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04 Febbraio 2026
VERBANIA CALCIO • Due impianti cittadini su tre non verranno più utilizzati dalla società: l'attività sportiva in città ora diventa un vero disagio
Una situazione che ferisce tutti. Una città capoluogo di provincia che rischia fortemente di avere tutta l'attività sportiva dilettantistica compromessa per colpa di un dialogo con l'amministrazione comunale che manca e che sta portando a danni seri per ragazzi, dirigenti e famiglie. Il caso Verbania Calcio è esploso: parliamo del club dilettantistico che opera nell'omonima città nel nord Piemonte, capoluogo del VCO e che rischia di subire una brusca frenata a tutta l'attività, dalla prima squadra (che gioca con buoni risultati in Eccellenza, il massimo livello dilettantistico regionale) fino a tutto il Settore Giovanile Agonistico e la Scuola Calcio. Il tutto nasce dalla chiusura di due impianti cittadini su tre, quelli prettamente dedicati agli allenamenti e all'attività delle Under, che hanno già creato un disagio enorme a tutta l'attività, tutto per colpa della manutenzione dell'impianto e della situazione delle caldaie.
Il caso è scoppiato nella mattinata di lunedì 2 febbraio: alle 10.38, il Verbania Calcio pubblica un Comunicato Ufficiale sui social network, annunciando la chiusura momentanea degli impianti di Renco e Possaccio. Si tratta di due dei tre impianti cittadini gestiti dal Verbania Calcio, a cui si aggiunge lo Stadio Pedroli, sede delle gare interne della prima squadra e, in casi sporadici, di qualche incontro del Settore Giovanile. Il motivo di una tale decisione ha origine da, citando il Verbania Calcio, «Alcune divergenze con l'Amministrazione Comunale relative alla gestione delle caldaie e alla manutenzione degli impianti siti nelle dette strutture». Tradotto in parole povere, c'è stato un problema gestionale importante tra chi è proprietario della struttura (il Comune di Verbania) e chi lo gestisce, il Verbania Calcio.
Come funziona la gestione di un impianto sportivo? Nel momento in cui viene dato "in gestione" da parte del proprietario, la cura dell'impianto stesso va chiaramente in carico a chi la gestisce. Il Verbania Calcio, però, si è prodigato nel tenere a norma tutti e tre gli impianti, lamentando con il Comune alcuni problemi nelle strutture di Renco e Possaccio, ovvero la mancanza della documentazione adatta per procedere con i lavori di manutenzione.
Un passaggio del Verbania Calcio spiega in modo logico la situazione: «Se è vero che gli interventi di verifica sono di pertinenza del Gestore delle strutture (il Verbania Calcio, ndr), è altrettanto vero che la possibilità di effettuarli è subordinata al fatto che gli impianti siano dotati della documentazione conforme alle normative di riferimento». Nello specifico, la cura e la sostituzione di elementi legati all'impianto come le caldaie, rientrano nella manutenzione straordinaria di una struttura che, a meno che il contratto tra società e Comune dica il contrario, è a carico del proprietario dell'impianto, in questo caso del Comune di Verbania.
«Gli impianti di Renco e Possaccio sono al momento fuori norma e privi della documentazione per procedere alle verifiche e agli eventuali lavori - spiega ancora il Verbania Calcio - La società è inoltre creditore nei confronti del Comune di una cifra consistente, costituita dalle bollette anticipate per le utenze dei tre impianti. La proprietà ha provato a mantenere aperte a spese proprie le strutture e di instaurare un dialogo costruttivo con l'Amministrazione Comunale, ma la situazione economica è insostenibile e la società non si sente di assumersi responsabilità non di propria pertinenza che potrebbero minare la sicurezza degli atleti».
Un passaggio va chiarito subito: il Verbania non chiude, ma proseguirà la propria attività per intero (e con non poca fatica) allo Stadio Pedroli, visto che dal 2 febbraio gli impianti di Renco e Possaccio saranno inutilizzabili. Un danno che rischia di essere pesante: immaginate organizzare gli allenamenti settimanali di prima squadra, 4 formazioni giovanili (dall'Under 19 all'Under 14, ad eccezione dell'Under 17) e della Scuola Calcio in un unico impianto, tecnicamente adibito alla sola disputa delle gare interne della prima squadra. Chiaramente una situazione complicatissima, ma che dopo due giorni, a mercoledì 4 febbraio, non vede nessuna schiarita all'orizzonte. «Staremo tutti al Pedroli, anche le giovanili - conferma il Direttore Generale Marco Magni - Chiaramente avendo tante squadre è un disagio enorme e nessuno avrà gli allenamenti giusti per forza di cose. Sono amareggiato come mai prima d'ora, dopo 25 anni di attività con i ragazzi mi ritrovo in questa situazione dove a rimetterci sono ovviamente i nostri tesserati. Questo weekend (7-8 febbraio, ndr) riusciremo a stringere i denti con una gara al sabato e una la domenica al Pedroli, ma già il prossimo weekend con 3 partite interne sarà complicatissimo».
E il Comune di Verbania? Il giorno dopo il comunicato del Verbania Calcio, il 3 febbraio c'è stata una conferenza stampa tenuta dal Comune, dove l'ente ha risposto alla situazione, con le dichiarazioni di Massimo Manzini, Assessore al Patrimonio del Comune di Verbania: «Il Verbania Calcio non ha provveduto a una serie di adempimenti. L'elemento nodale della vicenda è il Possaccio: l'impianto ha 4 caldaie, gli uffici hanno chiesto di non usare una delle 4 caldaie, mentre le altre tre sono regolarmente a norma e utilizzabili. La società conosce a pieno la situazione dell'impianto e non la scopre solo oggi. Inoltre il Verbania Calcio si era impegnato, nell'offerta di gara presentata nell'estate 2024, di effettuare un investimento per rifare l'impianto di riscaldamento del Possaccio al pari di 36 mila euro. Il Verbania l'ha presentato come intervento prioritario, ma di questo intervento non abbiamo traccia. Il Verbania calcio aveva presentato un piano di investimento pari a 30 mila euro l'anno e ogni anno la società deve indicare al Comune quali interventi fare. Se per la società è importante il Settore Giovanile, bastava dire di anticipare l'intervento sul Possaccio al primo anno al posto di completare i lavori sulla sala stampa del Pedroli. La società non può strumentalizzare la situazione e se ritiene fondamentale il settore giovanile può o spostarsi in toto al Pedroli oppure usare comunque il Possaccio, visto che tre caldaie sono a norma».
Il 4 febbraio è invece arrivata una diffida da parte dell'Amministrazione Comunale, che evidenzia come «Gli impianti di Possaccio e Renco siano in realtà utilizzabili, mentre eventuali problematiche segnalate dalla Società non precludono l'attività giovanile». Chiaro, due dichiarazioni sicuramente logiche sul piano del Comune, ma che omettono in primis l'impianto di Renco e che, in secundis, non tiene conto di eventuali multe che il Verbania Calcio può riscontrare se parte dell'impianto non è a norma.
«Il Comune è aperto al dialogo? Pure noi», ha concluso Marco Magni, ma la situazione onestamente non pare di facile e rapida risoluzione. Intorno al caso si è scatenato un turbinio di risposte tra Comunicati dell'opposizione politica, lettere, diffide e tante altre parole che comunque non fanno pensare a una soluzione concreta. Nel mentre, allo Stadio Pedroli, il Verbania terrà alle 14 una conferenza stampa straordinaria per spiegare meglio una situazione che pare complicatissima.