Under 16 Élite
07 Febbraio 2026
UNDER 16 ÉLITE ACCADEMIA INTER • Altavilla, Mazzaferro, Abitabile
Al Cimiano oggi non è mancato il gol e non è mancata neanche attitudine. È mancata concretezza in una prestazione autorevole dei singoli, ma poco prolifica nei metri finali. C'è quindi l'altra campana. Quella di un'Accademia Inter forte, convinta di non essere materiale da lotta salvezza e vogliosa di dimostrarlo sul campo. Perché numeri alla mano, i biancorossi si presentano come undicesimi a 23 punti, i nerazzurri come sesti a quota 26. Un pugno di mosche. Entrando nel vivo: un Altavilla così non lo fermi. Ti adegui alle leggi della fisica che decide di ridisegnare lui stesso. In mezzo non manca la polemica per l'episodio che segna sensibilmente la partita: un calcio di rigore per un contatto pressoché nullo. Episodio arbitrale a parte, al Biscione va dato il merito di non essersi fatto prendere dalla frenesia che sembrava voler invadere il campo nella seconda metà della ripresa e di aver saputo gestire il vantaggio. Ora per i ragazzi di Roversi c'è un'altra prova, il Sedriano, mentre per la formazione di Caminada arriva il Sant'Angelo.
Il Cimiano comincia con un 4-3-3. L'Accademia Inter risponde con un 3-5-2. Gigliotti prenda la mira e costringe Basilico al primo intervento della sua partita dopo 180 secondi dal fischio d'inizio. Caminada e Roversi sono due radioline. Il primo chiede «personalità» in fase di costruzione, il secondo si sofferma spesso sulle «marcature in mezzo». Una rimessa laterale a favore dei biancorossi - non interpretata correttamente dai suoi - scalda cap Tinelli, che tuona: «Dai sveglia!». Un primo quarto d'ora che sembra poter trascorrere così, in maniera molto tattica, viene sbloccato da una magia del cap nerazzurro. Corner a favore, Altavilla sul punto di battuta. Il cap calcia forte e a rientrare col destro e si concede un golazo olimpico di splendida fattura. 1-0 per l'Accademia Inter (13').

Poco più tardi Mazzaferro spaventa su punizione (la palla sibila affianco al palo) e Branchi ci va vicino con un rasoterra ad incrociare dal limite (21'). Gigliotti sembra essere l'uomo da cui il Cimiano deve ripartire, perché da solo è capace di attirare su se stesso la pressione di tre uomini. Confalonieri si ferma. Forse un problema muscolare. Il Cimiano è quindi costretto a spendere il primo cambio, con Devicienti che prende il posto del compagno (34'). Nell'arco di quattro minuti succede la qualunque. Meite inventa per Zubcu, che però non trova il tempo giusto. Casellato punta in area Tinelli e sembra cercare il contatto, cadendo quindi a terra. Per l'arbitro non ci sono dubbi: calcio di rigore. Mazzaferro incrocia col destro, Maggio la tocca anche, ma non basta. 2-0 per l'Accademia Inter (38').
Zubcu e Decuzzi partono a posizioni invertite rispetto alla prima frazione. Il primo si sposta al centro e il secondo va largo a sinistra. Altavilla regala una magia con il tacco che libera Casellato, non preciso al momento del tiro, ma il gesto tecnico del cap nerazzurro rimane (5'). Su di una rimessa incompresa da entrambe le parti, nasce l'azione che rischia di congelare il match dopo neanche dieci minuti dall'inizio della ripresa. Tinelli duella di testa, Arrigoni la rilancia in avanti e De Palma fa il lavoro sporco per un Altavilla che di prepotenza entra in area e fredda Maggio con un tocco morbido e preciso. 3-0 per l'Accademia Inter (9').

Il calcio è anche questo. Situazioni e imprevedibili e contraddizioni continue. Su di una punizione da dietro la linea di metà campo, totalmente innocua, arriva la rete che rimette in pista il Cimiano. Gigliotti la picchia in mezzo. Almeno tre giocatori biancorossi provano ad arrivarci. Non la tocca nessuno e alla fine la palla si spegne in porta. 3-1 e clima che torna a scaldarsi (12'). Come può passare il Cimiano? Con i movimenti dei suoi centravanti fra le linee, perché Devicienti e Gigliotti riescono a vederli spesso. L'Accademia Inter non deve farsi prendere dalla frenesia che sembra voler invadere minuto dopo minuto il campo. Il doppio vantaggio pretende - lato nerazzurro - che il pallone vada sgonfiato. Fella impegna Maggio con un bel destro al volo e da quel corner arriva il sigillo finale. Abitabile mette in mezzo, il portiere biancorosso non controlla e Cicetti la tocca quando la palla sembra aver già superato la linea di porta. 4-1 per l'Accademia Inter (29').
Di forza. Zubcu si prende la rete di forza. Strappa, si presente in area e con un pallonetto mostra i denti. È un 4-2 che arriva tardi, ma dimostra come il Cimiano non abbia avuto problemi col gol, ma abbia messo in pratica troppe poche volte questa sostanza là davanti (38'). Il riflesso di una concretezza che è mancata durante buona parte della gara, ma che i biancorossi hannoquando s'impuntano. Il triplice fischio parla di un 4-2 dove i nerazzurri brillano. I biancorossi, invece, convincono dal punto di vista dell'atteggiamento. Uscire dal momento no, è fattibile.
CIMIANO-ACCADEMIA INTER 2-4
RETI (0-3, 1-3, 1-4, 2-4): 13' Altavilla (A), 38' rig. Mazzaferro (A), 9' st Altavilla (A), 12' st Gigliotti (C), 29' st Abitabile (A), 38' st Zubcu (C).
CIMIANO (4-3-3): Maggio 6, Meite 7.5 (37' st Roma sv), Zambelli 6.5, Confalonieri 6 (34' Devicienti 6.5), Pina 6 (21' st Chiaratti 6), Tinelli 7, Decuzzi 6 (37' st Provolo sv), De Gaspari 6 (14' st Di Grazia 6), Zubcu 7.5, Gigliotti 7.5, Scalise 6.5. A disp. Kazazi, Cifliku, Gjoni, Tarenzio. All. Roversi - Tavani 6.5. Dir. Bonade.
ACCADEMIA INTER (3-5-2): Basilico 6.5, Cicetti 7 (35' st Fissore sv), Abitabile 7.5, Acquaviva 7, Arrigoni 6.5 (30' st Campion sv), Chiecca 7, Casellato 7 (30' st Grechi sv), Altavilla 8, De Palma 6.5 (16' st Fella 6.5), Mazzaferro 7.5 (13' st Lino 6), Branchi 6.5 (16' st Ramponi 6). A disp. Gentile, Garbin, Ferrario. All. Caminada 7. Dir. Montonati.
ARBITRO: Venneri di Milano 5.5.
AMMONITI: Pina (C), Fella (A).
CIMIANO
Maggio 6 Subisce quattro gol e qualcuno con delle responsabilità. Sul rigore, però, la sfiora, segno che legge bene la scelta. In generale trasmette calma, soprattutto nei momenti in cui la partita rischia di scappare via definitivamente. L'olimpico subito e la mancata presa nel 3-1 incidono
Meite 7.5 Partita di personalità enorme. Entra subito dentro ogni azione, scivolate senza paura, uscite palla al piede e letture sempre corrette: dopo tutti quei minuti riesce a non sbagliare una scelta. Il Cimiano riparte spesso da lui. (37' st Roma sv)
Zambelli 6.5 Equilibrato, concreto. Davanti si propone quando può, dietro non pretende aiuti e si arrangia con ordine. Prestazione pulita.
Confalonieri 6 Alterna buone giocate a qualche incertezza nei contrasti. Bellissima però la progressione al 32’, saltando due volte Mazzaferro: segnale di qualità e coraggio. Deve solo credere di più nella sua aggressività. L'infortunio così presto è una tegola pesante.
34' Devicienti 6.5 Ingresso positivo: anticipo importante e atteggiamento propositivo. Porta energia, freschezza e qualche idea potenzialmente buona.
Pina 6 Tiene botta nell’uno contro uno e non si tira indietro. Gara di contenimento senza fronzoli.
21' st Chiaratti 6 Ingresso pulito: giocate semplici, posizione sempre corretta e nessun rischio inutile. Dà equilibrio nel momento più caotico della gara.
Tinelli 7 Capitano vero: anticipo secco al 9’ e continui richiami alla squadra. Guida emotiva oltre che tecnica, non teme il confronto fisico e verbale con nessuno, senza mai cadere nell'eccesso. Personalità da vendere.
Decuzzi 6 Si vede poco negli ultimi metri. L’impegno non manca, ma fatica a incidere nella zona decisiva. (37' st Provolo sv)
De Gaspari 6 Primo tempo sottotono, resta più scolastico che incisivo. Prova a dare ordine per cercare di trovare continuità.
14' st Di Grazia 6 Prova a restare vicino all’azione e a dare appoggio tra le linee.
Zubcu 7.5 Cuore puro. Lavora spalle alla porta, scende a prendersi palloni complicati e poi risale il campo di forza. Il gol finale con pallonetto è il premio alla perseveranza.
Gigliotti 7.5 Il più estroso: tiro a giro dopo tre minuti, calamita per tre avversari alla volta e punizione velenosa che riapre la partita. Ogni volta che tocca palla succede qualcosa.
Scalise 6.5 Buon controllo e buone idee. Non sempre trova lo spazio giusto, ma tecnicamente c’è e si vede.
All. Roversi 6.5 La squadra non si disunisce mai nonostante il passivo pesante. L’atteggiamento resta sempre propositivo e la reazione nella ripresa dimostra identità: manca concretezza, non idee. E quando una squadra continua a giocare così sotto di tre gol, vuol dire che il lavoro settimanale è quello giusto.
ACCADEMIA INTER
Basilico 6.5 Si sporca poco i guanti ma quando serve c’è: uscita alta sicura e intervento immediato dopo tre minuti su Gigliotti per dare serenità alla difesa. Poi controlla la partita con personalità, segno che davanti a lui il reparto lavora bene.
Cicetti 7 Tanto lavoro oscuro sulla fascia, tanta corsa e spirito di sacrificio. La ruleta al 26’ st dopo la fuga tra due avversari è il manifesto della sua partita: tecnica al servizio della squadra. Nel finale è nel posto giusto nel momento giusto sul gol che chiude la gara. (35' st Fissore sv).
Abitabile 7.5 Solido, attento e sempre lucido. Contiene Scalise quando parte a tutta velocità e si prende anche il gol del poker, premiando una prestazione di grande lettura difensiva. Leader tecnico del reparto.
Acquaviva 7 Difensore vero: fisico, esperienza e mestiere. Usa il corpo con intelligenza per non far girare gli attaccanti del Cimiano e vince tanti duelli sporchi, quelli che fanno la differenza in partite combattute.
Arrigoni 6.5 Non appariscente ma fondamentale. Muove la squadra con gesti e posizionamenti, sempre al posto giusto per dare equilibrio alla manovra. Leader silenzioso. (30' st Campion sv)
Chiecca 7 Chiusura decisiva al 28’ su Scalise lanciato verso il fondo: intervento che vale quasi come un gol. Sempre concentrato e ordinato.
Casellato 7 Battaglia continua con Meite: non la vince sempre, ma non molla mai. Tiene viva la fascia con carattere e presenza costante nel duello. (30' st Grechi sv)
Altavilla 8 Capitano, uomo copertina, dominatore tecnico. Gol olimpico per aprire la partita, poi il raddoppio personale con freddezza e altre giocate di qualità pura (tacco compreso). Quando accelera, cambia l’inerzia del match.
De Palma 6.5 Fa il lavoro sporco davanti, prende falli, fa salire la squadra e inventa un tacco illuminante nella ripresa. Prezioso anche senza segnare.
16' st Fella 6.5 Ingresso vivace: controllo elegante e destro al volo che chiama il portiere alla risposta.
Mazzaferro 7.5 Rigore trasformato con freddezza e punizione pericolosa nel primo tempo. Sempre una minaccia sui calci piazzati: concretezza.
13' st Lino 6 Si fa trovare pronto nelle seconde palle, gestione pulita dei possessi.
Branchi 6.5 Si muove bene e prova la conclusione rasoterra che tiene viva la pressione offensiva. Lavora per la squadra.
16' st Ramponi 6 Porta energia nei contrasti, approccio deciso appena dentro.
All. Caminada 7 La sua squadra sa cosa fare in ogni momento della gara. Dopo il vantaggio non si scompone, dopo il 3-1 non si fa prendere dalla frenesia e continua a chiedere gestione e distanze corte. L’Accademia Inter colpisce nei momenti chiave e poi addormenta la partita quando serve: non è casualità, è preparazione. La lettura dei cambi è funzionale a mantenere equilibrio e a non concedere campo al ritorno del Cimiano. Pragmatico, lucido e soprattutto consapevole della forza dei suoi: vittoria pesante costruita con testa prima ancora che con i piedi.
ARBITRO
Venneri di Milano 5.5 Per lunghi tratti la direzione è anche ordinata: corre vicino all’azione, dialoga, tiene la gara su binari accettabili e non lascia degenerare i contatti. Poi però arriva l’episodio che pesa come un macigno: il rigore assegnato per un contatto minimo cambia inerzia e percezione del match. Non rovina completamente la prestazione, ma la segna inevitabilmente. Senza quell’episodio sarebbe stata una direzione più che positiva; così resta la sensazione di una partita gestita bene, tranne nel momento più importante. Un punto da cui ripartire.
Roversi si esprime così nel post: «L'episodio ha inciso. È un rigore che non esiste. Il primo tempo finisce sul 2-0 con noi che prendiamo un gol su corner e uno su un rigore che non c'è. La partita l'abbiamo fatta noi e chiaramente un po' di dispiacere c'è, no? C'è dispiacere anche perché alla fine il 4-2 è un risultato veramente falso. Quante volte ho icalciato loro in porta? Noi prendiamo anche due traverse, però in questo momento è così. A noi gira poco e facciamo fatica e c'è poco da dire. Diciamo che anche questo momento non è proprio fortunato - in riferimento all'infortunio di Confalonieri - perché si è fatto male in un ruolo dove ne abbiamo già persi altri due. È un momento così, dobbiamo portare un po' di pazienza e ritrovare un po' di lucidità davanti alla porta, perché il problema è lì. Perché ci siamo arrivati anche oggi e ci è mancata quella lucidità dell'ultimo passaggio per andare a calciare. Abbiamo magari calciato in maniera sporca, questo è un peccato, è proprio un peccato. Tutto sommato sono anche soddisfatto della prestazione, c'è poco da dire lì, la prestazione c'è stata, è un peccato. C'è stata sfortuna sui due gol, se su quattro tre li prendi come li hai presi poi diventa difficile, una vera e propria montagna da scalare».
Caminada si esprime così nel post: «Ai ragazzi ho detto che uscire da un periodo buio è una cosa importante, soprattutto perché l'hanno fatto con l'atteggiamento giusto, la testa giusta e in un periodo in cui non c'è girato niente, ma non è colpa di nessuno, veramente. Non andremo ai play-off perché purtroppo il destino quest'anno ha voluto che ci si spaccassero giocatori veramente forti e che avessimo la rosa corta, però sono contento per loro perché comunque han sempre lavorato forte, ma veramente, credimi, te lo giuro, sono la cosa più cara che ho e sono contento anche un po' per me, te lo dico chiaramente. Io le difficoltà le mando giù, te lo dico chiaro, ma mi è già capitato l'anno scorso e ne sono uscito alla grande e quest'anno ne esco ancora di più alla grande, ne sono ancora convinto perché devo spingere per il futuro di questi ragazzi, per farli crescere e anche per il mio futuro. Noi, lavoriamo molto sulla concentrazione, lavoriamo tanto nel tenere la palla e tutto. Loro ci venivano a prendere forte uomo a uomo e perdere Mazzaferro ha creato qualche difficoltà. Avevamo Cicetti che giovedì è stato male dopo l'allenamento e non era al cento per cento. Casellato c'ha una contrattura, ma stringe i denti. Questa è la situazione, quindi sono stati veramente tutti bravi, ma veramente tutti bravi. Voglio dire anche una cosa. Grazie anche alla società. A Tridico, in modo particolare e al mio amico Beppe Bergomi, che mi stanno sempre vicino, perché questa è la verità. Loro sono due persone per me speciali ed è giusto, questo glielo dedico a loro e ai ragazzi. Il rigore? Non c'era».