Under 17
16 Gennaio 2026
UNDER 17 SALA GALBIATE • Simone Pezzilli
Immaginati così. Teso, mentre guardi il soffitto. Forse perché c’è una crepa, forse ancora perché – di lì a poche ore – avresti rivestito una responsabilità. Ti piaceva rincorrere la felicità, ora la insegni: sei diventato allenatore. E sei già passato in agonistica, nonostante la giovane età: hai 24 anni, sei del 2001. Però hai sogni più arroganti, e allora riesci anche a vedere oltre quel soffitto. Oltre quella crepa. Ti vedi già sul campo, alla guida dei classe 2009 del Sala Galbiate. Ti vedi già protagonista, perché sai quanto vali. Sempre di lì a poche ore, avresti consegnato agli archivi del Girone C una partita storica. Eroica: perdevi 5-1 contro la Casati Arcore, al tuo esordio, e – insieme ai tuoi ragazzi – hai conquistato un clamoroso 5-5. Come nelle favole, proprio a ridosso della loro fine: minuto 96, il punto di svolta. Anzi, il punto d’inizio. L’inizio di una complicità che è giusto raccontare: quella tra il club lecchese e Simone Pezzilli, il suo rampante tecnico.
Questione di attimi, di sguardi. Perché Pezzilli, fino a qualche giorno fa, preparava al domani l’attività di base. Mentre oggi scorge fiero la sua prima creatura agonistica. Sempre al Sala Galbiate, nei cui quadri entra a 22 anni dopo una breve carriera da calciatore. Professione, difensore centrale, assiduamente al fianco degli amici più fidati: AC Vittoria, Aurora San Francesco, Mandello. Quest’ultima, la piazza che – formate ossa e identità - lo ha accolto una volta terminata la doppia esperienza “giovanile” tra Lecco e ColicoDerviese, permettendogli di chiudere con il sorriso. Il tutto nonostante i problemi che lo hanno allontanato dal gioco: Simone, del resto, aveva già le idee chiare sul prossimo da farsi. Prerogativa dei grandi, di chi non molla e si sfida continuamente: per ristrette cerchie. Inizia quindi il percorso in panchina, non senza fatica: studia, impara, pratica. Ma è appassionato e la salita, di conseguenza, diventa una piacevole discesa. Verso il domani.
E il domani, a casa Pezzilli, nasce durante le feste. L’Under 17 del Sala Galbiate si separa dal suo allenatore, Gianluca Sala, al culmine di un periodo complesso in termini di risultati e rapporti. Il 6-0 incassato dal Seregno, unito al terzultimo posto in griglia con soli 8 punti, ha presto fatto e detto il resto. Insomma: tante cose non sono andate come inizialmente auspicato. Serviva dare una spallata alla dilagante crisi di carattere che aveva colpito il gruppo. Serviva un ragazzo che conoscesse l’età, ancor prima dell’annata. Allora, palla a Pezzilli. “Largo ai giovani” cessa di essere slogan dal facile consumo: diventa missione comune. Dà qualcosa in cui credere davvero. Regala subito bellezza. In purezza.
Riposte in un angolino cene, chiacchiere e brindisi, il campionato torna ad occupare i pensieri degli appassionati. La Serie A? Macché: i nostri ragazzi. E non è certo un caso che il primo weekend calcistico del 2026 ci regali subito attimi da cartolina. Ciascun interprete adempie all’obbligo di emozionare. Perché l’Academy Casatese Merate capolista cala il poker contro il Rovagnate, perché Meda e Sondrio regalano un 3-3 tachicardico, perché la Concorezzese undicesima ferma sul pareggio la Speranza Agrate quarta forza. Tutto molto bello…ma i fari sono puntati su un altro scontro di gamma. Precisamente, su Casati Arcore-Sala Galbiate: decima contro terzultima del lotto. Distanti 14 punti, unite dalla volontà di farne tre per brindare come si deve al nuovo anno. C’è tanto in palio, tra chi sbraccia a centro gruppo e chi, qualche passo più indietro, lotta per sopravvivere. Serve un colpo d’orgoglio. Serve superarsi.
Il Sala Galbiate lo sa. Il Sala Galbiate osa. E, dopo 8 minuti, passa subito avanti, come raccontato da Pezzilli: «Abbiamo iniziato con il 4-2-3-1, e siamo partiti forte conquistando il vantaggio con Casale, bravo a concretizzare con il piattone un cross dalla sinistra». Non c’è che dire: sembra a tutti gli effetti il preludio di un pomeriggio a tinta unita. I lecchesi approcciano bene, sono concentrati, non concedono. Quantomeno, fino al minuto 20: lì dove cambia tutto. Davvero tutto. Perché l’Arcore esce dai blocchi, prende ritmo, assalta le seconde palle e riequilibra il confronto, riportando dalla sua parte flusso e adrenalina. Risultato? I padroni di casa, esattamente 120 secondi dopo il sussulto del pari, vanno avanti. E, passati altri dieci giri d’orologio, agguantano un tris che profuma di sentenza. Soprattutto perché gli ospiti sprecano la chance di accorciare le distanze, disperdendo parallelamente certezze a filo d’erba. Fino a incassare addirittura il quarto schiaffo: i biancoverdi calano il poker in pieno recupero. All’Intervallo il Sala Galbiate è sotto 4-1.
Ma è nell’intervallo che qualcosa inizia – flebilmente – a lievitare. Eppure, non si direbbe: al 50’ la Casati infila il quinto asso della mattinata. Una mazzata per tutti: non per Pezzilli. Che ruota le pedine, passa al 4-4-2 e mostra di crederci, più degli altri. Con lui, i suoi uomini, ligi al credo e determinati nell’applicarlo in barba a un Arcore progressivamente meno lucido. Consequenzialmente aperto a rischi frequenti e decisamente facile da assaltare, come succede tra il 54esimo e il 60esimo minuto di gioco. Accade, letteralmente, l’impensabile: il Sala segna tre reti. Una firma è di Casale, le altre due di Pietro Arrigoni, ed è bene conservare quest’ultimo cognome. Ritornerà presto.
Prima, però, c’è un orgoglio ospite a cui assistere d’insieme. Il Sala Galbiate è scatenato, la controparte è costretta alla trincea. Ma la palla non entra: Roveda sfiora, Cavarretta colpisce debolmente di testa, Ghislanzoni sfiora l’incrocio. Inizia il recupero. Siamo alle battute finali. L’arbitro concede sette minuti di extra-time. Si decide tutto entro questo limite. Dalla sua, però, il Galbiate non molla la presa. Attacca, corre, lotta. E mette ancora più alle strette l’Arcore, che nel mentre resta persino in inferiorità numerica. Sembrano esserci i presupposti per scrivere una pagina di storia. Quei presupposti saranno trasformati in splendida realtà proprio allo scoccare dell’ultimo minuto regolamentare. Minuto 96… La Zona-Arrigoni. Avete capito bene: è successo davvero. È sempre il ragazzo con la tre a dettare legge. Sarà ora e sempre lui, il ragazzo del 5-5. Perché il gol del miracolo è suo, in piena area, con il cuore fieramente anteposto al gesto. Incredibile.
E non è ancora finita. I lecchesi avrebbero anche l’occasione del 6-5. Nessun errore. Scuglia strappa, Cavarretta viene fermato a ridosso della gloria. Ma di gloria, il Galbiate, ne ha conquistata eccome, sul verde di Arcore. Pareggiando un match incredibile, nella maniera più impensabile, spinto al di là dei limiti dal suo giovane allenatore. Quel Pezzilli che, una volta riordinate le idee su quanto effettivamente raccolto, esprime così il suo orgoglio: «L’approccio è stato ottimo, poi siamo calati nel ritmo e nell’attenzione complice la loro bravura nel costruire dal basso. Il loro 3+2 ci metteva in difficoltà, lasciandoci spesso in inferiorità numerica. Cambiato modulo, abbiamo preso le misure e contrastato meglio i loro sviluppi, costringendoli a lanciare più volte. Ma ciò che conserverò è la voglia di crederci mostrata dai ragazzi, che hanno continuato ad attaccare. Quasi quasi, il pareggio va stretto: un plauso alla squadra per la reazione e per la grinta». Disamina d’autore, per una prima da film. Che spettacolo.