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UNDER 17

Carabinieri sul posto, lite negli spogliatoi e allenatore in ospedale: il terzo tempo del match giovanile

Clima teso dopo il fischio finale, nato da diverbi sugli spalti e continuato fra calciatori e staff tecnico

Lite sugli spalti e negli spogliatoi dopo il fischio finale: volano accuse e arrivano i Carabinieri

Under 17 Piemonte • Solamente i carabinieri ristabiliscono la quiete tra le due fazioni: Acqui e Baveno Stresa

Il post-partita di Acqui–Baveno Stresa, sfida del Campionato Regionale Under 17, ha avuto un terzo tempo travagliato: l'allenatore dell'AcquiSalvatore De Rosa, è finito in ospedale. Un clima teso già durante il match ha portato ad accesi diverbi sulle tribune, seguiti dall'arrivo dei Carabinieri che hanno inizialmente placato gli animi e tutto sembrava rientrato. Ma non è finita qui. Secondo la ricostruzione dei protagonisti, l'ingresso nello spogliatoio ospite da parte di De Rosa si è concluso con uno scontro con alcuni giocatori del Baveno Stresa. Due voci, due versioni che si sfiorano senza mai incontrarsi davvero, lasciando sullo sfondo una verità ancora da chiarire.

LA VERSIONE DELL'ACQUI: «IMPOSSIBILE DA ACCETTARE»

A rompere il racconto è la voce di Salvatore De Rosa, allenatore dell’Acqui, che parla di aver ricevuto una botta sul viso. Un gesto nato, a suo dire, senza secondi fini: «Io sono entrato nello spogliatoio ospite per congratularmi, salutare e augurare un buon proseguo di campionato. Gli animi erano tranquilli, poi la situazione è degenerata e ho ricevuto una manata».

Un colpo che, secondo la sua versione, ha avuto conseguenze serie: «Sono finito in ospedale. Attualmente mi ritrovo con il volto gonfio, con il collare e in attesa di effettuare esami strumentali. Un ragazzo del Baveno Stresa si è permesso di chiedermi cosa ci facessi nel loro spogliatoio e da lì è partito tutto, senza motivo. Sono stato aggredito. Non è accettabile una situazione del genere. In una carriera di molti anni sui campi, non mi è mai successo di arrivare a tanto».

Un episodio che, secondo De Rosa, non si è fermato nemmeno dopo l’intervento delle forze dell’ordine e di tutte le persone lì presenti: «C’è stato anche l’intervento dei carabinieri per sedare gli animi, ma il ragazzo in quel momento continuava a far valere la sua».

E ora la vicenda è destinata a proseguire fuori dal campo: «Potrei fare benissimo nome e cognome, ma andrò a fare denuncia, la società si muoverà. Queste cose non possono essere accettate».

IL BAVENO STRESA LA PRENDE ALLA LARGA: «LA PALLA GIRA»

Dall’altra parte, la ricostruzione del Baveno Stresa si muove su binari diversi. Il tecnico Lorenzo Gioria non entra nei dettagli dell’episodio, ma allarga lo sguardo al clima che avrebbe accompagnato l’intera partita: «Non posso dire cosa è successo perché in quel momento non ero presente. Mi è stato raccontato che l'allenatore dell'Acqui è entrato negli spogliatoi per fare i complimenti ma a quanto pare l'intenzione era quella di sbeffeggiare. Probabilmente non gli era ancora andata giù la rimonta subita nel finale. Ricordo che quando erano loro in vantaggio hanno martellato stressando parecchio i miei ragazzi dal lato emotivo».

Una gara fisica, nervosa, segnata da pause e proteste: «Per testimoniare quanto detto precedentemente, è la prima volta che vedo un portiere con i crampi dopo dieci minuti del secondo tempo, non facevano altro che perdere tempo e prendere in giro».

Un contesto che, secondo Gioria, rende quantomeno insolito quanto accaduto dopo il fischio finale: «È strano che un allenatore entri nello spogliatoio avversario al termine di una gara, per lo più non accompagnato da un nostro membro dello staff». Poi l’ammissione di un contatto, ma con una lettura opposta rispetto a quella di De Rosa: «Mi è stato detto che l'allenatore dell'Acqui ha ricevuto una manata, peccato che lui per primo abbia iniziato alzando le mani su un nostro ragazzo. Il nostro tesserato ha ricevuto una manata e ha reagito».

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