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18 Gennaio 2026
Chiamati i carabinieri al termine della partita tra Acqui e Novese del Campionato Regionale Under 16
Allo scadere della partita Acqui-Novese del Campionato Regionale Under 16 si è verificato un doppio scontro tra i ragazzi della Novese e alcuni sostenitori dell'Acqui, tra cui un genitore che, secondo la ricostruzione degli ospiti, ha colpito con un calcio all'addome un giovane tesserato della Novese.
La Novese a ventiquattro ore dall'accaduto ha diramato un comunicato ufficiale molto duro, con il quale condanna e denuncia l'aggressione subita dalla squadra allenata da Angelo Liberati.
Per i nostri allievi 2010 dei mister Liberati e Barberis ieri ad Acqui vittoria sul campo con due bellissime reti di Ghio e una gran parata di Demelas su rigore.
Purtroppo la giornata di sport si è poi trasformata in una oscena e quantomeno rammaricante entrata in campo di una parte di tifoseria Acquese, fra cui segnaliamo un genitore che ha colpito un nostro ragazzo con un calcio sull’addome.Accogliamo le scuse del responsabile tecnico dell’Acqui, Federico Rovera, ma condanniamo la violenza subita dai nostri ragazzi e dalle famiglie e mister, che all’uscita dagli spogliatoi hanno nuovamente subito una seconda aggressione, terminata solo all’arrivo delle forze dell’ordine con uno scontato dileguarsi dei diretti responsabili.
Condanniamo la violenza subita e auspichiamo un intervento della Federazione almeno in relazione a quanto avvenuto in campo.
Crediamo fermamente che soggetti tanto violenti ed in evidente difficoltà comportamentale vadano allontanati dalle aggregazioni e non solo sportive.I nostri ragazzi sono il FUTURO, si vergogni chi non è in grado di proteggerli.
Al comunicato si aggiungono le dichiarazioni del Responsabile Generale della Novese Monica Canepa che ricostruisce l'intera vicenda reclamando un intervento del Comitato regionale o quanto meno del Giudice sportivo:
«È una situazione gravissima e probabilmente il genitore del ragazzo colpito sporgerà denuncia: non può finire così. I nostri ragazzi sono stati aggrediti a fine partita da un genitore che è entrato da un cancello rimasto aperto ed è andato a muso duro con un nostro giocatore. A quel punto un suo compagno si è messo in mezzo per difenderlo e ha preso un calcio da quel signore. Poi sono entrati altri ragazzi da fuori, circa una decina, e c'è stato un primo scontro.
Sedati gli animi e una volta tutti negli spogliatoi l'allenatore Liberati ha chiesto di chiamare le forze dell'ordine perché i ragazzi con cui si erano appena scontrati erano rimasti fuori dall'impianto sportivo ad aspettarli. All'uscita della squadra, però, i carabinieri non erano ancora arrivati, fuori erano una trentina e si è verificato un secondo scontro abbastanza violento. All'arrivo dei carabinieri, ovviamente, sono scappati tutti.
Abbiamo ricevute le scuse del Responsabile Tecnico dell'Acqui Federico Rovera con cui abbiamo un buon rapporto. Siamo al corrente della complicata situazione sociale che non rende la società responsabile, anche se è un fatto che il cancello sia rimasto aperto. Pare si sia innescato una sorta di sfottò tra i giocatori, e solo quello sarebbe stato accettabile, ma le aggressioni e gli sputi ricevuti dalla tribuna al rientro negli spogliatoi a fine primo tempo non sono accettabili. Non voglio dare responsabilità alla società Acqui: serve trovare i responsabili e farli pagare».
Sul comunicato della Novese compaiono le scuse del Direttore Tecnico dell'Acqui Federico Rovera che aggiunge:
«Ho parlato con chi era presente e le versioni grosso modo combaciano. Mi sono subito scusato con la Responsabile Canepa e con l'allenatore Liberato, collaborando per capire bene chi era coinvolto: la violenza va condannata. Siamo anche a disposizione per parlare con la famiglia e il ragazzo che è stato colpito perché è scandaloso che un ragazzo vada a giocare una partita di calcio e torni a casa terrorizzato.
Probabilmente potevamo fare qualcosa di meglio, forse chiamare prima i carabinieri anche se è difficile aspettarsi che succedano episodi del genere che fanno andare di mezzo la società e le persone che si fanno in quattro per l'Acqui. Purtroppo ci troviamo coinvolti in una vicenda ingiustificabile a causa di persone non tesserate.
Sembra che ci siano stati degli insulti sui social tra ragazzi, scorie dalla partita d'andata che però in alcun modo devono potersi trasformare in scene violente. Servirebbe sanzionare con maggiore efficacia questi comportamenti, oltre ad imparare ad educare meglio i nostri ragazzi cercando di non giustificare avvisaglie di comportamenti che non vanno bene».