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Under 17

Sei squadre in sette punti e una lotta-salvezza infuocata: al giro di boa è tutto aperto!

Tempo di bilanci nel Girone C dei classe 2009: ecco tutto il pagellone completo

Federico Pellecchia, attaccante del Seregno, decisivo quest'oggi

UNDER 17 SEREGNO • Federico Pellecchia

Tra una chiacchiera con i parenti e due dita di rosso, un altro Natale è passato velocemente alla storia. Non è però mancata la fame di calcio, la stessa che il 2026 alle porte non potrà che alimentare ulteriormente. Dove, se non sui campi dei nostri ragazzi? In particolare del Girone C, sezione 2009? Da nessun'altra parte, ovviamente: sono loro l'anima del gioco. E, a testimoniarlo, ci ha pensato direttamente il campo, restituendoci il quadro clinico di una lotta davvero affascinante. Diamogli parola, allora: non resta che questo, per chiudere l'anno.

 

PROMOSSE

 

ACADEMY CASATESE MERATE 9.5

 

Talento, bel calcio e risultati. Non c'è che dire: l'Academy fa scuola, in un modo o nell'altro. Con le idee, con lo spirito, con la forza del gruppo ogni oltre ragionevole dubbio: così Matteo Origo, al giro di boa del campionato, conduce la classifica. Punti 34, gol 49: miglior bottino, miglior attacco. E miglior difesa, insieme al Seregno: solo 19 reti incassate. Sconfitte? Una sola, contro l'Arcellasco: per il resto sono arrivate solo vittorie, talvolta roboanti, annesse prestazioni sempre convincenti sul piano del gioco. Complice soprattutto l'apporto dei singoli, incastro di un puzzle che ruba l'occhio: Jalal Darfaoui, ad esempio, guida la classifica dei cannonieri con 11 gol (e tanti guizzi di fattura).

 

NUOVA SONDRIO 9

 

Per essere stata appena promossa dai provinciali, la Nuova Sondrio può ritenersi ampiamente soddisfatta del percorso intrapreso quest'estate. Che in realtà ha radici ancora più profonde, ragione per cui Della Mina e compagni meriterebbero più di una medaglia al merito. Chi avrebbe puntato un centesimo dei propri euro sulla seconda piazza fin qui raggiunta dai valtellinesi? Ammettiamolo, pochi. In aggiunta con una sola lunghezza di distanza dalla vetta, con ben 47 gol realizzati e con una serie di prove d'orgoglio altisonanti che fanno del club un misto di cuore e tocco. Quello di Luzzi, ad esempio: il diez del Sondrio che, al fianco di Alemanni, dice 18. Sì: 18 gol in due. Niente male, eh?

 

ARCELLASCO 9

 

E pensare che l'Arcellasco era partito molto sulle sue. Per non dire troppo: vinse una sola partita delle prime quattro, pareggiandone due e perdendone altrettante. Poi, il click. Fisico, atletico e mentale, ancora prima che tecnico: la squadra di Striccialu ha iniziato a correre. Forte, senza indugio e senza remore. Una data ha segnato la svolta: il 12 novembre. In casa dell'Academy arrivò La prova, volutamente scritto così: successo 2-0 e inizio di un filotto incontrastato. Se non in una sola occasione, contro la Vibe Ronchese: il restante è un continuo fare punti, gol e spettacolo. 7 conquiste, 2 segni x e un continuo salire, fino al terzo gradino del podio, occupato con 30 punti e la spensieratezza delle grandi squadre. Nonché con l'estro dei singoli, specificatamente dei tre tenori di Erba: Puka, Dell'oro, Fontana. Totale, 26 gol: il 59% della produzione offensiva del club, per gli appassionati di statistiche. Tanta roba, direbbe qualcuno.

 

SPERANZA AGRATE 8.5

 

In un campionato che vede prima e sesta distare soli sette punti, risulta alquanto difficile trovare difetti e criticità nelle pretendenti al trono. Stesso discorso non può che valere anche per la Speranza Agrate, che da inizio anno convive con attese elevate e un'etichetta specifica: quella di squadra bella e quadrata. Impressione confermata a più riprese, fatta eccezione per alcuni incidenti di percorso che ne hanno minato stabilità e continuità. Pesano, infatti, gli stop registrati contro le dirette rivali, vero limite - a trovarne uno - della realtà rossoverde: sono arrivate sconfitte contro Arcellasco, Seregno, Folgore Caratese e Sondrio. Nonché due pareggi contro Academy e Cantù: tutte le prime sei squadre del lotto, ironia del caso. Il restante è un cumulo di guizzi e gol: De Pra guida, Di Cataldo segna e Lauritano lo affianca. A conferma di quanto talento abbia a disposizione l'allenatore Christian Vergani. Quindi, niente drammi.

 

SEREGNO 8

 

Un inizio a fari spenti, un prosieguo esoso (8 vittorie nelle 10 gare a cavallo tra novembre e dicembre), un finale di anno meno lucente ma allo stesso tempo arricchente. Accende e spegne la luce, il Seregno; ma non doma mai il desiderio di provarci. Forte di un'organizzazione difensiva spiccata, che vale il contentino di miglior difesa del girone al fianco dell'Academy. Soli 19 i gol incassati, crisma tipico dei gruppi più diligenti. E cinici, se consideriamo anche le 32 reti realizzate che valgono un soddisfacente quinto posto. Quota 28 punti annessa, avallata dai polmoni di Polo e dall'estro di Pellecchia. E ulteriormente ritoccabile, con dose massima di attenzione nelle partite più abbordabili: hanno un loro peso le sconfitte contro Meda, Arcore e Concorezzese, ampiamente dietro Russo e compagni.

 

CASTELLO CANTÙ 7.5

 

Meno attrezzata della concorrenza, ma a larghi tratti in grado di starle appresso. E poi, cosa affatto banale, ovunque va il Castello diverte: quante partite movimentate ci ha regalato? Il 3-3 contro l'Arcellasco, il doppio 3-2 rifilato a Meda e Valbasca, il 4-2 relegato alla ColicoDerviese: solo alcune delle follie gialloblù. Tra le quali, volendo, si potrebbe tranquillamente aggiungere il 2-1 sigillato sul gong contro il Seregno, che ha contestualmente solidificato il sesto posto in griglia. Insomma: Carioli tiene testa a tutti (fatta eccezione per il 7-0 incassato dall'Academy). Un neo, però, sono i gol subìti: 30, con due soli clean sheets. Lavorare su questo aspetto potrebbe regalare ulteriore gioia.

 

ROVAGNATE 7

 

Altro giro, altra squadra reduce da un campionato provinciale capace di ben esporsi in un palcoscenico regionale. Il Rovagnate, nonostante non abbia mai davvero trovato continuità di gioco e di rendimento, al giro di boa occupa la nona posizione con punti - 24 - e spunti, di fattura. Certo: ci sarebbe un lato caratteriale da smussare, vedasi le tante squalifiche incassate, e un 4-3-1-2 da sgrezzare nel concetto. Ma il carattere c'è, soprattutto dietro: i biancorossi sono tra le squadre più arcigne del girone. E anche davanti, quando in giornata, fanno valere le proprie doti.

 

RIMANDATE

 

FOLGORE CARATESE 6.5

 

L'impressione è che la Folgore Caratese non sia mai davvero riuscita a esprimere il suo vero valore. Che è indubbiamente alto, specialmente dalle vie centrali in su: Mosca ha tanto talento su cui poter costruire e ricamare. E l'inizio di stagione sembrava confermare appieno tutto il margine di crescita ulteriore dei biancazzurri. Poi, però, qualcosa si è rotto: prestazioni opache, risultati in decrescendo, qualche isterismo di troppo a minare continuità e solidità. Le rimonte subìte da Arcore e Academy, probabilmente, fanno ancora più male del ko contro la Concorezzese: sono il ritratto di una squadra che, quando va sopra, tende ad attenuare il ritmo. Non è successo, invece, contro la Nuova Sondrio, partita che ha chiuso il 2025 del club con un picco di bellezza da replicare, assolutamente: 5-2 interno e prepotente ritorno della versione ultra-aggressiva del gruppo. Ma il settimo posto sta stretto. Anzi: non le si addice affatto.

 

COLICODERVIESE 6.5

 

Undici punti nelle prime sei, l’approvazione di pubblico e critica per il gioco espresso e una classifica che poteva solo migliorare nel bottino. Poi, il crollo: letterale, nessuna iperbole. Dal successo contro il Meda del 19 ottobre, infatti, i gialloblù non hanno più saputo vincere: quattro ko consecutivi, tre di questi per 4-2, e fine di un ciclo mai davvero iniziato. Giovanni Putzu, designato in estate, ha infatti rimesso il mandato all’indomani della Caporetto di Seregno, lasciando le redini del gruppo prima ad Alessandro Moiana (figura interna del club) e poi al nuovo tecnico Ivan Scalzi. Con risultati spiccati: sì, i lecchesi si ritrovano subito. E, nelle successive cinque sfide, vincono tre volte senza perdere. Divertendo, sulla falsariga di quanto dimostrato a inizio stagione: emblematico il 3-3 disegnato contro l’Academy. Ora, però, bisogna necessariamente tenere alto il ritmo. Ma con un Busi geometrico e un Fiorelli arrembante si può. O meglio, si deve.

 

CASATI ARCORE 6.5

 

Prime quindici partite da montagne russe per una Casati Arcore partita a rilento e, sul calare di 2025, brava a consolidare il decimo posto. I biancoverdi hanno chiuso in crescendo, battendo Rovagnate e Seregno per poi impattare contro il Castello Cantù. 7 punti che arricchiscono il bottino, precedentemente minato da qualche intoppo e parallelamente edulcorato da alcune prove spiccate: tra esse, sicuramente, il 4-3 rifilato alla Folgore Caratese e il 2-1 contro l’Arcellasco terza forza. C’è del buono.

 

CONCOREZZESE 6.5

 

Il salto dal campionato provinciale, all’inizio, ha gravato sulla continuità della Concorezzese, che è in seguito riuscita a prendere le misure con il contesto regionale stabilizzandosi a centro gruppo. La squadra di Claudio Simone vive sull’altalena: a belle prove affianca spesso cadute consistenti, per quanto arricchenti. Sicuramene figlie di una solidità ancora da sgrezzare, come dimostrato dai 41 gol incassati (terzo peggior dato del torneo), e di una mira da calibrare, considerate le sole 21 reti realizzate (13 di queste generate dall’intrigante duo Rigamonti-Monzani). Numeri a parte, i biancorossi sono vivi e non mancano di divertire: le vittorie contro Folgore Caratese e Meda ne hanno raddrizzato classifica e morale proprio sul calare di 2025. Ora, però, trovare continuità diventa imperativo: solo così si può crescere sempre più forte.

 

PENTA PIATEDA 6.5

 

Ciò che dà una riconoscibilità al Penta è sicuramente l’attitudine: giocare contro i lecchesi è difficile per tante. Corlatti fa della tenacia il suo pane quotidiano, e i ragazzi eseguono consci di un’inferiorità tecnica abbastanza evidente rispetto alla concorrenza. Ma la categoria si mantiene con denti e arguzia: la squadra, sotto questo aspetto, sta rispondendo. Gol fatti pochi, gol subìti anche: lo spartito è chiaro e vale un comodo dodicesimo posto. Complice anche un po' di fortuna, se consideriamo il 3-0 a tavolino rifilato alla “distratta” Vibe Ronchese che, ad oggi, vale il +7 sul Meda quartultimo.

BOCCIATE

 

MEDA 6

 

La partita dopo è quella della svolta…ma la svolta, in casa Meda, fatica ad arrivare. Eppure, i presupposti ci sarebbero: il nuovo tecnico Barbuiani lavora su testa e metodo, il gruppo a tratti sembra rispondere agli input e qualche strappo d’orgoglio, nel corso del girone d’andata, è stato anche ben confezionato (i punti conquistati sul gong restano crisma esclusivo). Il fatto è che i bianconeri restano fermi lì, pericolosamente in superficie, senza mai concedersi lo slancio definitivo: a una buona prova ne arriva un’altra meno consistente, con il ciclico rischio di cadere a soffocare il proposito di volare. Risultato, momentaneamente, amaro: il tredicesimo posto vale la terra di nessuno, perché il Penta dodicesimo è già a +7. E perché quando si poteva ottimizzare non si è ottimizzato: emblematico l’ultimo ko interno contro il Valbasca fanalino di coda, ritratto fedele di una squadra ancora troppo poco consapevole di quanto può effettivamente dare.

 

VIBE RONCHESE 6

 

Un allenatore giovane, un gruppo da slanciare e tanta voglia di anteporre il gioco al resto. La Vibe di Mauri serba quotidianamente la volontà di proporre un calcio attraente, cosa che in tante partite le riesce e anche bene: il doppio poker rifilato a Valbasca e Arcellasco restano le migliori cartoline del girone d’andata. Tante volte, però, scelte frettolose e classici peccati di gioventù sono costati punti e passivi: i gol incassati restano tanti, ben 47, mentre quelli realizzati – 19 - non rispecchiano appieno il valore offensivo della squadra. Ciò che influisce, negativamente, sul rendimento è anche la scarna profondità della rosa, povera in uscita dalla panchina e in evoluzione nell’undici iniziale. Insomma: è tutto un processo di media-lunga durata. 9 punti, però, non bastano per dirsi pienamente soddisfatti.

 

SALA GALBIATE 6

 

Otto punti totali, sette sul suo campo: il verde del Sala Galbiate è difficile da sormontare. Anche per potenze come Folgore Caratese e Academy Casatese Merate, ben fermate sul pari. Il problema, però, è che la squadra non è mai riuscita a definire l’orizzonte: nonostante le buone prove, il bottino è magro e la prospettiva contenuta. Pesano, sicuramente, le vittorie perse sul gong contro Meda e Arcore, oltre agli stop contro dirette rivali come Concorezzese, Valbasca e Penta Piateda. Una striscia che ha influito su morale e classifica, avallando consequenzialmente un finale di 2025 infruttuoso: quattro ko di fila e penultimo posto in griglia certificato. Primo proposito per il nuovo anno? Ritrovare una vittoria che manca dal 2 novembre.

 

VALBASCA 6

 

Raschia il fondo, un Valbasca mai davvero nel vivo della competizione di centro gruppo. Il lavoro di Tettamanti ha mire sicuramente più arroganti, ma la qualità della rosa resta di cilindrata inferiore rispetto alla diretta concorrenza. Al contempo, le ultime tre partite del girone d’andata hanno portato 4 punti, nonché la prima vittoria stagionale contro il Meda. Una base su cui continuare a costruire: unico, vero proposito del 2026 comasco.

 

 

 

 

 

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