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Under 17

Da collaboratore tecnico a primo allenatore: prende la squadra in corsa e il club cambia passo!

Alessandro Gabriele e l'Universal Solaro: storia di una complicità rara

Alessandro Gabriele, allenatore dell'Universal Solaro

UNDER 17 UNIVERSAL SOLARO • Alessandro Gabriele

Il calcio indica la strada. Quindi, a ognuno la propria. C’è chi vuole i riflettori e chi li deride nel silenzio; c’è chi impara ad insegnare e chi insegna ad imparare; c’è chi graffia con il tocco e chi tocca quanto basta. Nasce così l’ecosistema che conosciamo, vero e proprio girotondo d’anime alla continua ricerca di un sé. Di un perché. Lo stesso che, poi, motiva il quotidiano e la voglia di affrontarlo: a testa alta, nella resa e nella conquista. Generando, parallelamente, altre domande, altrettante ambizioni, ulteriore desiderio di scoprirsi, migliorare, darsi lo slancio. Può accadere in vari modi e in qualunque contesto, ma senza viaggio non esiste meta. E allora, è bene seguire la prima regola: buttarsi. Poi, aderire alla seconda legge: senza paura. Terzo principio? La somma dei due emisferi: per raggiungere una dimensione vincente. Come la strada intrapresa dall’Universal Solaro, sponda Under 17, del resto. Constatazione tutto fuorché scontata, perché affidarsi ad Alessandro Gabriele dopo le dimissioni di Francesco Muoio serbava alte componenti di rischio. Eppure, il campo ha presto premiato la scelta e lo sforzo: dei ragazzi, del nuovo allenatore. I numeri non mentono. Palla a loro.

 

DA UOMO-SOLARO A PRIMO UOMO DEL SOLARO

 

Succede dunque che un hard worker della società, da dieci anni entro i suoi ranghi, assuma d’un tratto il compito di trainare - da sé - una squadra. Per giunta in difficoltà, dato che l’avvicendamento con Muoio arrivò al culmine di una crisi acuta: era il 6 novembre e il club aveva appena perso la terza partita consecutiva. Un 4-3 interno contro il Lomazzo, il ventiquattresimo giorno senza sorriso, i tredici gol incassati nei 270 minuti appena menzionati, una classifica precipitante: il Solaro, sul podio al sesto tornante del campionato, era addirittura capitombolato al dodicesimo posto. Necessario sterzare, fondamentale ripartire. Da chi, se non da un uomo che vive assiduamente ogni centimetro di quei colori? Presto detto, Gabriele prende le redini della classe 2009. E, armato di scalpello e pazienza, le restituisce gradualmente charme e solidità.

Nonché responsabilità e appartenenza, nonché orgoglio e rigore, verso una causa che necessitava proprio di queste prerogative. Quelle che lievitano una seduta alla volta, ricompattando il gruppo al grido di un’idea che funziona. Verticale, efficace, fruttuosa: «C’è da dire che ho trovato una squadra pronta e ben allenata, atleticamente predisposta seppur demotivata dagli ultimi risultati. Il mio compito è stato quello di schiacciare i tasti giusti, applicando piccole modifiche tattiche e ridando fiducia ai ragazzi». Ecco cosa mancava. Mancava lei, fiducia: ingrediente delle grandi rincorse, fuoco sacro del riscatto, la miccia che appicca incendi di bellezza. L’Universal torna davvero a macinare, concorde, gioco e chilometri. Un esempio pratico nelle statistiche: nove partite, cinque vittorie. Dose di show annessa: insegnano le cinquine rifilate a Inveruno e Gorla, affascina il tris relegato al Morazzone sesta forza, fa classifica e morale il poker d’assi di Gavirate. Poi, due pareggi, ad arricchire un bottino che conta già 17 punti e ben 26 gol. Infine sì, ci sono anche due ko, ma giunti contro supercar come Ardor Lazzate (capolista) e Bosto (quarto): partite comunque ben interpretate, perse sui dettagli, a maggior ragione da conservare e approfondire.

PROSPETTIVA DI PERCORSO

E pensare che Gabriele e l'Universal hanno saputo anche perdersi. Ma senza mai dimenticarsi, nemmeno nella distanza. Sì, perché dopo aver iniziato a teorizzare (anno 2004) tra le file del Mascagni (zona Senago), il tecnico ha sposato altre due cause: la Caronnese, in qualità di istruttore dell'attività di base, e il Garbagnate, come allenatore delle annate Under 15 e Under 16. A cavallo tra le succitate esperienze, per l'appunto, l'approccio con la realtà giallorossa e l'inizio di un percorso congiunto, dalle fondamenta complici. Che ha prodotto certezze, fin dal tunnel che porta al manto verde: la vittoria del campionato provinciale (categoria Under 16) al fianco di Pietro Calderone («un mio carissimo amico») resterà una cartolina nitida. Non l'unica: l'impressione è che le parti ameranno il finale. Condividono lo stesso amore e lo stesso obiettivo.

Insomma: il percorso ha una prospettiva rosea. Come se non bastasse, ulteriormente avallata dai guizzi singoli, che dominano il presente e azzanno il domani. Spiccano, ad esempio, i 16 gol combinati di Federico Allievi e Riccardo Banfi, emerge d'un tratto lo stacanovismo di Lorenzo Pasqui e Filippo Faella, ruba l’occhio persino la nuova versione di un ritrovato Alessandro Skipor, la cui doppietta rifilata al Morazzone echeggia ancora (e ancora echeggerà). Ciascun interprete ha la sua centralità, ciascun interprete coltiva le sue specialità. Lo spartito ha note profonde. E segue una regola precisa. Una sola. Questa: «Complicità. Con i giovani è fondamentale instaurarla. Mi piace farli sentire parte di una squadra, staff compreso. Io voglio essere uno di loro, non un leader autoritario». In una manciata di parole, dette bene, il segreto di una ricetta così prelibata. Nata nell’ombra, bisbigliata (chissà) nelle fatiche della gavetta: tra i dieci anni di attività di base e il primo preparatorio triennio di agonistica, tra una panchina e una scrivania, tra una caduta e un traguardo. Sbocciata al chiaro di luna…che non è poi troppo proibita: il treno playoff dista sei lunghezze. Pronta, più che mai, a scalare le montagne. Come? Così: «Tramite lo sviluppo di un calcio semplice, di facile esecuzione, che credo sia il più bello. Non mi piace andare alla ricerca di cose complicate». Vi avrà sicuramente ricordato qualcuno. Che sia un caso o meno, Alessandro Gabriele fidelizza con la normalità. Su essa, sta costruendo. Grazie a essa, ha trovato la strada. D’altronde…a ognuno la propria!

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