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Succede di tutto: 6 gol, parapiglia in tribuna e in campo, gara sospesa e poi ripresa

Tra Ardor Bollate e SC United è spettacolo, ma anche prolungato caos con sospensione della gara

Arbitro

UNDER 17 • ARDOR BOLLATE-SC UNITED

Domenica, ore 11:00, Bollate. La 20esima giornata del girone B di Under 17 vede fronteggiarsi due squadre che condividono obiettivi diversi, ma per cui ogni partita è fondamentale: da un lato i padroni di casa, fanalino di coda del girone, alla disperata ricerca di punti che possano risollevare morale e posizione in classifica, dall'altro lato l'SC United, alla seconda in panchina di Stefani, alla ricerca di continuità e solidità con il nuovo tecnico che possano portare la squadra sempre più lontano dalla zona playout. Il match si conclude per 4-2 in favore degli ospiti, capaci di portarsi sul 3-0 e riallungare sul 4-1 dopo il gol a un quarto d'ora dall'inizio della ripresa del Bollate che poi troverà con un rigore a gara quasi finita anche il 4-2. Ma, proprio dopo l'1-4 del Bollate, la gara viene sospesa dall'arbitro a seguito di una situazione extra campo.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

A ricostruire i fatti è inizialmente Armando De Martino, tecnico dell'Ardor Bollate: «È successo di tutto oggi. La partita nel primo tempo è stata tranquilla, poi nella ripresa c'è stato un fallo un po' bruttino, ma di gioco, di un loro giocatore su uno dei nostri, e tra i genitori sulla tribuna c'è stato un battibecco sul fallo ma niente di che. Un giocatore loro, figlio probabilmente di una signora coinvolta nel battibecco sulla tribuna, è impazzito, ha iniziato a gridare verso la tribuna "ca**o fai quella è mia mamma", con l'atteggiamento da prepotente. Il loro mister l'ho ringraziato perché l'ha subito tolto quando ha visto questa roba qua. Questo qua mentre usciva ha continuato a inveire contro la tribuna e cosi è uscito, è uscito anche dagli spogliatoi ed è andato in tribuna e lì sono partiti parapiglia con questo ragazzo che è andato dai genitori.
Io ho chiamato l'arbitro per dirgli di fermare la partita, poi mentre eravamo in campo che parlavamo con l'arbitro loro mi dicevano: "la partita va giocata cazzo dici", è anche arrivato un loro giocatore a dirmi: "è inutile che fai il fenomeno la partita va giocata" al che gli ho detto di avere un po' di educazione e lui mi venuto a muso duro. Io lì ho perso un po' il lume, me lo sono visto arrivare in faccia per mettermi le mani addosso e sono impazzito, forse mi meritavo il rosso anch'io, anche se non l'ho sfiorato perché in cinque mi hanno tenuto. Al 20esimo della ripresa, così, la partita è stata sospesa con tre fischi. Andiamo nello spogliatoio, andiamo poi dall'arbitro e io dico che per me la partita non andava giocata più, ma l'arbitro ha chiamato la direzione che gli ha detto di farla continuare, ma per me non c'erano i presupposti, era lui che si doveva assumere la responsabilità della decisione.

Io post partita all'arbitro gli ho detto: "adesso scrivi tutto, anche se scrivi su di me". Devo ripetere poi che il mister dell'SC United è stato bravissimo, sono stati educatissimi nei miei confronti, il mister poteva benissimo non tirarlo fuori il giocatore coinvolto, chapeau per lui, io mi sono scusato con lui. Quello che ci tengo a sottolineare è che la direzione di gara non è stata altezza, seppur mi spiace perché comunque l'arbitro era un ragazzo che insomma trovarsi in una situazione del genere non è bello, però tu lì la devi sospendere definitivamente la gara, non che dopo perché chiami in direzione ti dicono di continuarla loro che non sono lì e non hanno gli occhi per vedere la situazione. Sei tu che devi prenderti la responsabilità e dire che la partita la fai finire»

Sul punto è intervenuto anche Omar Stefani, tecnico dell'SC United: «Quello che ho visto è che un mio giocatore è stato disturbato da un episodio che è successo in tribuna, nel senso che un genitore ha battibeccato con sua mamma e lui ha sentito e ha iniziato ad alterarsi, poi l'arbitro l'ha ammonito, però era tutto abbastanza sotto controllo. Poi io immediatamente dopo un minuto l'ho tolto dal campo, c'erano i dirigenti fuori e io gli ho detto di andare nello spogliatoio per farlo calmare e da lì a due minuti è successo il parapiglia, perché c'erano i dirigenti appunto che stavano andando nello spogliatoio, quelli fuori che stavano andando verso lo spogliatoio e in un secondo invece poi lui è arrivato in tribuna e c'è stato un po' di parapiglia. Poi il ragazzo è stato preso e portato via. L'arbitro successivamente ha sospeso la partita e poi l'ha fatta giustamente, secondo me, riprendere anche perché fino a quel momento lì, ma anche dopo poi, la partita è stata molto corretta. L'arbitro è andato un po' nel panico e lo capisco, ha sospeso la partita, ha chiamato i superiori che gli han detto di riprenderla.
Poi c'è stata un po' di tensione in campo, ma nessuno si è messo le mani addosso e dopo, soprattutto, il collega dell'Ardor Bollate e il mio giocatore coinvolto si sono dati la mano davanti all'arbitro. Negli spogliatoi poi abbiamo parlato con i capitani, con il mister e ci siamo confrontati con l'arbitro. Sono sicuramente episodi spiacevoli, perché non devono capitare assolutamente, l'arbitro ha scritto il referto e adesso giustamente verranno presi i provvedimenti opportuni nei confronti del ragazzo».

COSA DICE IL REGOLAMENTO?

Nel Regolamento dei Campionati Regionali e del Settore Giovanile e Scolastico della Lombardia sono previste norme specifiche che affidano all’arbitro la responsabilità di garantire lo svolgimento regolare e sicuro di una partita, non solo per quanto riguarda il gioco in campo, ma anche rispetto a quanto accade all’esterno del rettangolo di gioco, comprese le tribune e le aree dedicate al pubblico. In particolare, i Comma 10.5, 10.7 e 10.8/10.10 del regolamento disciplinano le situazioni in cui fatti esterni possono rendere necessaria la sospensione o l’interruzione di una gara.

Secondo queste disposizioni, qualora durante una partita si verifichino episodi di disturbo (come cori offensivi, manifestazioni discriminatorio-offensive, scontri tra tifosi o altre forme di disordini) l’arbitro è tenuto a intervenire per tutelare l’incolumità di tutti i soggetti coinvolti nel match. Il Comma 10.5 attribuisce all’arbitro la facoltà di disporre l’interruzione temporanea dell’incontro qualora le condizioni di ordine pubblico non siano compatibili con il regolare svolgimento della gara. In questi casi il direttore di gara può richiedere l’intervento degli addetti all’impianto o delle forze dell’ordine per riportare la situazione sotto controllo.

Il Comma 10.7 dettaglia ulteriormente questa possibilità, stabilendo che l’arbitro deve, se possibile, informare il pubblico presente degli eventi che hanno causato l’interruzione e invitare alla cessazione dei comportamenti irregolari. Questo passaggio è pensato per dare una possibilità di rientro in condizioni normali prima che si arrivi a decisioni più drastiche. In pratica, l’arbitro gestisce una fase di sospensione temporanea in attesa che l’ordine venga ristabilito.

Se le condizioni di ordine pubblico non migliorano entro un tempo ragionevole — nei regolamenti si parla ad esempio di oltre 45 minuti in alcune situazioni l’arbitro può applicare quanto previsto dai Comma 10.8 e 10.10, dichiarando chiusa definitivamente la gara. In questo caso la partita viene sospesa in modo definitivo e l’arbitro deve riportare dettagliatamente gli eventi nel referto di gara, che sarà poi esaminato dagli Organi di Giustizia Sportiva per le conseguenti decisioni in merito a responsabilità, eventuali sanzioni e validità del risultato.

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