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Under 17

Missione compiuta! Vincono lo scontro al vertice e si prendono momentaneamente la vetta

Leonardi apre, Pellecchia chiude e il Seregno sogna: battuta la Nuova Sondrio

Marco Leonardi, Mattia Bini e Federico Pellecchia

UNDER 17 SEREGNO • Marco Leonardi, Mattia Bini e Federico Pellecchia

Vennero. Videro. E si misero presto all’opera. Armati di scalpello, pazienza e tantissimo cuore, per imparare a dirsi grandi. Consci dei rischi, delle attese, della classifica che invoglia a sognare più forte. Ma mai sazi, e sempre complici, come le migliori squadre insegnano. Forti dell'azzurro che, cucito sul petto, diventa pezzo d’anima, indicando la strada. Direzione? Vittoria. Eccola, la parolina magica: quella che il Seregno, oggi, ha fatto propria con gli interessi. Nella maniera più netta possibile, nel momento più importante del suo cammino: contro La Nuova Sondrio, in uno scontro di puro vertice, senza mai patire la paura di cadere. Al contrario, il desiderio di volare ha presto fornito un bellissimo paio d’ali, sulle quali i ragazzi di Russo hanno costruito 90 minuti di pura adrenalina, di inscalfibile equilibrio, di indiscusso cinismo. Apre Leonardi, chiude Pellecchia , e i tre punti messi a referto vanno a porre un mattoncino di notevole consistenza nel percorso. I padroni di casa agguantano così la virtuale vetta della classifica, la quota 41, un rigenerante pugnetto di certezze e, soprattutto, un sorriso condiviso che fa davvero bene all'anima.

SEREGNO INSTANCABILE, MA SONDRIO REGGE

È giunta l'ora della verità. Il tornante numero 20 della corsa al trono coincide con un primo, vero, grande scontro al potere. In attesa che la Casatese Merate capolista faccia la sua mossa (domenica ad Arcellasco tutti connessi), Seregno e Nuova Sondrio scendono in pista per imparare a superarsi. Non solo nei numeri di una classifica cortissima, quindi meritevole di particolare attenzione, ma soprattutto nella sfera emotiva: dare tutto e anche di più, andare oltre paure e ostacoli, prendersi i tre punti e la momentanea vetta del Girone C. Dove le due squadre, quest'oggi a duello, coabitano la seconda piazza con 38 punti, distanti un paio di lunghezze proprio dai succitati rossoblù. Ciò non può che generare spettacolo ancor prima che lo spettacolo abbia effettivamente inizio. Anche se il primo tempo, fin dal punto zero, diviene pronto manifesto di un equilibrio apparentemente inscalfibile (apparentemente, sia chiaro).

Perché i padroni di casa sfoggiano concordi una solidità ineffabile, che disinnesca la proposta ospite, riduce al minimo i rischi e facilita il logico contrattacco offensivo. Feroce, rapido e ben ricamato in ogni dettaglio, per affondare le linee e consolidarvi la propria presenza, con fisico e cuore. Ma non per colpire, a conti fatti, la porta di Rivolta: Corona spara alto, Songia sportella eppure non sfonda, Pellecchia inventa senza concludere. Tentativi ripetuti, ripetuti fendenti aerei...niente da fare. I valtellinesi onorano lo spirito della lotta. E, pur senza costruire bellezza (anzi, a tratti appaiono in affanno nelle retrovie e nella gestione del palleggio), stringono i reparti e ben assorbono l'agonismo del confronto. La qualità e la proficuità delle sortite resta però contenuta, limitata a sporadiche (e insolute) distese verticali che non arrecano pensieri alla compatta retroguardia azzurra, lesta nel controllare comodamente ogni qual tipo di fiondata avversaria.

I 45 minuti del Seregnello terminano dunque sul punteggio di 0-0, che non sradica e al contempo non rinforza le certezze delle duellanti. Ma accentua ulteriormente la voglia di calcio e aumenta di netto l'attesa della prima mossa. Che arriverà, eccome se arriverà...

DUE COLPI PER LA GLORIA: SEREGNO, SEI IN CIMA!

«Chi lo fa per primo, vola via». Questa, una delle frasi che più fuoriesce dai megafoni di Via Platone. Tanto per confermare la rude intensità di un match fermo, seppur ben interpretato da entrambe le squadre (ciascuna con la sua idea, chi di offesa e chi di attesa). Ed è una facile constatazione, quella succitata, che nel suo piccolo - infatti - smuoverà i fili dell'incontro. Il vento inizierà a pendere verso un'unica direzione. Eppure, non lo dà a vedere. Perché gli iniziali scampoli di seconda frazione vedono la Nuova Sondrio uscire dai blocchi, creando subito un'occasione d'oro. Il tracciante di Vinci è preciso, la zampata di Basile è parabolica, ma Ricchiuti ha ben altre intenzioni e sventa la minaccia con un bel colpo di reni. Fondamentale, previo rapido calcolo, dato che sarà l'unica chance nitida (dopo il grande salvataggio di Bini su un Vinci isolato contro lo stesso Ricchiuti) della metà valtellinese. La truppa di Della Mina, oggi armatosi di 3-5-2 per contenere e affondare sugli out, non riesce a trovare continuità di prestazione nell'arco della sfida. I guizzi restano pochi, la presenza anche, l'orgoglio si opacizza dinanzi a un Seregno che, quando c'è da sventolare concorde consapevolezza e tenacia, lo fa (e bene anche) con grande identità e con vivido vigore. Da primo della classe, insomma.

La conseguenza è dietro l'angolo. Rintanata lì, inizialmente in uno spazio angusto, fattosi viavai ampio e lucente. Prima, però, tempo di fiondarsi nei pressi di Rivolta. Che è bravo a smanacciare i continui pericoli piazzati confezionati dalla truppa di Russo: due interventi su due corner di Pellecchia, al solito calciati piacevolmente. Poi ci prova anche Leonardi, che apparecchia la tavola per quello che verrà: incorna il cross di De Moliner, gira con efficacia, non trova fortuna complice un altro intervento dell'uno ospite. Ma è proprio sugli sviluppi di questa azione che la sorte gira e fa il suo corso. Minuto 70. Altro giro, altra coltellata aerea del Seregno. Questa volta, vincente: cross di Polo, spizzata di Mbengue, testata di Leonardi. Sondrio inerme, e parte la festa degli azzurri: forse consci che «chi lo fa per primo, vola via». Tempo al tempo.

Gli ospiti ruotano le risorse, Della Mina predica coraggio. Entrano gli uomini della premiata ditta: Alemanni, Crapella, Ghelfi e Manzi. Ma persiste una lampante mancanza di energia, di mordente, di brio offensivo. Tutto ciò che il Seregno bada invece a sventare, senza alcun fronzolo e senza alcun cedimento. Ordinato, preciso, grintoso. Quindi, in diritto di sognare un altro colpo. Beh, eccolo servito, esattamente undici minuti dopo la prima portata. Rivolta sventa un Leonardi pimpante, l'istancabile Polo guadagna punizione su fallo del subentrato Crapella. Il pallone al diez: Federico Pellecchia. Che non tira la sua miglior cartuccia, vero, eppure...fa centro. Tra un flipper di gambe e l'altro, la sfera termina la corsa nel sacco. 2-0 e decibel altissimi, come a dire: «è fatta, è nostra». Non finiranno qui, però, le emozioni della partita. I padroni di casa, a 180 secondi dal triplice fischio, guadagnano anche un rigore. La Nuova Sondrio pasticcia, Rivolta atterra (ancora) Leonardi. Andrà anche sul dischetto, l'8 di casa, che si farà però neutralizzare. Niente di debilitante: finisce così. Seregno, puoi finalmente gridare la tua verità: sei una grande squadra. 

IL TABELLINO

SEREGNO-NUOVA SONDRIO 2-0
RETI: 24' st Leonardi (S), 36' st Pellecchia (S).
SEREGNO (4-1-4-1): Ricchiuti 6.5, De Moliner 7, Rauli 7, Polo 7.5, Faini 7, Bini 7.5, Corona 7 (15' st Mugoni 7), Leonardi 7.5, Songia 7 (6' st Mbengue 7), Pellecchia 7.5, Scilingo (21' st Chiari 7). A disp. Bisignano, Biffi, Viganò. All. Russo - Bonacci 7.5. Dir. Gobbetto.
NUOVA SONDRIO (3-5-2): Rivolta 6, Bellinzona Galli 6.5 (34' st Crapella sv), Mazzolini 6.5 (41' st Bormolini sv), Robustellidellacun 6 (25' st Manzi 6), Mingardi 7, Cometti 6.5, Brocchi 6.5 (41' st Bettinelli sv), Morelli 6.5, Vinci 6.5, Luzzi 6.5, Basile 6 (25' st Alemanni). A disp. Farovini, Ghelfi, Fougi. All. Della Mina 6. Dir. Moretti.
ARBITRO: Viganò di Lecco 6.
AMMONITI: Pellecchia (S), Rivolta (N).

LE PAGELLE

Seregno

Ricchiuti 6.5 Prettamente inoperoso, si esalta a inizio ripresa sulla zampata di Basile. Partita ordinata.
De Moliner 7 Sulla destra è un motorino di invidiabile cilindrata. Fa su e giù, ma non ne risente mai. Sul pezzo.
Rauli 7 Instancabile, energico, alza la voce e non teme. L'out sinistro è suo e di nessun altro.
Polo 7.5 Oramai una certezza inossidabile. È ovunque, determinato su ogni pallone, lo stesso che gestisce con ordine raro. Chi lo ferma?
Faini 7 A uomo o un passo sotto Bini, fa valere tutta la presenza e senza alcun fronzolo. Solido.
Bini 7.5 Perfetto. Non esiste altro aggettivo: le ha prese tutte lui. Di testa e di piede. Onnipresente. E decisivo con quella bellissima scivolata su Vinci.
Corona 7 Mette alle strette Bellinzona con strappi e tagli continui. Gli manca un po' più di intraprendenza quando sfonda l'ultimo terzo.
15' st Mugoni 7 Ingresso arrembante. Va deciso sul pallone, affonda la sinistra e si fa sempre vedere.
Leonardi 7.5 Sempre dinamico e presente in ambedue le metà campo. Gamba, spirito e incisività sulla rotta aerea: stappa lui l'incontro.
Songia 7 Sempre volenteroso, sempre attivo. Ci mette il fisico, la testa e i polmoni. Anche senza incidere si fa apprezzare.
6' st Mbengue 7 Anche lui, come i subentrati, lascia sul campo ogni parte del suo background calcistico. Falcate, sportellate, continua spinta.
Pellecchia 7.5 Esteta del gioco. Bello da vedere, sempre insidioso e, a conti fatti, sempre decisivo. Suo il raddoppio, a suggellare un'altra partita di classe.
Scilingo 7 Bene nel cucire, anche se ogni tanto perde tempi di gioco. Si dà un gran da fare.
21' st Chiari 7 Solita pera di energia e fermezza apportata a un gruppo di per sé rodato in ogni dove. Buon ingresso.

All. Russo 7.5 La partita che meglio definisce il valore e i valori del suo Seregno. E la momentanea vetta della classifica non è nient'altro che una conferma, netta, sulla forza dei ragazzi azzurri. Reattivi, ordinati, cattivi quanto basta per indirizzare lo scontro dalla propria parte. Poi, incontrovertibilmente cinici.

Nuova Sondrio

Rivolta 6 Bene in due occasioni, anche se non dà piena sicurezza al reparto. Sulla punizione potrebbe metterci più enfasi. Causa un rigore che poi para, riscattandosi.
Bellinzona 6.5 Inizialmente molto timoroso, come tutti i compagni, cresce in sicurezza alla distanza pur mantenendo un po' di frettolosità nelle scelte.
34' st Crapella sv
Mazzoleni 6.5 Cerca aria sulla sinistra, ma non provoca disguidi. Dietro va un po' in affanno complice un Pellecchia sempre brioso.
41' st Bormolini sv
Robustelli 6 Non spicca lì in mezzo. Vuoi per la stazza contenuta, vuoi per il tocco che non graffia.
25' st Manzi 6 Stesso discorso, disparità di mole a parte. Entra ma non dà impulso né spinta.
Mingardi 7 Il più ordinato della retroguardia ospite. Ogni tanto pericoloso anche davanti, sui corner. Insomma, ci mette sempre la testa.
Cometti 6.5 Anche lui va in affanno, ma complessivamente regge soprattutto nel primo tempo.
Brocchi 6.5 Un po' poco reattivo, specialmente in avvio, quando ha faticato nel contenere gli strappi di Corona. Non emerge e non dà la sensazione di poter crescere nella spinta offensiva. Dietro alterna buone mosse ad altre più avventate.
41' st Bettinelli sv
Morelli 6.5 In mezzo è il più propositivo, perché tutto sommato è presente e ci mette gamba. Rimane però in superficie.
21' st Ghelfi 6 Dopo il gran gol contro il Rovagnate avrebbe una mezz'oretta buona per far emergere altra qualità. Non gli riesce complice un Seregno troppo solido.
Vinci 6.5 Inizialmente dialoga bene con Luzzi e smista un po' di palloni. È costretto a una partita di sacrificio più che di guizzo. Dunque non emerge nei pressi dello specchio.
Luzzi 6.5 Ha qualità, ha tocco, ha gesto tecnico. E si vede in un paio di frangenti. Non riesce però a guadagnare incisività: fisicamente perde qualcosa e ne risente, nei tempi di gioco soprattutto.
Basile 6 Ci mette tanto impegno e altrettanta corsa. Prova anche una rovesciata molto bella, ma non concretizzata. Insoluto e ben contenuto.
25' st Alemanni 6 Uno dei giocatori di maggior qualità della squadra termina da spettatore non pagante. Fatica a imporsi pur mettendoci grande grinta.

All. Della Mina 6 Non è un periodo roseo a livello di risultati, vero. Quest'oggi, però, il Sondrio può dire di aver imparato qualcosa. Per affrontare i Regionali serve quello che il Seregno ha già assorbito e quest'oggi riproposto fiero. Chissà che il match di oggi non possa quindi essere l'inizio, effettivo, del percorso valtellinese. Fin'ora performante, oggi sottoposto a nuova lavorazione, ma da domani, chissà...

ARBITRO

Viganò di Lecco 6 Non ha in pugno la partita e si lascia spesso sopraffare dalle voci esterne. Poco deciso, compie spesso scelte avventate.

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