Under 15
29 Gennaio 2026
UNDER 15 FORZA E COSTANZA • Luca Capoferri
La passione per il calcio, a volte, non nasce con il primo pallone calciato. A volte cresce piano, si coltiva con il tempo, tra difficoltà, cambiamenti e persone giuste incontrate lungo il percorso, che iniziano a conoscerti e capire cosa è meglio per te. È una fiamma silenziosa che all’inizio sembra piccola, ma che giorno dopo giorno trova il modo di accendersi sempre di più. È proprio questa la storia di Luca Capoferri, classe 2011, giovane difensore del Forza e Costanza: il suo è un percorso che parla di crescita, di maturità e di un amore per il calcio che ha imparato a nascere e diventare forte.
Il suo primo approccio con il calcio risale all’ultimo anno di scuola materna, un’esperienza per lui non particolarmente esaltante: in quel momento non si sente pronto, non vive lo sport come qualcosa di suo e spesso va al campo senza entusiasmo. È un inizio complicato, come succede a tanti altri bambini, quando si cerca di capire chi si è e cosa si vuole diventare. L’anno successivo però, arriva una prima svolta: decide di cambiare squadra e si iscrive al Real Bolgare, spinto anche dal desiderio di giocare insieme al cugino. Qui rimane per quattro anni, quattro stagioni fondamentali durante le quali dentro di lui qualcosa comincia a cambiare lentamente. L’ambiente, i compagni e il clima dello spogliatoio sono gli ingredienti che contribuiscono a far nascere quella scintilla che prima mancava. Il calcio smette di essere un obbligo e diventa, piano piano, una scelta.
Durante il periodo del lockdown, quando campionati e allenamenti si fermano per tutti, Luca continua a coltivare il suo amore per questo sport. Nel giardino di casa gioca con il papà con cui ha un legame speciale, fatto di consigli, insegnamenti e momenti condivisi, che si rivelerà fondamentale per la sua crescita. Terminata l’emergenza Covid, il giovane difensore prende una decisione significativa: iscriversi nella squadra del suo paese. Qui resterà fino all’anno scorso, vivendo stagioni fatte di alti e bassi, di momenti positivi e di altri più complicati. Esperienze che, però, lo aiutano a maturare e a capire che la strada del miglioramento passa anche attraverso le difficoltà.
La svolta più recente arriva con il trasferimento al Forza e Costanza, dove si trova per la prima volta a confrontarsi con ritmi più alti, allenamenti più intensi e richieste più esigenti. «Quando ho fatto l’allenamento di prova ero abbastanza scoraggiato, non ero abituato a quei ritmi. Mi sentivo di partire due passi indietro rispetto agli altri», racconta Luca. Sensazioni normali, che avrebbero potuto frenarlo, ma che invece diventano una spinta. Giorno dopo giorno, grazie al sostegno dei compagni e al lavoro degli allenatori, comincia a sentirsi parte del gruppo. Trova un ambiente capace di farlo crescere non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale. Impara a stringere i denti, a non mollare, a credere di più in sé stesso.
In campo oggi gioca nel ruolo di braccetto sia destro che sinistro, dimostrando grande duttilità, e sta vivendo una stagione importante anche dal punto di vista realizzativo: 5 gol già segnati, l’ultimo arrivato domenica scorsa con la Real Calepina, a conferma di quanto sappia rendersi pericoloso anche in zona offensiva. Se negli anni precedenti il suo ruolo era l’attacco, ora ha scoperto nella difesa la posizione in cui si sente più a suo agio, senza però perdere il desiderio di segnare. «Quest’anno ho acquisito nuove nozioni calcistiche, più fiducia nelle mie capacità e ancora più voglia di giocare». Alla domanda «qual è il tuo obiettivo personale della stagione», non risponde pensando a sé stesso ma parlando della squadra e della vittoria del campionato: «Sarebbe un sogno vincerlo, anche perché nella mia precedente esperienza sono sempre arrivato ultimo». Un sogno che nasce dalla consapevolezza di far parte di un gruppo solido e ambizioso, al primo posto in classifica, e dalla voglia di riscatto da parte del suo passato.
Dietro ogni allenamento, ogni partita e ogni sacrificio c’è anche una famiglia sempre presente: mamma, papà, sorella e nonni non hanno mai smesso di sostenerlo. A loro, e a tutte le persone che hanno creduto in lui anche nei momenti difficili, dedica ogni partita, ogni corsa, ogni contrasto e ogni esultanza. Il suo idolo è proprio il papà, che in passato ha raggiunto traguardi importanti come l’esperienza alla Pro Palazzolo e un provino con l’Atalanta nelle giovanili. Non a caso, tifa Atalanta, pur vivendo in una famiglia interamente milanista.
Oggi Luca può dirsi soddisfatto dei risultati ottenuti, ma con una certezza ben chiara: il bello deve ancora venire. Continuare a lavorare, migliorarsi e guardare sempre avanti, perché la sua storia insegna che non conta come inizi, ma quanto sei disposto a credere in ciò che ami.