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Under 17

Le top sono fortissime, poi le altre: dalla terza posizione in giù è davvero tutto possibile!

Il Girone A ha tante storie da raccontare e altrettante ancora da scrivere: il pagellone

Carlo Palermo, difensore del Valceresio

UNDER 17 VALCERESIO • Carlo Palermo

Eccole, le pagelle che tutti aspettavano. Con tutto il rispetto per la scuola, sia chiaro, ma il calcio è un’altra cosa. E figurare al top di questa speciale classifica di fine anno non può che generare orgoglio, responsabilità e ulteriore desiderio di crescere e migliorare. Questo, il primo proposito perseguito – in vista del 2026 – dai protagonisti del Girone A della classe 2009, che si godranno le feste con sentimenti opposti: chi con la serenità dei primi della classe, chi con l’ambizione di insidiarne la solidità, chi con la fame di mantenere la categoria dopo 17 giornate meno brillanti. Ok, basta chiacchiere: andiamo a rivivere le emozioni di un girone d’andata estasiante, attraverso le gesta delle migliori squadre e dei rispettivi interpreti.

 

PROMOSSE

 

ARDOR LAZZATE – 9.5

 

Che dire? L’Ardor Lazzate ha letteralmente azzannato questo primo quadrimestre sportivo. Non solo a parole, ma soprattutto con fatti e numeri incontrovertibili. E allora, parola al campo, che al giro di boa recita il seguente score: 16 vittorie su 17 incontri, un solo pareggio e la bellezza di 65 gol realizzati. Reti incassate, solo 9: siamo di fronte ai migliori dati dell’intero Girone. Un cammino pressoché perfetto quello imbastito dalla squadra di Andrea Nicoli, che avvalendosi di 4-2-3-1 e fantasia è riuscito a distaccare prontamente la concorrenza. Tra i volti di spicco del sistema gialloblù figurano sicuramente i suoi due cecchini di spicco, entrambi in doppia cifra: Luca Carbone, capace di firmare ben 15 volte il cartellino, e Edoardo Lo Cicero, fermo – si fa per dire – a 13 centri stagionali. Ma l’Ardor è un’orchestra corale, e non è un caso che abbia mandato a referto già 14 marcatori diversi. Nient’altro che frutto di un’etica e di uno spirito che, oggi, non hanno eguali.

 

SESTESE – 9

 

La principale inseguitrice dei meneghini è proprio la Sestese, che chiude il girone d’andata in seconda posizione con 7 punti di distanza dalla capolista. I varesotti, quest’anno affidati a Paolo Marchiorato, non hanno tenuto il passo dell’Ardor, ma sono comunque riusciti a porre un mattoncino di notevole consistenza dalle inseguitrici. Il tutto grazie a prestazioni roboanti, un attacco da 58 gol e un core di grande validità tecnica. Tra i volti di spicco, ovviamente, riemerge Ruben D’Andrea Picconi, che si conferma un rapace d’area (e non solo): ben 16 le reti messe in cascina dal 9 ex Gavirate. Nonostante qualche intoppo di percorso – quelli contro Valceresio, Lazzate e Bulgaro – la squadra presenta ottime individualità e una continuità che, alla lunga, può valere il consolidamento delle primissime posizioni. Ma il giorno della verità sarà il prossimo 11 gennaio: il club biancoblù ospiterà tra le sue mura proprio la capolista. Che non possa essere l’inizio di un campionato nel campionato? Lo scopriremo solo vivendo…

 

BULGARO – 8.5

 

Quasi senza dar nell’occhio, il Bulgaro cucina a fuoco lento. Sì, perché l’inizio di stagione è servito per mettere esperienza e benzina nel serbatoio, mentre le ultime sette gare ne hanno prepotentemente risaltato qualità, forza e completezza. Non è un caso che si prendano in esame proprio gli ultimi 630 minuti del girone disputato dai comaschi: semplicemente, in questo scampolo di torneo, non hanno mai perso. Solo vittorie, tra cui una conquistata contro la Sestese seconda forza. Fu esattamente questa piccola conquista a generare le successive cinque, arrivate contro Cedratese (6-2), Lomazzo (0-3), Legnano (1-0), Inveruno (1-3) e Gorla (7-1): come si evince dai passivi, ai ragazzi di Banfi piace segnare e, parallelamente, stringere i denti. Insomma, parliamo di una squadra completa, arricchita dal talento di Andrea Siciliano (12 reti) e Jacopo Traviglia (8 centri, insieme a Giacomo Botta) e pronta a insidiare ulteriormente l’argento dei varesotti. Avete capito bene: i rossoblù sono terzi in classifica e possono contare sulla seconda difesa del girone. Soli 17 gol subìti, a fronte di ben 49 realizzati. Crescita esponenziale.

 

BOSTO – 8.5

 

Per essere reduce da un campionato provinciale, il Bosto può tranquillamente dire di essere andato oltre le attese. Normale, quando in panchina hai un purosangue del gioco come Bruno Marantelli, che di averne abbastanza non ne vuole proprio sapere: la sua è una squadra che vuole sempre vincere. E segnare, tanto. I numeri, dalla loro, espongono a fatti chiari, perché i rossoblù hanno già raggiunto e superato quota 60 centri, figli di un calcio organizzato, aggressivo e di grande applicazione fisica, atletica e tecnica. L’attacco resta l’arma letale del gruppo, complice l’apporto dei singoli. Tra i quali, in particolare, spiccano Andrea Gualandi (13 gol) e Massimiliano Aceti, che si assesta a quota 9 reti insieme a Matteo Galimberti. Tre giocatori che sposano al meglio il 4-3-3 propugnato dal tecnico ex Morazzone, il cui obiettivo è adesso quello di riprendersi il podio, migliorare lo score in trasferta (solo una vittoria) e ritrovare i gol del suo boa: Gianluca Dondi, infatti, è fermo a 4. Che il rientro di un’ala veloce ed energica come Giacomo Meroni non possa dare slancio e soluzioni a una squadra tanto bella quanto efficace, al di là degli stop registrati. Il più bello di questi, sicuramente, il pareggio contro la capolista Ardor Lazzate: ebbene sì, il Bosto è l’unico ad aver fermato la marcia gialloblù. Un motivo in più per confidare nel domani.

 

VALCERESIO – 7.5

 

Gigliano predica la calma, che del resto è la virtù dei forti, quindi come biasimarlo? Non ce ne sarebbe motivo: il suo Valceresio sbraccia tra i grandi con forza e consapevolezza, gioca alla pari e conquista anche partite di difficile lettura. Un crisma del gruppo, la capacità di sovvertire equilibri e codici: sono ben 14 i punti conquistati partendo da situazioni di svantaggio. Totale del bottino? 32, quelli che valgono una quinta piazza tanto sofferta quanto meritata e soddisfacente. La squadra c’è, nello spirito e nell’identità: non molla mai, anche quando afflitta da acciacchi e spinta all’angolo da controparti agguerrite. La classifica ne rispecchia dunque valore e valori, gli stessi che il tecnico erige a strumento di conquista. Assieme ai suoi interpreti, ovviamente, che compongono un gruppo spiccato e diligente: 52 gol fatti, 24 subìti, una variabilità tattica (tra 4-2-3-1 e 3-5-2) che dà soluzioni e slancio. Dei singoli come Jordi Basilico, primo esempio pratico (da 13 gol stagionali) di una consistente lista. In cui spicca persino un difensore: Carlo Palermo, autore di ben 7 centri – 5 su rigore. Tra gli scalpi di prestigio, il successo sulla Sestese: ovviamente, in rimonta. E poco importa se l’ultimo frangente di quadrimestre ha registrato qualche incidente in più: il percorso resta di fattura. La calma è la virtù dei forti, no?

 

MORAZZONE – 7

 

Girone d’andata a fasi alterne per un Morazzone che accende e spegne la propria luce, divertendo gli appassionati. Dopo aver perso due partite nelle prime quattro, la squadra di Cialona ha cambiato nettamente passo, arrivando anche a insidiare il podio della griglia. Ben sei i risultati utili consecutivi incamerati, con 16 punti e tanta adrenalina nelle gambe. Venuta meno, in pieno novembre, specialmente dopo il ko incassato all’ultimo respiro contro l’Ardor Lazzate. Una sconfitta che ne ha generate altre tre, controbilanciate da altrettante vittorie per chiudere il girone d’andata al sesto posto. 31 i punti conquistati, frutto di un 4-4-2 che esalta manovra e dinamismo. Indimenticabile, in tal senso, la bellissima vittoria contro il Legnano, vera e propria cartolina di queste 17 giornate: un 4-3 pirotecnico sigillato addirittura al 13esimo minuto di recupero dalla zampata di Gulino, uno dei volti di spicco della squadra. Nonché suo principale marcatore, considerati gli 8 gol realizzati insieme a Nicolò Ossola.

 

RIMANDATE

 

CEDRATESE 6.5

 

Dalla vittoria del campionato a un girone d’andata di alti e bassi. Continua il percorso di crescita della Cedratese, che nonostante gli acciacchi e la scarna continuità di risultati può comunque ritenersi parzialmente soddisfatta. Quanto dimostrato finora non rispecchia appieno il valore di un gruppo ancora incompleto, per quanto talentuoso in varie zone di campo, nonché sballottato tra due distinte guide tecniche. Infatti, l’allenatore Paolo Fera ha abbandonato la nave nel corso della stagione per dedicarsi completamente alla prima squadra meneghina, l’Academy Uboldese, lasciando spazio a Davide Bottone. Che, nelle sue prime uscite, ha raddrizzato la classifica del gruppo, raccogliendo subito tre vittorie, un pari e annessi ottimi feedback. La classifica, adesso, parla di un settimo posto con 30 punti e tanti margini di ulteriore miglioramento, che andranno sgrezzati e perseguiti – nel nome della continuità – in questo girone di ritorno. Leader, indiscusso, Loris Marangoni: 10 centri stagionali. Lo scorso anno si fermò a 14: è già a buon punto, insomma.

 

ACADEMY LEGNANO – 6.5

 

Stesso punteggio e stessa tipologia di percorso per il Legnano, che ha affidato le redini del gruppo all’ex tecnico dell’Arconatese Fabio Milani. Risultati, in continuo divenire: dopo un inizio importante, la squadra ha registrato alcuni passaggi a vuoto, specialmente contro gruppi più rodati. Pesano, a referto, i ko contro Ardor Lazzate, Bosto e Morazzone, a cui si sommano le sconfitte contro Sestese e Bulgaro. Tutte realtà di gamma, con le quali il club ha a lungo condiviso propositi d’alta classifica. Poi, il calo, riscontrabile specialmente in match più alla portata ma insoluti nel punteggio: rammaricano (il giusto) i pareggi contro Solaro e Lomazzo, ad esempio. Al contempo, niente drammi: la strada intrapresa è di rispettabile prospettiva, complice anche l’apporto dei singoli. Rubano l’occhio, in particolare, il portiere Iosif Hretcanu, spesso protagonista di partite imponenti, e l’apporto offensivo di Adam Farimal, che con 9 reti guida la classifica-cannonieri del gruppo.

 

UNIVERSAL SOLARO – 6.5

 

Con Francesco Muoio al timone, l’Universal Solaro non è riuscito ad esprimere appieno il suo potenziale. Eppure, l’inizio di stagione sembrava promettere altro: dopo 6 giornate la squadra era terza e bramava le vette più alte. Poi, il crollo dei successivi 270 minuti, che ha portato tre sconfitte e acuito la frattura tra tecnico e club. Risultato, dimissioni per l’ex Enotria e panchina affidata ad Alessandro Gabriele, uomo-Solaro capace, in poco tempo, di riportare solidità, entusiasmo e risultati. Non certo un dettaglio ininfluente, l’ultimo dei citati, perché i biancorossi hanno cambiato marcia: 4 vittorie nelle ultime 8 e solo due sconfitte, per giunta incassate da Lazzate e Bosto. Totale del bottino assestato a 26 punti, che al giro di boa vale la nona piazza al fianco della Caronnese. Ma l’impressione è che – dando continuità al percorso intrapreso – l’Universal possa togliersi ulteriori soddisfazioni. Il potenziale c’è. E, adesso, c’è anche unità d’intenti. Affatto scontato, affatto banale.

 

CARONNESE - 6.5

 

Cinque vittorie nelle prime sette partite, due nelle successive nove. Quindi, la decisione di cambiare guida tecnica: la Caronnese, dopo 15 giornate di alti e bassi, si separa dal tecnico Oscar Grande e ritorna al futuro. Anzi, al passato: per il nuovo allenatore Luca Rossi si tratta di un rientro a casa. Se sarà anche fruttuoso, lo dirà il campo: al momento, infatti, l’ex Garbagnate ha condotto solo due gare. Una persa sul campo del Bosto, l’altra ben vinta contro il Gavirate terzultimo. Poco per giudicare, quindi ogni giudizio è rinviato all’anno che verrà. Al contempo, è possibile trarre un bilancio complessivo di quanto dimostrato finora: bene all’inizio, sempre meno con l’incedere degli eventi. Ma comunque sufficiente per consolidare la top ten, lo scorso anno mantenuta a fatica.

 

ACCADEMIA INVERUNO – 6.5

 

Dal quinto posto del Valceresio all’undicesimo dell’Inveruno ballano sette punti. Una forbice contenuta, a conferma di come questo campionato dia a tanti la possibilità di lottare per zone importanti. In questa cerchia rientrerebbe, idealmente, anche la squadra di Vito De Francesco, se non fosse per alcuni incidenti di percorso fatti registrare nel corso di queste prime 17 partite. I gialloblù si confermano squadra arcigna per tutti, ma ancora priva di misure: o vince o perde, nessuna via di mezzo. 8 vittorie, 8 sconfitte, un solo pari – da iniziale doppio vantaggio – contro la Caronnese. Tante belle prestazioni, qualche inciampo corposo, l’impressione che – con qualche soluzione in più – si potesse ambire a una maggiore solidità. Ma le vittorie contro Bosto e lo stesso Valceresio restano scalpi prestigiosi: ripartire dalla consapevolezza che si può dev’essere quindi imperativo categorico. Specialmente se, in squadra, hai un attaccante da 12 gol (Epifani) e un diamante grezzo da 7 firme (Cislaghi).

 

ATLETICO LOMAZZO – 6.5

 

Delle squadre che occupano la seconda metà della griglia, il Lomazzo è quella che segna di più e subisce di meno: 41 gol fatti, 31 incassati. Numeri che derivano da un calcio sicuramente poco estetico, ma efficace e mirato al raggiungimento dell’obiettivo. Idea avallata dai singoli, tra i quali emerge di forza Riccardo Bertocchi, nove da 13 gol, affiancato da un Daniele Grimoldi in grado di timbrare ben dieci volte il cartellino. Insomma: individualità e carattere ci sono. Tante volte è però mancata continuità, nonché la capacità di trovarla attraverso il gioco. Rimandata.

 

ACCADEMIA BUSTESE – 6.5

 

Alti e bassi costanti. La Bustese parte a rilento, con due vittorie nelle prime otto gare, ma cresce piano piano e, al giro di boa, si stabilizza perfettamente al tredicesimo posto. A -3 dal Lomazzo, a +5 sull’Arconatese principale inseguitrice e con qualche bella prestazione sfornata anche contro squadre più rodate. Si segnalano, infatti, i pareggi strappati a Cedratese e Bosto, nonché la buona prova sul campo del Lazzate e le vittorie-salvezza contro Gavirate e Gorla. Positivi i pari contro un Solaro in evoluzione e i tre punti contro la Caronnese, meno estasianti le cadute di Inveruno e Arconate: alti e bassi, dicevamo. Conferma anche il campo.

 

BOCCIATE

 

ARCONATESE – 6

 

Tanti cambi estivi, dal campo alla panchina, ancora pochi responsi dal campo. Normale, date le fisiologiche difficoltà nel plasmare una squadra completa e di qualità; meno se consideriamo che, lo scorso anno, i punti conquistati a fine anno furono ben 46. Possiamo dunque parlare di un cambio di prospettive: prima l’Arconatese sbracciava in zone nobili, ora lotta per sopravvivere. Nella terra di nessuno, letteralmente: la squadra è quattordicesima a -5 dal tredicesimo posto e a +7 sul Gavirate quindicesimo. Risultati altalenanti che, ad oggi, valgono 16 punti e qualche flebile gioia, come il pari strappato al Bosto e sporadici sprint-salvezza contro le dirette rivali. A livello di singoli, invece, si segnala soprattutto la crescita di Boukhanchar, che si erige a unico vero riferimento offensivo del gruppo: 7 gol realizzati.

 

GAVIRATE – 6

 

Difficile commentare il girone d’andata del Gavirate, profondamente mutato e dunque esposto a rischi continui. Solo 9 punti conquistati, frutto di tre vittorie racimolate contro i fanalini di coda School of Sport, Gerenzanese e Union Gorla. Qualcosa in più delle tre che chiudono il lotto, dunque, sembrerebbe esserci. Il punto è che, nelle altre uscite, non è stato mai palesato con forza. Oltre a queste flebili gioie, infatti, sono arrivate 14 sconfitte.

 

UNION GORLA – 6

 

Poco più sotto latita un Union Gorla molto giovane (sette sottoetà presenti in rosa) ma ancora troppo fragile per ambire a un’immediata risalita. A conferma di ciò, le tante reti incassate, che vanificano uno sforzo offensivo comunque intrigante, dato dai 7 gol di Eros Bravi e dagli 11 combinati del duo composto da Ludovico Frigo e Francesco Scattolin. Ma non basta per dirsi soddisfatti: al giro di boa sono arrivate vittorie solo contro School of Sport e Gerenzanese. Il pari contro l’Arconatese arriva dopo un doppio vantaggio che tuttora rammarica, così come le belle prestazioni contro Bosto e Lazzate, che non hanno fruttato punti. Spunti sì: quindi, bisogna costruire. Si può.

 

SCHOOL OF SPORT – 5.5

 

Fin troppo debole per affrontare un Regionale. È questa l’impressione che lascia, a primo impatto, lo School of Sport, che occupa il penultimo posto con soli 3 punti. Una vittoria, infatti, è arrivata: il 3-0 contro la Gerenzanese fanalino di coda. Per il resto, solo sconfitte e una prospettiva di crescita molto contenuta.

 

GERENZANESE – 5.5

 

Chiude la classifica la Gerenzanese, unica squadra a non aver ancora vinto una partita in questo campionato. Solo sconfitte per il club, che ha anche dovuto affrontare un cambio di guida tecnica: da Marco Nappi a Vincenzo Bilotti. Non è cambiata la sostanza, come testimonia la classifica. Chissà però che il 2026 non porti guadagno…

 

 

 

 

 

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