Under 17
20 Gennaio 2026
Under 17 Piemonte • Mateo Fernandez, centrocampista argentino classe 2009 del Lucento
Ci sono storie che parlano di calcio, e poi ci sono storie in cui il calcio diventa semplicemente una lingua universale, un rifugio, una ragione per andare avanti. Quella di Mateo Fernandez, oggi centrocampista del Lucento e protagonista assoluto della stagione, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Mateo nasce in Argentina, un Paese dove il pallone non è solo uno sport ma un elemento quotidiano della vita. A cinque anni comincia a giocare a calcio, prima nella scuola calcio e poi, come da tradizione argentina, nei parchi del quartiere, tra partite improvvisate e sogni di professionismo condivisi con gli amici.
«Quando non era a scuola, aveva sempre una palla tra i piedi», racconta il padre. «Il calcio non era un hobby, era parte della sua giornata, del suo modo di stare al mondo».

La foto di squadra del Lucento Under 17 in cui gioca Mateo prima del fischio d'inizio della partita con L'Alpignano, vinta poi 3-0
A sei anni arriva il primo vero passo strutturato: l’ingresso nei campionati giovanili di un club. Da quel momento il percorso di Mateo accelera. La passione si unisce al talento e il suo livello cresce rapidamente. Partecipa a tornei di livello A.F.A., distinguendosi per caratteristiche ben precise: forza fisica, dribbling efficace e una visione di gioco fuori dal comune per la sua età. Qualità che tutt'ora fanno parte del suo ampio bagaglio tecnico.
«Si vedeva che stava facendo un salto di qualità importante», prosegue il padre. «Ogni torneo era una conferma, ogni partita un passo avanti».
Poi, a 14 anni, la svolta improvvisa. Una decisione familiare importante cambia tutto: il trasferimento in Italia. Ma come spesso accade nelle storie più vere, il cambiamento arriva accompagnato da una prova durissima. Solo un mese prima della partenza, durante un’amichevole, Mateo subisce un intervento violento che gli provoca la frattura del femore.
«È stato un momento terribile», ricorda il padre. «La sua paura più grande non era il dolore, ma una sola domanda: “Potrò tornare a giocare a calcio?”».
L’arrivo in Italia è quindi tutt’altro che semplice: un nuovo Paese, una nuova lingua, lontano dagli amici e dagli affetti, e soprattutto una lunga riabilitazione da affrontare. Sei mesi dopo l’intervento chirurgico, con i perni ancora inseriti nella gamba, Mateo torna finalmente in campo a Piossasco, vicino alla nuova casa.
«All’inizio era difficile anche solo fidarsi del proprio corpo», racconta ancora il padre. «Ma giorno dopo giorno ha ritrovato sicurezza, fiducia, coraggio».

Mateo Fernandez e Giuseppe Loprete, i migliori in campo nella partita di Under 16 fra Olympic Cumiana e Piossasco nel campionato provinciale di Pinerolo
Per Mateo il calcio diventa molto più di un ritorno allo sport: è il mezzo attraverso cui superare lo sradicamento, la nostalgia, la paura. È la motivazione che lo spinge ad andare avanti, ad adattarsi, a ricostruirsi. Oggi, con la maglia del Lucento, possiamo dire che Mateo è tornato completamente in forma. È un centrocampista determinato, desideroso di dare il proprio contributo a una squadra che lo ha accolto con calore e fiducia cercando insieme di coronare un sogno chiamato titolo.
«Quest’anno lo vedo sereno, motivato», conclude il padre. «Ha sofferto tanto, ma non ha mai smesso di credere nel calcio. Per lui non è solo uno sport: è la sua vita».
E forse è proprio per questo che la storia di Mateo Fernandez non è solo una storia di calcio, ma il racconto di come la passione, quando è autentica, sappia diventare forza, identità e rinascita.