Under 17
10 Gennaio 2026
UNDER 17 SEREGNO • Marco Leonardi e Federico Pellecchia
A volte, per riscrivere il destino, basta poco. Basta davvero poco. Anche una sola parola, purché sia detta bene. Senza remore. Quanto può pesare sull’equilibrio della trama? Tanto. E, in certi casi, tutto. Sul campo, esempio, la parola è silente, ma è quella più potente: un tap-in vincente, un’incornata precisa, un dribbling secco. O, ancora: un cambio gioco smarcante, un tiro dalla media, una follia dalla lunga. Ecco, il calcio comunica così la sua bellezza. Spoiler: lo ha fatto anche oggi. Tramite la tenacia, la maturità e il cinismo di un Seregno formato-podio. Che, nel primo pomeriggio di fùtbol del 2026, ci ha fatto divertire. Con la testa, con il cuore, con il tocco. Dunque, con la sua parola. Il suo verbo: aggredire, attaccare, svettare sul cielo. Risultato? Tre punti serviti su piatto d’argento, Arcellasco ko e sormontato in classifica, sorriso largo quanto un terzo posto. E la consapevolezza che le cime più alte non sono poi impossibili da scalare.
Ricomincia il viaggio. Anche se, a dire il vero, non si è mai del tutto fermato. Perché Seregno e Arcellasco, smaltiti cenoni e brindisi, hanno subito ripreso a correre. Forte, fortissimo, come richiesto dalla categoria, dal Girone in cui sbracciano, dai propri status di squadre che devono dimostrare. Da una parte gli azzurri di Russo, che desiderano consolidare la loro nomea di squadra arcigna, compatta, cinica in zona luce e inscalfibile nelle retrovie (sono la miglior difesa del torneo al pari dell’Academy capolista). Sul fronte opposto, invece, emergono di prepotenza i biancorossi, che – nelle ultime dieci esibizioni del 2025 – hanno perso solo una volta, segnando gol e raccogliendo punti (ben 23). Se non sono una corazzata, poco ci manca: la banda di Striccialu suona il gioco, ha fatto click fisicamente e mentalmente e il terzo posto, con questi numeri, le sta addirittura stretto. Quindi, è lecito darsi un ulteriore slancio di energia proprio a partire dal sintetico del Seregnello, dove i padroni di casa hanno raccolto 16 dei 28 punti totali fin qui agguantati. Issandosi al quinto posto, a -2 proprio dalla controparte odierna: insomma, c’è tantissima carne al fuoco. E la fiamma sembra accendersi subito. Specialmente lato Seregno, che di attendere cenni dalla controparte non ne ha minimamente voglia: l'approccio è fortemente aggressivo, limita il raggio avversario...e crea immediata bellezza.
Parola di Leonardi, che dopo 7 minuti recupera palla nell'ultimo terzo e serve Mbengue, il cui tentativo riavvicinato trova il miracolo di Aldeni. Parola, ancora, di Leonardi, che sul successivo sviluppo piazzato trova il sigillo del vantaggio. Il cronometro recita 9 minuti di gioco quando il cross del succitato 8 trova la respinta imprecisa del portiere ospite, che serve involontariamente Bini. Il tiro in piena area del centrale di casa genera un flipper di gambe che spedisce il pallone (ancora) sul piede di Leonardi. Che, a questo punto, fa solo una cosa: apre il piattone. Semplice, efficace, vincente e anche fortunato, perché il pallone buca le gambe di Aldeni prima di gonfiare la rete. Il Seregno passa quindi in vantaggio, ma non ne ha abbastanza e alza ulteriormente la portata del pressing, affondando ampiezza e verticale con gamba, sincronismi e grande unione d'intenti. Le prerogative che, al contrario, l'Arcellasco subisce più che assimilare e proporre: la produzione offensiva raschia l'osso e la manovra non trova il ritmo desiderato. Conseguenza: la squadra disperde animo e misure. I padroni di casa, voraci, ne approfittano.
Come? Mantenendo alta la concentrazione e l'intensità, anche a dispetto di scorrevolezza e pericolosità. Questo e altro, per rintanare nella sua metà un alter ego fin troppo poco arrembante. E per costringerlo a raccogliere dal sacco un altro pallone: proprio così. Questa volta il graffio è del diez, Federico Pellecchia, che fa uno strappo alla regola: non tocca quanto basta ma svetta di testa. Minuto 32: un altro calcio piazzato condanna gli erbesi. Trafitti dal 10, sì, ma su altro guizzo dell'8: Leonardi pennella, il compagno sbatte in rete. Raddoppio azzurro, e nuova ondata di adrenalina a edulcorare una lotta comunque appassionata da ambo le parti. Perché l'Arcellasco, seppur concretamente pericoloso solo con la punizione di Riccioni (respinta dal pindarico Callegher), non toglie mai la gamba, cerca di esporsi sulle corsie e dà comunque prova del suo valore (seppur in maniera contenuta). Ma scalfire l'equilibrio azzurro è impresa ardua: si va al riposo con questa certezza.
E nei pressi di Erba piove persino sul bagnato. A fine primo tempo, infatti, Teo Dell'oro sente tirare e Maesani (vice di Striccialu, oggi assente) si gioca la carta Ballabio (che poco dopo il suo ingresso spara alto un mancino ben costruito). Non cambia però lo spartito della gara, il cui flusso continua a propendere verso la sponda azzurra del bivio. Il Seregno ha più di una marcia di vantaggio, per spirito e identità, per disciplina e polmoni. D'acciaio, letteralmente. Ciascun interprete adempie all'obbligo di dare il massimo. Responso del campo, di gamma. Feedback dai piani alti del lotto, eccelsi: la squadra è virtualmente terza, proprio a discapito dell'Arcellasco. Che, incassato il doppio colpo, cerca subito di ruotare le pedine alla ricerca di soluzioni, pescando gradualmente dalla panchina. La reazione ci sarebbe anche, o quantomeno una parvenza della stessa, ma il gruppo continua a latitare nella produzione offensiva, fatica a sviluppare il suo gioco in sintonia e, anzi, rischia di subire anche il tris. Aldeni, 60 secondi dopo l'inizio delle operazioni, è bravissimo a smanacciare la cartuccia di un indomito Mbengue, imbeccato in profondità da un altro guizzo di Pellecchia.
A conti fatti, sarà questa l'ultima occasione nitida confezionata dai padroni di casa, che successivamente attenuano la cilindrata delle proprie incursioni, stringendo le linee con energia, combinando con rapidità davanti e spazzando via - muniti di abnegazione corale - tutti i pericoli (o presunti tali) flebilmente giunti nelle retrovie. Dalla loro, i biancorossi serbano l'intento, ma non certo il cinismo e la lucidità dei grandi arcieri: Rota spara alto da buona posizione, Daloiso incorna centralmente, Gasperini e Fontana sprintano ma non sparano e il grado di incisività resta basso. Tra loro e la gloria, poi, si frappone anche il portiere avversario Callegher, che al 66esimo spezza l'inoperosità e respinge efficacemente il destro di Frigerio. Chance spessa seguita da ulteriori tentativi, sì, ma innocui. Il Seregno, invece, ha fiato e orgoglio, da vendere, sfoggiare ed erigere a strumento di conquista. Fino alla fine. Complici gli strappi di Songia e Mbengue, i guizzi di Cristaldi e Leonardi, la garra di un Polo instancabile e l'apporto dalla panchina di Scilingo, il più vicino a ingigantire il passivo nel finale. Non ci sarà tempo per calare il terzo asso, ma la notte è giovane e aspetta solo la festa dei ragazzi di Russo. Sempre più grandi, e da oggi sempre più terzi in classifica. Cessa la virtualità: il podio è splendida realtà.
SEREGNO-ARCELLASCO 2-0
RETI: 8' pt Leonardi (S), 32' st Pellecchia (S).
SEREGNO (4-1-4-1): Callegher 7.5, De Moliner 7 (43' st Viganò sv), Rauli 7, Polo 7.5, Faini 7, Bini 7, Cristaldi 7.5, Leonardi 8, Songia 7.5 (30' st Scilingo 6.5), Pellecchia 7.5 (46' st Mugoni sv), Mbengue 7.5. A disp. Ricchiuti, Corona, Chiari. All. Russo - Bonacci 7.5. Dir. Gobbetto - Gobbetto.
ARCELLASCO (3-4-2-1): Aldeni 7, Daloiso 6.5, Lanzo 6 (8' st Galli 6), Rizzi 6.5, Dalla Longa 7, Gasperini 7 (28' st Rondinelli 6), Frigerio 6.5, Fontana 6.5, Dell'Oro 6 (1' st Ballabio 6), Riccioni 6.5, Ripamonti 6.5. A disp. Corti, Cavedo, Tentori, Puka, Ortega. Dir. Colombo.
ARBITRO: Iacovella di Seregno 6.5.
AMMONITI: Faini (S), Bini (S), Frigerio (A).
SEREGNO
Callegher 7.5 Una grande parata per tempo: la prima su punizione di Riccioni, la seconda su destro di Frigerio. Garantisce sicurezza e non rischia nulla nel gioco con i piedi. Deve solo migliorare i rinvii con la palla in mano.
De Moliner 7 Un motorino. Corre su e giù, viene dentro al campo, limita le folate avversarie con energia e letture. Fondamentale (43' st Viganò sv).
Rauli 7 Al solito prova impattante e da grande leader. Si fa sentire, lotta su ogni palla e in ogni zolla, tiene alta la concentrazione e l'adrenalina fino al novantesimo e oltre. Ottima prova.
Polo 7.5 Che dire? Si conferma giocatore di assoluto spessore. Tecnicamente pulitissimo, cura le sinergie dei suoi con diligenza e le protegge dalle fionde esterne con polmoni, muscoli, tenacia da combattente. Imprescindibile.
Faini 7 Non sbaglia niente. Poche sbavature, tanta sostanza. Se il Seregno è la miglior difesa del campionato deve tanto anche a lui.
Bini 7 Come il compagno, un muro: forte negli anticipi, nei contrasti e di testa. Solidissimo.
Cristaldi 7.5 Sulla sinistra è cercato spesso, e il perché si palesa subito: veloce, tecnico, vivace. Ogni tanto pecca di lucidità, ma è sempre pericoloso e imbeccato. Bel passo.
Leonardi 8 Prova totale. Fa gol, fa assist, fa avanti e indietro con qualità e quantità. Mette d'accordo tutti.
Songia 7.5 Ha una falcata di gamma e fisicamente è predisposto alla lotta. Non ha sempre palle pulite ma è cercato e lavora benissimo, costruendo calcio sulla sua mole.
30' st Scilingo 6.5 Entra bene, con energia e alto grado di pericolosità. Rischia di farne due.
Pellecchia 7.5 Il solito giocatore di grande talento e iniziativa. Un po' più tenue, quest'oggi, ma a suo modo decisiva: segna di testa. Si muove tanto. Crea situazioni. C'è.
46' st Mugoni sv
Mbengue 7.5 Come afferma il suo allenatore, potrebbe tranquillamente giocare un'altra partita e non ne risentirebbe. Passo forsennato, grande fisicità e abnegazione da giocatore maturo. Gli manca solo il gol e un pizzico di predisposizione tecnica, ma arriveranno.
All. Russo 7.5 Ancora un successo in casa (miglior rendimento interno non per caso), ancora una vittoria costruita con fame e identità. Non ci sono più dubbi: il suo Seregno è Squadra vera. E, adesso, è terzo in classifica a -3 dalla vetta.

ARCELLASCO
Aldeni 7 Miracoloso su Mbengue, imperfetto su Leonardi, ancora bravo sul primo dei citati. Partita a due facce che ne restituisce comunque un quadro clinico sufficientemente adeguato.
Daloiso 6.5 Ha poco campo sulla destra, ma quando trova spazio spinge bene e arriva sul fondo. Concretamente non crea disagi, dietro soffre qualcosina ma complessivamente regge bene e lotta fiero, anche contro un Cristaldi sempre pericoloso. Lanzo 6 Un interessante dribbling in avvio, poi poco altro: dal suo lato arrivano pericoli costanti. Non per colpa sua, sia chiaro, ma per scarna efficienza d'insieme. Qualcuno doveva pur risentirne: esce subito.
8' st Galli 6 Niente di esoso nel suo ingresso, pulito ma poco abbondante. Si segnala un bel cross dalla sinistra per Ballabio, non concretizzato.
Rizzi 6.5 Corre e ripiega, ma non è premiato e ogni tanto va in affanno anche lui. Poco esposto.
Dalla Longa 7 Il migliore della retroguardia biancorossa. Non è l'emblema della pulizia tecnica ma fa bene il suo. Grintoso e puntuale.
6' st Rota 6 Una bella diagonale su Mbengue a inizio ripresa, poi poco altro di rilevante. Sufficiente.
Gasperini 7 Instancabile. Corre per due, lavora per tre e recupera palloni a iosa, partecipando alla manovra e cercando di risolverne i propositi. Prova qualche tentativo, ma non è il suo campo. Esce per crampi: ha davvero dato tutto.
28' st Rondinelli 6 Qualche strappo e qualche precisa conduzione palla, ma per il resto non ruba l'occhio.
Frigerio 6.5 Non emerge in toto la sua qualità, ma ha il merito di metterci sempre fiato e muscoli. Anche troppo: nel finale rischia di perdere le staffe.
Fontana 6.5 Tanto movimento con e senza palla, decisamente scarna incisività. Il Seregno non concede e non dà tregua (41' st Cavedo sv).
Dell'oro 6 Si attiva verso il ventesimo, scendendo a legare il gioco per far salire la squadra. È costruito per questo tipo di calcio, ma un problema fisico lo costringe a uscire anzitempo.
1' st Ballabio 6 Una bella sterzata e un mancino impreciso, poi tanta presenza ma poco cinismo.
Riccioni 6.5 Dal suo piede l'occasione più nitida: una punizione ben parata da Callegher. Si scorge una apprezzabile qualità, sovente ben contenuta dalla controparte.
Ripamonti 6.5 Non ha tante occasioni per esporsi, ma quando lo fa sfoggia una buona tecnica. Per il resto non sfonda sul suo out, pur correndo e sbracciando tanto.
All. Striccialu 6.5 Non presenzia in panchina, ma segue da lontano ogni mossa dei suoi ragazzi. Riceve pochi responsi positivi, perché oggi sono mancati ritmo e brillantezza, nonostante la volontà di aggredire e manovrare sia rimasta intatta. Le occasioni nitide confezionate quest'oggi restano poche, ma la consapevolezza sulla validità del percorso intrapreso mantiene saldo il suo status. Insomma: è un incidente che può capitare, che doveva anzi.

Iacovella di Seregno 6.5 Una partita tranquilla e ben condotta. Non ha tanti dubbi da risolvere, e quando li ha lo fa senza fronzoli.
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