con un rasoterra preciso e incrociato: 1-0 Rappresentativa al 7’. Il ruggito delle Pantere, però, è immediato. Sidki si incarica di una punizione da posizione invitante: la barriera si apre e devia in modo insidioso, costringendo Meraviglia a un cambio di direzione prodigioso. Il portiere del Cimiano smanaccia, ma sulla ribattuta Ravasi è il più lesto di tutti e firma l’1-1 al 9’. Arnoldi prova a suonare la carica mettendosi in proprio con una conclusione che termina tra le braccia di Martini (20’).

Poco più tardi il copione si ripete, ma questa volta il pallone sfila sul fondo. I brividi, allora, li regala ancora Sidki: il dieci si accentra e lascia partire un destro a giro che costringe Meraviglia al secondo intervento in tuffo della sua partita (25’). Il portierone biancorosso non smette di stupire. Farina si presenta per un rigore in movimento, Meraviglia risponde con un colpo di reni clamoroso e poi dice di no anche a Bonacina poco più tardi: è soprattutto il primo intervento a strappare l’applauso convinto di tutti i presenti sugli spalti (31’). La Rapp prova a reagire con le stesse armi viste contro il Como, puntando sulle ripartenze. Ma il Renate è spietato. Su una discesa pericolosa sul versante destro, Bonacina mette in mezzo e Ravasi non stecca: alza la traiettoria e la deposita sotto l’incrocio. È 2-1 Pantere al 39’.

SANTANA CI VA VICINO, POI BEFFA NEL FINALE

Il Renate riparte con cinque volti nuovi in campo; la Rappresentativa, invece, si affida agli stessi interpreti. Il primo miracolo della ripresa, però, ha ancora la firma di Meraviglia, che si oppone a colpo sicuro a un metro dalla porta sul tentativo di Bernasconi, servito da un cross di Tortora (7’). I ragazzi di Bellini provano a riaffacciarsi in avanti, affidandosi alla velocità di Suarez, ma la retroguardia nerazzurra regge con ordine. Manenti, Remonti e Ranieri sono i primi cambi per cercare di portare energie fresche attorno al quarto d’ora e la Rapp sembra ritrovare il filo dei primi minuti, anche se il Renate resta sempre pericoloso quando riesce ad accendere le corsie esterne.

Splendidi i dribbling ubriacanti con cui Arnoldi, sulla sinistra, si crea lo spazio per il cross. Ranieri arriva con un attimo di ritardo e colpisce in modo sporco, mandando a lato (21’). Poco dopo Tassani è monumentale in recupero alto, non il primo della sua gara: questa volta Ranieri trova lo specchio, ma anche la pronta risposta di Barbiero. Manca quel pizzico di precisione in più, manca quella pulizia decisiva nelle ultime due giocate, ed è un peccato, perché alla Rapp le idee questa volta non sono bastate. Santana ha l’occasione d’oro per pareggiare, ma al momento della conclusione calcia male, prendendo troppa terra (36’). Nel finale la Rappresentativa si sbilancia in avanti, inevitabilmente concedendo spazio ai nerazzurri. Il Renate ne approfitta e, nell’ultima azione utile, chiude i conti beffando tutti con la rete di Tortora al 41’.

IL TABELLINO

RENATE-RAPPRESENTATIVA UNDER 17 1-3
RETI
: 7' Buccheri (Ra), 9' Ravasi (Re), 39' Ravasi (Re), 41' st Tortora (Re).
RENATE U17 (4-3-3)
: Martini, Campanella, Colombo, Farina, Signore, Villa, Alviano, Mauri, Ravasi, Sidki, Bonacina, Barbiero, Audor, Bernasconi, Maimone, Tortora, Quaglia, Jouni, Regina, Lentini. All. Cristiano.
RAPPRESENTATIVA UNDER 17 (4-2-3-1): Meraviglia, Previtali, Buccheri, Nicora, Tassani, Sportoletti, Kada, Baldassare, Invernizzi, Suarez, Arnoldi, Vidimari, Manenti, Remonti, Lorini, Sidibe, Santana, Ranieri, Clivio, Calabria. All. Bellini.

BELLINI NEL POST

Bellini apre con una disamina generale: «Il bilancio generale non può essere positivo perché quando non vinci o non pareggi non può mai esserci completa positività, però sicuramente c'è qualcosa qualcosa di positivo. La squadra dimostra ancora, gliel'ho detto prima di entrare, di avere voglia di restare agganciata alle cose. Ai ragazzi ho spiegato che questo era il primo mattoncino da mettere sulla strada verso la Puglia. Oggi ho visto la disponibilità di tanti elementi, la voglia di mettersi in gioco e si incomincia anche a vedere che si conoscono, quindi diventa un po' più semplice per loro trovare anche le trame in fase di possesso. Quindi ci prendiamo il passo in avanti dal punto di vista della costruzione, ci teniamo la conferma di quanto fatto in non possesso, bisogna forse migliorare ancora dal punto di vista della testa. Abbiamo avuto, secondo me, qualche situazione dove abbiamo lasciato un pochino andare, non ci deve succedere perché poi i tornei sono eliminazione diretta. Ripeto, il bilancio comunque è incoraggiante. Positivo non mi piace usarlo perché se il risultato non è positivo non si può dire che è positivo».

Chiude, entrando più nei dettagli: «I ragazzi incominciano anche a parlarsi in maniera costruttiva, poi come ho già detto, qui non è che ci sono i galli nel pollaio, questo è uno spogliatoio di galli, quindi diventa anche per loro un momento per conoscersi e capire come chiamarsi, tant'è vero tra prima e secondo tempo abbiamo fatto un intervento sui due ragazzi che giocano davanti, su Invernizzi e Suarez. Abbiamo dovuto codificare ad un certo punto una giocata perché se no non c'era comunicazione, però ci sono altre trame, come quella che hai visto tu in occasione del gol, che sono trame che funzionano perché i ragazzi si conoscono, si vedono giocare e capiscono quello che noi vogliamo fare rispetto a come li mettiamo in campo. Il primo gol da quel punto di vista è forse la cosa più bella che abbiamo fatto oggi, indipendentemente da quello però, abbiamo fatto anche altre buone azioni, questo ti dà proprio un'idea sul fatto che il linguaggio del calcio sia un linguaggio universale, non occorre tra virgolette preparare le cose, le cose vengono quando è la natura che ti mette nelle condizioni di farle».

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