Giovanili
14 Gennaio 2026
UNDER 16 ÉLITE MANARA • Andrea Milani, passa dalla panchina dei classe 2010 a quella dei classe 2011
Una svolta. È ciò che si cerca all’interno di una società lecchese di grande prestigio, chiamata a reagire a difficoltà oggettive emerse in due delle principali categorie del proprio settore agonistico. A Barzanò si cambia: le panchine dell’Under 15 e dell’Under 16 della Luciano Manara sono infatti pronte ad accogliere due “nuovi” profili tecnici, con gli attuali protagonisti hanno commentato la decisione della società confermando la propria disponibilità e il proprio spirito di appartenenza verso il club.
Meri numeri che, da soli, non bastano a raccontare il percorso del vivaio biancazzurro, ma che in parte aiutano a fotografare le difficoltà incontrate fin qui dalle formazioni Under 16 e Under 15. In particolare, l’Under 15 occupa attualmente la tredicesima posizione nel girone B del campionato Under 15 Élite, una classifica che rispecchia un cammino fatto di alti e bassi, ma anche di crescita. Alla guida dei classe 2011 c’è stato fino a oggi Vittorio Bergamini, che tra il girone d’andata e la prima giornata del ritorno ha raccolto 14 punti, frutto di 3 vittorie, 5 pareggi e 8 sconfitte. Un percorso che, pur tra le difficoltà, ha visto il gruppo misurarsi con un campionato altamente competitivo.
Sul fronte dei classe 2010, invece, in panchina c’era Andrea Milani, che nel girone B del campionato Under 16 Élite nello stesso arco temporale ha ottenuto 17 punti grazie a 5 vittorie, 2 pareggi e 9 sconfitte, arrivando a una posizione di classifica analoga. Anche in questo caso i numeri raccontano di una stagione combattuta, nella quale la squadra ha cercato di trovare continuità e solidità in un contesto di alto livello. Dati che non esauriscono il valore del lavoro svolto, ma che aiutano a comprendere il quadro generale di una fase delicata, in cui risultati e percorso di crescita procedono, come spesso accade nel settore giovanile, di pari passo.
Ora i due tecnici si scambieranno sulle rispettive panchine. Bergamini prenderà in mano la situazione dei classe 2010, mentre Milani seguirà il percorso dei classe 2011. La società non vuole privarsi dei due allenatori, che considererebbe un valore aggiunto all’interno dell’ambiente biancazzurro, e avrebbe maturato la decisione proprio in quest’ottica
Bergamini commenta così la situazione: «La decisione l’ha presa la società. Non è una scelta condivisa, e nemmeno una scelta che condivido io. La accetto perché sono in questa società da cinque anni, ci tengo e mi metto a disposizione. Avendo lavorato con i ragazzi del 2011 per tutta la scorsa stagione e per metà di questa, eravamo certi di poterci salvare. La società ha ritenuto che questa fosse la soluzione migliore per provare a dare una scossa a entrambe le squadre. Ci si può salvare anche con il gruppo 2011: è una squadra valida dal punto di vista della qualità, ma paga l’inesperienza del mister e forse anche la poca fisicità dei ragazzi, che sono una squadra piccola. L’idea era quella di dominare sempre il gioco, senza timori, indipendentemente dalla posizione in classifica. A volte ci riesci, altre no, e questo può finire per penalizzarti. Per stimolare davvero la crescita forse bisognerebbe ridurre il numero delle squadre che retrocedono: oggi non c’è pazienza. A me interessa divertirmi, faccio questo perché mi piace e perché penso al bene dei ragazzi».
Arriva quindi anche il pensiero di Milani: «Era un po' che ci stavano pensando. I risultati dei 2010 e dei 2011 non era soddisfacenti e quindi hanno fatto prevalere il valore umano. Rispetto all'anno scorso è un po' diverso perché siamo a forte rischio retrocessione entrambi. La società ci ha detto di stimarci e quindi ha preferito fare il cambio sulle panchine. Quello che si vede nei primi allenamenti è che i ragazzi vogliono mettersi in mostra quando ci sono queste situazioni. La Lombardia forse è troppo grande. Forse servivano 2 gironi di Élite e piuttosto o riduci promozioni e retrocessioni nelle Regionali, o fai l'opposto prendendo ispirazione dalla Serie C e le allunghi estendendole fino alla decima posizione. Diventa un campionato del mondo e la gente si diverte. Aldilà di questo, noi adesso pensiamo a ripartire».