Under 17
14 Gennaio 2026
UNDER 17 ACADEMY CASATESE MERATE • Jalal Darfaoui
Alt: non abbiamo ancora finito con le top 11. Pensavate di sì? Male: c'è un Girone C in totale fermento da ricostruire e ricamare. Tramite, ovviamente, i suoi volti più lucenti. Quelli che, nel corso di queste prime 15 giornate spettacolari, hanno dato prova della loro forza e del loro talento in ogni zona di campo, su ogni campo della Regione, senza mai disperdere continuità e unicità. La ricompensa è presto data dalla presenza in questa formazione speciale, che - doverosa premessa - non toglie nulla a chi non vi compare.
Come per lo scacchiere del Girone A, il modulo di riferimento è il nostro caro 4-3-3. Tanto ricco quanto compatto, nella concezione e nelle soluzioni. Tante, tantissime, quelle presentate da questa formazione, che parte con la presenza tra i pali di Paolo Brasi, portierone del Castello Cantù. Davanti a lui, una batteria di difensori composta dagli strappi del compagno Ricioppo e Confalonieri (Folgore Caratese), ai quali affiancare il tuttofare dell'Academy Casatese Merate Eric Berenbruch e Nicolò Brocchi, mina di Della Mina alla Nuova Sondrio. Le vie centrali del campo, invece, hanno talento da vendere: il capocannoniere del torneo, Jalal Darfaoui, e due gemme preziose come Federico Polo (Seregno) e Alex Luzzi, sponda Sondrio. In attacco, gol a raffica: Beretta (Rovagnate) e Puka (Arcellasco) ne fanno 18 insieme, mentre gli strappi di Samuele Bressi (Folgore Caratese) completano un tridente affascinante. Alla consolle, l'allenatore della capolista: Matteo Origo, faro della Casatese Merate, che proprio sul 4-3-3 ha costruito un girone d'andata da 34 punti. Tutto torna.

PORTIERE - PAOLO BRASI (CASTELLO CANTÙ)
Non fa della stazza il suo punto forte, ma per esplosività ed efficacia è pressoché indiscutibile e tanti approvano. Il portiere del Castello strappa sempre applausi: i 30 gol fin qui incassati, con un solo clean sheets, non deve certo ingannare. Come non deve ingannare il suo unico, vero salto nel vuoto: il 7-0 incassato dall'Academy. In un modo o nell'altro mette firma e guantoni sulle rincorse della squadra.
DIFENSORE - ANDREA RICIOPPO (CASTELLO CANTÙ)
Altro giro, altro asso dei gialloblù menzionato in questa top 11. Facile capire il perché: Andrea Ricioppo è più di un semplice terzino. Fa della fascia un fortino, dove costruisce, ricama e alimenta ogni sua piccola certezza. Il risultato, positivo, è riscontrabile non solo nella prestanza e nella solidità, ma soprattutto nei gol realizzati: ben 4. Contro la Vibe Ronchese, inoltre, ha anche siglato una doppietta, a conferma di quanta energia possa e sappia apportare alla causa.
DIFENSORE - RICCARDO CONFALONIERI (FOLGORE CARATESE)
Spostiamoci in quel di Carate Brianza, dove un giocatore di spiccata forza fisica e atletica tende a dominare la fascia sinistra. In una Folgore ricca di talento, la sua componente "operaia" non è da meno: Confalonieri ne è una conferma impattante. Per gamba, propensione offensiva e capacità di adattarsi efficacemente alle due fasi. Ha un grande carattere, che talvolta sfocia in qualche isterismo di troppo, ma è la fiamma che lo accende. Quindi, che la alimenti.
DIFENSORE - ERIC BERENBRUCH (ACADEMY CASATESE MERATE)
Ha nel cognome un futuro prospetto interista, non per coincidenza ma per legame di sangue. Non è dunque un caso che compaia in questa top 11, perché il talento è quello anche se espresso in una differente zolla di campo. Tra i pilastri dell'Academy capolista figura un Berenbruch geometrico, a tratti inscalfibile e di instancabile qualità. La continuità di rendimento è il suo forte: da lui difficilmente si passa. Rognoso, sì, ma anche bello da vedere per il modo in cui strappa e tratta il pallone. Giocatore completo.
DIFENSORE - NICOLÒ BROCCHI (NUOVA SONDRIO)
Energia al potere: parola di Brocchi, tra i volti più spiccati della retroguardia valtellinese. La sua qualità principale? Essere sempre sul pezzo, impartire questa prerogativa anche ai compagni. Sulla destra sfoggia aggressività, polmoni d'acciaio e letture importanti, garantendo sempre prestazioni positive. Tecnicamente, poi, ha sensibilità e tempi di gioco: insomma, incorpora tutto e anche di più. Promosso a pieni voti.
CENTROCAMPISTA - JALAL DARFAOUI (ACADEMY CASATESE MERATE)
Torniamo nei pressi di Cernusco Lombardone, perché a conti fatti ne vale proprio la pena. E la penna: quella che il ragazzo sopracitato usa per scrivere ogni passo del suo calcio libero. Da vincoli, imposizioni e pensieri: vederlo giocare è un'esperienza estremamente appagante. Consigliato sedersi comodi quando ha la palla tra i piedi. Sa sempre cosa fare, come farlo, quando farlo, e non cede mai dinanzi alla possibilità di creare un guizzo. Vede il gioco, tratta bene il pallone, ha strappi e skills da fantasista. Ma soprattutto, segna come un nove: le 11 reti finora confezionate lo rendono capocannoniere del torneo. Un giocatore completo, punto. Per tecnica, rapidità (gamba e pensiero ragionano all'unisono) e colpi.
CENTROCAMPISTA - ALEX LUZZI (NUOVA SONDRIO)
La gemma incastonata in un centrocampo estremamente offensivo non poteva che essere lui. Nome Alex, cognome Luzzi: fantasia al potere, la sua tesi di laurea. Da anticipatario, per giunta, perché è un classe 2010 prestato alla 2009. Con numeri, finora, eccellenti: 10 gol, guizzi di notevole ricamo tecnico e intelligenza da primo della classe. Il tutto cucinato andando oltre una stazza fisica contenuta, che ne penalizza il rendimento in scontri più arcigni. Niente di debilitante, al contempo. Confermano sia gli avversari che il suo stesso allenatore: è un giocatore bello da vedere proprio per la purezza e la tenacia con la quale adempie ai suoi obblighi. Il campo approva, le stats anche.
CENTROCAMPISTA - FEDERICO POLO (SEREGNO)
Dietro due grandi fantasisti c'è sempre un grande equilibratore: tra Jalal e Luzzi, ad esempio, sbraccia fortemente Federico Polo, una delle menti del Seregno di Marco Russo. Sì, è il classico "numero 4", quello che fa girare la palla, corre in ogni dove e antepone l'orgoglio al gesto: il giocatore che tutti vorrebbero, insomma. Captarne il perché è semplice: non molla mai e mai ha intenzione di togliere la gamba. Piccolino sì, ma sotto tanti aspetti del gioco più grande di tutti gli altri.
ATTACCANTE - SAMUELE BRESSI (FOLGORE CARATESE)
Torniamo nei pressi dello Sportitalia Village, dove la parola d'ordine per entrare è...attaccare. Sì, perché la Folgore di Mosca non ha veri e propri riferimenti offensivi, ma ciò non costituisce certamente uno svantaggio per la produzione offensiva del gruppo. La ricchezza di soluzioni è lampante e tra i suoi volti di spicco emerge sicuramente Samuele Bressi, non un bomber purosangue ma sicuramente purosangue del gioco. Estro, visione di gioco e piede educato, in conduzione e in trasmissione, nonché letale nei pressi del bersaglio: non è un caso che abbia già realizzato ben dieci gol. Giocatore totale.
ATTACCANTE - SAMUELE BERETTA (ROVAGNATE)
Lui, invece, è più rapace. E i dieci gol con i quali si assesta al secondo posto della classifica cannonieri ne sono una conferma alquanto lampante. Ma anch'esso, sulla falsariga evolutiva del gioco, sa farsi apprezzare anche oltre l'area di rigore. Tenacia in protezione palla, strappi in verticale e qualità tecnica nel dialogo corale compongono un background calcistico molto interessante, ulteriormente arricchito dalle qualità sotto porta. Da attenzionare.
ATTACCANTE - ALVIN PUKA (ARCELLASCO)
C'è chi addirittura lo erige a miglior attaccante del campionato, e non è certo un'etichetta messa lì per caso. Ma è tutto frutto di un lavoro che l'Arcellasco di Striccialu porta avanti d'insieme, raggiungendo - in via consequenziale - grandi lodi e grandissimi risultati. Alvin Puka è parte integrante di questa macchina da 44 gol, in fila per sei con resto di due: il suo totale, però, si assesta a nove, tutti figli di affondi voraci, fisicità inscalfibile e cinismo nei momenti topici. A referto, infatti, il ragazzo conta due triplette e tante belle prestazioni, a cui dovrà ora affiancare un'altra dose di continuità. Fino a fine corsa.
ALLENATORE - MATTEO ORIGO (ACADEMY CASATESE MERATE)
Come non affidare la macchina più prestante del campionato all'allenatore che ne ha ben dominato le curve, quantomeno fino a questo punto? Impossibile: a Matteo Origo, dunque, la panchina della top 11 del Girone C. Questo perché la sua creatura rossoblù dà proprio l'impressione di essere allenata bene, aspetto che più degli altri gratifica e ripaga gli sforzi propugnati in settimana. Un bel calcio, tanti talenti, 34 punti e vetta tra le mani al giro di boa: cos'altro aggiungere?
