Under 17
29 Gennaio 2026
UNDER 17 BOSTO • Bruno Marantelli
La democrazia del pallone, giorno dopo giorno, continua il suo processo evolutivo. Oramai è cosa nota. E, nello specifico, lo fa adattandosi ai tempi che cambiano, ai metodi che si accavallano, alla condivisa volontà di erigere il nuovo a strumento che, soprattutto a livello giovanile, prende rapidamente piede. Talvolta anche lesivamente, ma senza mai riporre in spazi angusti chi - già da anni - è impegnato nella conquista del cambiamento. Tra i volti più spiccati di questa ristretta élite, in tal senso, è pressoché impossibile non citare un allenatore come Bruno Marantelli. Che, nel corso del suo viaggio calcistico, ne ha viste (e ne ha vinte) tante, eppure è ancora qui. Affamato, incontentabile e incisivo come i grandi leader: a supporto della tesi, i numeri della sua nuova creatura. Quel Bosto che, dell'intera sezione 2009 regionale, è la squadra con le medie gol migliori di tutti. Quel Bosto che, dell'intero apparato del giovane calcio, è davvero un valido riferimento.
E, a dirlo, è la stessa storia della società rossoblù. La cui traiettoria esistenziale radica ogni perché nella crescita, nella valorizzazione e nel lancio delle sue migliori speranze. Ne ha sgrezzati tanti, il club, di futuri pro, grazie soprattutto alla decennale sinergia con il Varese: esempi concreti Paolo Vanoli (non ha bisogno di presentazioni), Bruno Limido (ex centrocampista della Juventus) e un interista alla Angelo Orlando. Sono solo alcuni, ma rendono perfettamente un'idea che - anche adesso - funziona e produce certezze. Il Bosto, nel frattempo, ha forgiato anche la sua prima squadra (militante in seconda categoria). Eppure non si discosta di un centimetro dal credo base: l'obiettivo è costruire talenti. Per tenerli entro le proprie mura o per affidarli ad altri mentori. Poco cambia.
Una conferma, importante, su quanto si lavori bene in questo scampolo di varesotto la fornisce proprio Marantelli, condottiero dell'Under 17 dall'estate scorsa ma calatosi rapidamente nello spirito e nell'identità del club. Parole da conservare: «Siamo una società tranquilla. Non ci sono pressioni, fino a dieci anni fa eravamo puro settore giovanile e oggi c'è anche la prima squadra, che è comunque formata da ragazzi quasi tutti provenienti da sotto. Non è un caso che sia la squadra che ne ha mandati di più tra i professionisti». Ciò, ovviamente, affila e facilita le sinergie tra le varie annate della filiera, annata 2009 compresa. Che, in questi mesi di percorso sotto l'egida del tecnico, ha cambiato pelle. Letteralmente, come racconta lo stesso ex Morazzone: «Ho trovato un ottimo gruppo, unito sin dai pulcini, e tecnicamente valido. Prima, però, faceva molto più possesso palla. Adesso verticalizza tanto e in fase di non possesso tende ad essere molto aggressivo».
Una sterzata ideologica supportata da allenamenti mirati all'acquisizione della piena consapevolezza fisica, così promossa sul campo: «Facciamo quattro allenamenti. Uno di attivazione, rapidità e tattica, normalmente il venerdì. In altri due invece dedichiamo 20 minuti alla tecnica e il restante alla parte atletica con annesse partite a tema. Mercoledì facciamo forza insieme al preparatore del Varese». A proposito di sinergie, piccola parentesi. E i risultati sono tangibili, nonché tanto soddisfacenti quanto ancora migliorabili.

Primo dato, rilevante, in sovraimpressione: il numero di gol realizzati. Giunti al ventesimo tornante del campionato, il Bosto di Marantelli conta ben 83 reti messe in cascina. Figlie, ovviamente, di un calcio diretto, offensivo e avvolgente, che non domina solo le stats del Girone A ma persino quelle degli altri raggruppamenti Under 17. Nessuno fa come i rossoblù: il Pavia leader del Girone B è fermo a 76, l'Academy Casatese Merate in Brianza ne ha fatti 55, i bergamaschi dell'Azzano contano 65 firme. Il Cellatica, capolista del D, insegue con 80 e, dalla sua (così come tutte le altre), può contare su due partite di discrepanza. Il SanGiuliano nel Girone E, invece, resta a quota 73 marcature. Insomma: dell'intera filiera regionale 2009, i varesotti sono padroni del ritmo pur senza risiedere in vetta (cosa da Ardor Lazzate) e dettano una linea guida per tutte. Parola d'ordine: attaccare. Senza alcun timore reverenziale.
Il tecnico - che alle spalle ha cinque campionati Juniores (tra Besnate, Valceresio e Solbiate) - ribadisce il succitato concetto nei termini che seguono: «Sono una persona che pretende molto dai ragazzi. Chiedo di fare sempre la partita, di non aspettare gli avversari e, aspetto più importante, di non mollare mai. Noi allenatori a livello giovanile dobbiamo formare, anche se non è facile come al tempo perché di questi tempi non c'è solo il calcio». Certo: vige ancora un alto grado di difficoltà. Ma, ad oggi, il Bosto formato Regionale (appena promosso dai provinciali) c'è e risponde presente. Agli input e alla concorrenza. Lo testimonia anche l'apporto dei singoli interpreti, tre di questi già arrivati in doppia cifra: l'estroso Andrea Gualandi (19 centri, uno ogni 74 minuti, capocannoniere del torneo) e il duo da 13 reti a testa composto da Massimiliano Aceti e Matteo Galimberti. Giocatori di fiato e spessore tecnico che sposano armoniosamente l'abito del 4-3-3 comprato in estate e sfoggiato nei mesi seguenti, complice una predisposizione estetica atta ad azzerare il gap di struttura fisica con le duellanti. Ecco un altro tratto distintivo del gruppo: davanti la palla passa a fantasia, rapidità e movimenti più che alla prorompenza, alla massa e alla stazza. Un impasto elaborato in cui, inoltre, spicca Giacomo Meroni: sinuoso, piccolino, talvolta acciaccato ma di puro talento calcistico. Ha già siglato 7 gol in 13 presenze.
Gli obiettivi, per i motivi qui elencati, non possono che essere ambiziosi. In linea con i crismi di Marantelli, che vuole sempre vincere e non lo si scopre certo ora. La realtà attuale, ovviamente, lo porta a fare un passo indietro («il Lazzate fa corsa a sé, vogliamo consolidare i playoff»), ma il domani è da azzannare con gli interessi. E con i gol, sia chiaro.