9° Memorial Di Pasquale
04 Gennaio 2026
MEMORIAL DI PASQUALE • Perez della Sesto 2012 e Dassisti dell'Ausonia Academy, gli eroi delle finali del torneo del Real Milano
«Tante belle partite, tanti giorni di sport in onore del Pres» racconta, comosso, Pierangelo Di Pasquale. E di queste finali, che chiudono, per gli Under 14, il 9° Memorial del Real Milano, l'avvocato sarebbe stato davvero contento. Nel freddo di Vimodrone a scaldarsi è il campo: che s'infiamma con Perez, trascinatore della Sesto 2012 nella finale 3°-4° posto. Il diez pennella per Cislaghi, che risponde così all'iniziale vantaggio Milanese di Alrawashdeh, poi si mette in proprio per la rimonta biancorossoblù, impreziosita nel finale anche dal sigillo di Gaglio. E rimane bollente, il rettangolo verde, anche nella super finale fra Real Milano e Ausonia Academy. Lunga, eterna: un'ora non basta e il primo giro di rigori neanche. Dassisti - nello stupore generale - è il primo tiratore, ma è anche l'uomo della Provvidenza. Vola su Dashmeta e consegna ai suoi la vetta del torneo.
Difficile fare pronostici tra Milanese e Sesto. Troppe differenze, nel proprio cammino, troppe similitudini in questo torneo. Di certo, in questa domenica ci si aspetta un desiderio. Quello di rivalsa. Impersonato dal tiro di Bergamo che arriva dopo nemmeno un minuto dal fischio d'inizio. Confermato dalla lettura di Romanò, che intercetta e cerca la porta, trovando di fronte a sè Ferrigno a dirgli di no. E se la squadra di Gaiani cresce, i bianconeri cercano l'immediata profondità. Perez cerca l'eurogol direttamente su punizione, ma il match sembra puntare inseparabilmente verso l'equilibrio. Rotto, a cinque dal termine, dalla sgroppata di Alrawashdeh. Seddio lo serve e nessuno lo prende più. I sandonatesi passano, ma la reazione biancorossoblù è immediata. Lo schema libera Hurmi, che sfiora il palo. Ma al duplice fischio è 0-1.

E così, l'ex Lombardia Uno prova a rimescolare le carte. Mandando in campo Gaglio e Cislaghi, provando dalle corsie a scardinare il muro. E il risultato è immediato. Perez illumina e il tredici non sbaglia. Di nuovo tutto in parità. E mentre Giurini ne cambia tre, il match sembra scorrere lentamente nelle mani dei sestesi. Il capitano colpisce la traversa e il diez porta avanti i suoi. Affamati, caricati dalla rimonta e dalla panchina. Perché a segno ci va anche il quattordici, bravo nell'arrivare prima di tutti e insaccare così il 3-1. In dieci minuti o poco più cambiamo così le sorti della sfida. I guantoni di Colantuono blindano la porta, perché Martinez interrompe, recupera e riparte. Giaquinta rischia di riaprire tutto con una rovesciata spettacolare, ma il triplice fischio fissa tutto. La medaglia di bronzo va alla Sesto 2012.

Comuni denominatori, come nei precedenti sessanta. Campionato, zona della classifica, risultato all'esordio nel torneo. E infine, voglia di continuità. Che si traduce, nei minuti iniziali, in un sostanziale equilibrio. Simboleggiato dalla lotta a centrocampo, confermato dal fatto che nella prima metà di tempo nessuno riesce a cercare la porta. Il Real prova a giocare dal basso, l'Ausonia tenta il pressing alto. Poi i ruoli si scambiano, ma la solfa rimane la stessa. Difficile passare e scardinare, almeno per ora. Il muro neroverde regge a Damato e gli ospiti provano a bussare a Finetti. Biani chiama e i compagni con lui. Ma finora nulla cambia. Canonaco mette una pezza alla cavalcata di Pezzolla e dalle tribuna si chiede la reazione biancorossa. Qui si intona «E forza Real facci un gol», ma per vederlo bisognerà aspettare i secondi trenta. Perché Zagaria incanta, ma sul suo cross ci sono le manone di Stanghellini.

Un minuto, e la richiesta rischia già di essere soddisfatta. Della Bianca la piazza, ma Dassisti è attento. E così rimane tutto incerto, e nel risultato, e su un campo che racconta di una partita di lotta, di sofferenza. Poi un lampo, quello del sette di casa, che con una punizione fantastica rischia di cambiare tutto. Ma ancora i guantoni del dodici dell'Academy a lasciare tutto così, a mandare sulla traversa un pallone velenosissimo. Come quello messo al centro da Mitra, che Gaiani non riesce a girare in porta. Squadre che si allungano, occasioni che si creano. Il tiro di Argentieri, il piattone di De Benedetto. E se Finetti è clamoroso su Cascella, lo 0-0 chiama a sè i rigori. Il portiere di Quattrocchi segna il primo e para quello decisivo su Bashmeta. L'Ausonia è campione.

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