Under 17
10 Gennaio 2026
Under 17 Piemonte • Fabio Moschini ai saluti con il Chisola dopo tre stagioni
Una decisione destinata a far discutere nel panorama del calcio giovanile piemontese. Il Chisola Calcio ha sollevato dall’incarico Fabio Moschini, allenatore dell’Under 17, nonostante una stagione fin qui caratterizzata da numeri di assoluto rilievo: primo posto in campionato, imbattibilità, miglior attacco e miglior difesa.
La Società, interrogata sull'accaduto, ha motivato la scelta attraverso le parole di Giulio Serratore, responsabile del Settore Giovanile, spiegando come la decisione sia maturata per valutazioni che vanno oltre il risultato del campo. Nel comunicato del club non sono mancati i ringraziamenti a Moschini per il lavoro svolto nel quinquennio trascorso al Chisola.

All’indomani dell’esonero, lo stesso Moschini ha diffuso una dichiarazione ufficiale nella quale ha voluto chiarire la propria posizione e ricostruire il percorso che, secondo la sua versione, avrebbe portato alla separazione. L’allenatore ex Juventus colloca l’inizio delle difficoltà già nei primi mesi della stagione, dopo la semifinale del SuperOscar persa ai calci di rigore contro la Pro Eureka, collegando l’allontanamento a divergenze più profonde sulla visione del settore giovanile.
Nel suo intervento, Moschini sottolinea come la sconfitta nella finale della Turin Winter Cup contro il Volpiano non rappresenti la causa dell’esonero, ma solo l’occasione per formalizzare una decisione che sarebbe stata già maturata dalla Società. Nel suo comunicato, viene inoltre ribadita la centralità della formazione dei ragazzi rispetto alla sola ricerca del risultato, principio che l’allenatore dichiara di aver sempre perseguito nel proprio percorso professionale.
Dichiarazione ufficiale di Fabio Moschini:
«A seguito delle notizie apparse in queste ore riguardo il mio esonero dalla guida dell’Under 17 del Chisola Calcio, ritengo doveroso fornire una precisazione chiara e rispettosa nei confronti dei ragazzi, delle famiglie e di chi in questi anni ha lavorato con me.
Nei giorni successivi alla semifinale del SuperOscar, disputata ad inizio Settembre e persa ai rigori contro la Pro Eureka, sono stato convocato dal Presidente Atzori e da Freda.
Con mia sorpresa, l’incontro non ha riguardato quella gara, ma la semifinale del titolo regionale giocata lo scorso maggio, persa ai rigori contro l’Asti 2008.
In tale occasione mi è stato comunicato che, secondo la loro visione, al Chisola
“contano esclusivamente vincere titoli e coppe”, che le squadre vengono costruite per vincere “anche senza l’allenatore in panchina”, e che non sarebbe necessario dedicare tempo all’insegnamento tecnico perché “a 17 anni non migliorano più”.
Ho manifestato con fermezza e rispetto il mio completo dissenso.
La mia filosofia, maturata nei 12 anni trascorsi alla Juventus, si fonda sull’idea che il settore giovanile debba mettere al centro la crescita dei ragazzi: tecnica, caratteriale e umana. L’errore e la sconfitta fanno parte del percorso formativo e un allenatore va valutato per il lavoro quotidiano, non esclusivamente per i trofei vinti.
Tengo a sottolineare che la finale di Turin Winter Cup non è stata la causa del mio allontanamento. La squadra, infatti, da agosto non aveva mai perso, attualmente è prima in classifica con miglior attacco e miglior difesa.
La partita è stata semplicemente l’occasione utilizzata per formalizzare una scelta già maturata da tempo.
Confermo pertanto la mia visione del calcio giovanile e la volontà di continuare a lavorare coerentemente con questi principi.
Se vogliamo discutere delle difficoltà del calcio italiano, è necessario partire dal settore giovanile, che dovrebbe essere dedicato alla formazione e non alla rincorsa ossessiva del risultato.
Ringrazio i ragazzi e le loro famiglie per la fiducia dimostrata in questi anni e auguro al Chisola Calcio e al nuovo allenatore il meglio per il proseguimento della stagione.
In futuro valuterò con interesse proposte anche in categorie superiori, in base alla serietà del progetto e alla visione della società, per potermi misurare su un piano diverso, portando al contempo la mia esperienza tecnica che può rappresentare un valore aggiunto anche per lo sviluppo del settore giovanile».
Resta dunque il contrasto tra due letture profondamente differenti: da un lato la scelta societaria, definita come valutazione complessiva che prescinde dai risultati; dall’altro la ricostruzione di un percorso segnato da una progressiva frattura valoriale, culminata nell’esonero nonostante l’andamento sportivo.
Nel salutare l’ambiente Chisola, Moschini ha ringraziato i ragazzi e le famiglie per la fiducia dimostrata negli anni, augurando il meglio alla società e al nuovo allenatore per il prosieguo della stagione. Al tempo stesso, ha dichiarato la propria disponibilità a valutare in futuro progetti anche in categorie superiori, purché fondati su una visione condivisa e strutturata del lavoro tecnico e formativo.
Una vicenda che continuerà a far discutere e che riporta al centro il dibattito sul significato e sulle priorità del calcio giovanile, soprattutto quando risultati e progettualità sembrano viaggiare su binari diversi.