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Under 16 Élite

Così giovane ed è già una bandiera: ne fa quattro alla big con addosso la maglia di una vita

Vittorio Zucchi sfodera un poker alla Leon! Il capitano cresciuto a pane e Crema stupisce tutti

Vittorio Zucchi del Crema

CREMA UNDER 16 ÈLITE • Vittorio Zucchi l'uomo dei miracoli della formazione di Cavallini

«Ne infilo quattro in un'ora e mezza, Lewandowski». Così intonava il rapper milanese Ernia in uno dei suoi celebri capolavori già nel lontano 2013, il primo: «Lewandowski» della saga. Ma per lui un'ora e mezza è anche troppo, perché a Vittorio Zucchi ne è bastata una tonda: 60 minuti di numero. Eh sì, è tutto vero: un risultato folle quello scaturito nella sfida tra Crema e Leon in via Bottesini. Cinque a zero per i bianconeri, rinati dall'arrivo/ritorno di Mauro Cavallini sulla panchina dei classe 2010, i quali dal «change» hanno collezionato dieci punti di vitale importanza per cercare di sgusciare via dalla lotta salvezza. Una superiorità estrema quella mostrata nella gara contro i vimercatesi, secondi in classifica fino al fischio finale, culminata con una vittoria storica e una giornata altrettanto memorabile per Vittorio, il quale non è nuovo a timbrare per quattro volte il suo sigillo sul tabellino. Ecco perché il paragone più appropriato alla sua prestazione è quello di Lewa, ricordato come un eroe nella notte del 24 aprile 2013, in quel 4-1 del suo Borussia Dortmund ai danni del Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Sono state cinque, le altre volte in cui il polacco è riuscito a calare poker roboanti del genere e il bomber del Crema, per due volte in tre stagioni, ha deciso di imitarlo alla grande. Il ragazzo nato e cresciuto a Crema, con la maglia dei nerobianchi fin dall'età di 4 anni, è una vera bandiera del settore giovanile cremasco e ora sembra essere arrivato il suo momento, all'insegna della titanica impresa del weekend.

LE RINASCITE E IL PUNTO DI PARTENZA

Il fil rouge che parte dai primi calci all'exploit dell'ultimo weekend inizia dalla passione sfrenata per il calcio trasmessa dal papà, come nei romanzi calcistici più comuni. Vittorio ha sempre giocato nel Crema fin dai primi calci e la sua avventura nella squadra della sua città è stata caratterizzata da alti e bassi, situazioni di soddisfazione indescrivibile e attimi in cui è facile mollare la spugna. Nel maggio del 2024, al primo anno di agonistica, il Crema retrocede ai playout in Under 14 provinciale e il gruppo di Zucchi sente dentro un grande dispiacere, soprattutto nella prima stagione di calcio a 11, in cui i classe 2010 si sono affacciati per la prima volta in un campionato in cui pressioni e risultato sono all'ordine del weekend. Ma soprattutto per lui, la retrocessione ha comportato anche il passaggio alla categoria provinciale, per il fratello Ettore, adesso punto fermo e di riferimento dei classe 2011 in Élite di Franzini, anche per lui una vita nel Crema.

Poi però, come ammette anche Vittorio: «Dopo la tempesta arriva sempre il sole». Un sole diverso per lui, con i raggi capaci di illuminare l'obiettivo di riscattarsi, lui come tutto il gruppo, per la non del tutto meritata retrocessione dell'anno precedente. La luce illumina un girone di ritorno spettacolare, in cui i ragazzi di via Bottesini riescono a raggiungere 33 punti in 15 partite, ottenendo così il sesto posto e una stagione sopra le aspettative in Élite. Lui, sia in Under 14 che in Under 15 Élite, nel bene e nel male, ha sempre chiuso le stagioni a quota 13 gol; quest'anno i sigilli sono 8, di cui quattro arrivati nell'esibizione contro la Leon. Il suo obiettivo è quello di volare sempre più in alto e superare questa soglia: «Sono a più della metà e ho fiducia in me stesso, so che posso farcela».

NON È LA PRIMA VOLTA

Dall'inizio della stagione Vittorio vuole alzare le aspettative su sé stesso, cercando di migliorare giorno dopo giorno dando sempre il massimo per il Crema. Un momento delicato per la squadra è senza dubbio paragonabile a quello di inizio anno, in cui i nerobianchi non sono riusciti, nel corso del girone d'andata, ad esprimere le loro effettive qualità a livello tecnico e anche dal punto di vista morale. Nel 2026 invece, dopo un periodo di morale basso, Vittorio torna a giocare come ha iniziato e come ha sempre sognato di essere in campo: spensierato e tranquillo, tornando ad amare il calcio alla follia. Sabato ha provato l'emozione che aveva già provato due anni fa, perché sì, come Lewa non è la prima volta che il bomber cremasco è riuscito ad infilarne quattro in un'ora. Il cuore e la mente vanno subito a Palazzolo sull'Oglio, due anni fa, quando il Crema perdeva 3-0 alla fine del primo tempo.

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Rientrati in campo nella ripresa, nell'arco di 25 minuti gli ospiti completano miracolosamente la rimonta sul 4-3, con quattro gol di Vittorio Zucchi. Si, quella partita finì 4-4, ma Vittorio provò emozioni che raramente avrebbe immaginato di rivivere. Insomma, contro la Leon non è stata una rimonta, ma dopo il 4-0 subito all'andata, il dente avvelenato era d'obbligo e l'emozione indescrivibile è stata provata per la seconda volta. «Non mi prendo i meriti per i 4 gol, anzi penso che finalmente sia arrivato il momento della rinascita di questa squadra e sono contentissimo di questo», afferma Zucchi. «Ovviamente fare 4 gol è un emozione unica, e vedere la squadra correre da me dopo ogni gol mi fa capire cosa vuol dire la parola gruppo».

TRE DA BOMBER MA L'ULTIMO È DA CINETECA

I quattro gol di Vittorio sono tutti da vero bomber opportunista: il primo nasce sulla ripartenza condotta da Piovesan, il quale riesce ad imbucarlo nell'uno contro uno con Canzi, battuto nell’angolino destro. Il secondo parte sempre dai piedi del numero 7, che pennella un traversone in area a mezza altezza per l'arpionata del 9. Il terzo nasce dal recupero arcigno di Lazzari in area di rigore: l'esterno calcia in porta ma Canzi respinge. L'intervento dell'estremo difensore ospite non basta e, da vero catalizzatore, Vittorio in tap-in cala il tris personale. Nulla però in confronto al poker: Oita recupera palla a metà campo, vede e serve Onoh in controbalzo, che a sua volta calibra un traversone col contagiri per Zucchi, il quale con un pallonetto imparabile, quasi contro ogni legge della fisica, riesce a mettere la ciliegina d'oro sulla torta d'argento.

In futuro, Vittorio si augura di riuscire a sfondare nel mondo del calcio, cercando con i suoi meriti di rendere orgogliosa tutta la sua famiglia, in particolare suo nonno. «Mi auguro di riuscire a farcela con il calcio e di riuscire ad andare a giocare nei migliori campionati europei. Il mio obiettivo è rendere orgogliosa tutta la mia famiglia, soprattutto mio nonno, che ormai non c’è più da due anni». Da bambino cresce con il mito di Cristiano Ronaldo, ma negli anni ha cambiato idolo, spostandosi dalla parte di Messi. Nel calcio di oggi, però, il suo punto di riferimento è francese e gioca nel Real Madrid: «Se devo scegliere un calciatore del calcio moderno scelgo Mbappé, penso che oggi sia il più forte di tutti».

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