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Trofeo Italo Galbiati

Vanno sotto, la ribaltano e la chiudono con maestria! I campioni d'Italia approdano ai quarti

Il Sarnico va in vantaggio e lotta ma Famà e Mastromarino deliziano Cimiano e passano il turno

Famà e Mastromarino del Lecco

TROFEO ITALO GALBIATI • Simone Famà e Riccardo Mastromarino del Lecco

Dal 1815 in pochi si sarebbero aspettati di veder continuare la «Battaglia di Waterloo», tra acqua. Scherzi a parte, di Napoleone non si ha traccia e il mese non è minimamente paragonabile a quello di giugno. Ma nella fase 2 degli ottavi di finale, in campo ad aprire il mercoledì del Trofeo Italo Galbiati, Lecco e Uesse Sarnico hanno dato uno spettacolo doppiamente inatteso per atmosfera generale. Volpato dopo neanche un minuto porta in vantaggio i suoi e a rispondere e l'altra figura di riferimento della squadra avversaria: Simone Mastromarino, con una punizione rasente sotto la barriera alla Pirlo. L'inserimento di Gjoka e la prodezza di Famà mettono la gara «quasi» in cassaforte per Vicinanza Toscano, ma il Sarnico sa come sfruttare i momenti della gara e prevalere con l'intensità, alla qualità del palleggio lecchese. Pagani la riapre di forza ma Valente in ripartenza fa il 4-2, quando tutto sembra pronto al triplice fischio, i bergamaschi sanno come creare grattacapi ai Manzoniani con il rigore di Polini ad accorciare le distanze per il finale 4-3. Ad affrontare i ragazzi della Martesana della Giana Erminio e strappare il pass per i quarti, sarà proprio il Lecco.

MICHELI MIRA MA IL LECCO ASSALE CON MASTROMARINO E GJOKA

Solito 4-3-3 offensivo all'insegna della fantasia di Famà per la capolista del rispettivo girone di Vicinanza Toscano a fronteggiare il 3-5-2 di Magri con la novità Coku titolare dal primo minuto sul versante sinistro. Sul sintetico di via Don Calabria la palla non circola come le due squadre vorrebbero, ma come vorrebbe Lorenzo Volpato sì. Perché non fa in tempo a passare nemmeno un minuto di gioco e il bomber di Sarnico con un destro teso dalla distanza gonfia la rete superando Casiraghi, in avvio. I bergamaschi partono con un'intensità maggiore, ma dopo i primi 10 minuti, la squadra campione d'Italia in carica apporta al gioco, le fondamenta che hanno reso questo Lecco grande. Prendendo totalmente il pallino del gioco dalla sua, sfruttando principalmente la zona di destra con Casagrande, a sfoltire un possesso deciso e maturo. Una fluidità negli scambi che vede i lecchesi sovrastare le linee del Sarnico, i quali si procurano una punizione dal limite dell'area, in una mattonella insidiosissima. Dal punto di battuta ci va la freddezza di Mastromarino, il quale sfoggia tutta la sua eleganza con una rasoiata perentoria a bucare da sotto la barriera messa da Baccanelli, diretta in rete per il pari meritato al 27'. Passano pochi giri d'orologio e l'affluenza dei blucelesti è ridondante. Famà vede l'imbucata e con il conta giri imbecca l'inserimento di Gjoka, non che sua specialità. Il numero 4 si inserisce tra Belometti e Milini, concludendo la cavalcata mettendo la sfera alle spalle dell'estremo difensore del Sarnico. (29'). Le due squadre vanno negli spogliatoi con i Manzoniani avanti 2-1 in rimonta, capaci di alzare i giri del motore dopo la parabola inaspettata di Micheli.

FAMÀ SUA MAESTÀ

Lo spartito nella ripresa non cambia e i ragazzi di Toscano subito dopo 6' calano il tris grazie alla stoccata da biliardo del fantasista di via Don Pozzi, Simone Famà. Il diez carica un destro piazzato che aveva in canna da parecchi minuti, e con l'aiuto del palo gonfia la terza rete di giornata per il Lecco. I Magri's boys provano a rispondere prima con la botta di Micheli anestetizzata dall'ottimo intervento in tuffo con la mano di richiamo, di Talotta subentrato a Casiraghi e poi con la zampata di Volpato in contro tempo sull'uscita dell'estremo difensore, ma colto in fuorigioco per la seconda rete annullata agli orobici. Il forcing ottiene i suoi frutti e tra uno «splash» e l'altro all'interno della battaglia in area di rigore del Lecco, Pagani riesce di grinta a siglare il gol del 3-2 che accorcia le distanze al 13'. Sulle palle aere si sa, i biancazzurri hanno centimetri che possono fare la differenza. Dalla sinistra su sviluppo di corner, Milini pennella un traversone impeccabile, come altrettanto è la scelta di tempo di Ramera all'interno dell'area di rigore. Ma quando impatta il pallone davanti a Talotta, la sfera termina di non molto sopra la traversa. Occasione incredibile per il possibile 3-3. La gara con il passare dei minuti, si fa inevitabilmente maschia e in ripartenza con una prateria dinanzi a sè, viene imbeccato il fulmine Valente, e tutto solo davanti a Baccanelli con due controlli a seguire, l'ex Accademia Inter mette la parola fine alla gara e al passaggio ai quarti di finale per il Lecco, che affronterà i ragazzi di Gorgonzola. Un Sarnico che esce dal Galbiati a testa alta, avendo tenuto testa per buona parte di gara ai blucelesti, segnando anche il 4-3 nel finale tentando di rimettere la sfida in bilico d'inerzia, con un Polini glaciale senza pressione dagli 11 metri.

IL TABELLINO

Lecco-Uesse Sarnico 4-3
RETI (0-1, 3-1, 3-2, 4-2, 4-3):
1' Volpato (S), 27' Mastromarino (L), 29' Gjoka (L), 6' st Famà (L), 13' st Pagani (S), 31' Valente (L), 35' st Polini (S).
LECCO (4-3-3): 
Casiraghi, Monti, Brusadelli, Gjoka, Sperandio, Del Duca, Casagrande, Ghezzi, Zanfardino, Famà, Mastromarino. A disp. Talotta, Fouja, Riascos, Leoni, Fellini, Valente, Shullani. All. Vicinanza Toscano.
UESSE SARNICO (3-5-2): 
Baccanelli, Piantoni, Milini, Cadei, Belometti, Polini, Coku, Micheli, Volpato, Pagani, Locati. A disp. Bellini, Pedretti, Boldi, Campana, Belli, Brambilla. All. Magri.
ARBITRO:
Colavecchio di Milano

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