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Under 14

Non ci vedranno arrivare! I jolly della panchina e quella abitudine a spaccare le partite

Quarto capitolo dello Sprint Analyst che si concentra sul ruolo del subentrato

Achille D'Arena PAVIA UNDER 14

UNDER 14 PAVIA • Achille D'Arena

Nel calcio moderno la differenza tra vittoria e sconfitta non nasce più soltanto dai titolari. Sempre più spesso, il destino di una partita si decide negli ultimi minuti, quando la lavagnetta luminosa si accende a bordo campo e dalla panchina si alza chi, fino a un attimo prima, era spettatore.

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IL RUOLO DEL JOLLY DALLA PANCHINA

I subentrati non sono comparse: sono detonatori. La loro forza è mentale prima ancora che tecnica. Entrano a gara in corso, a ritmo già imposto, con l’obbligo di incidere subito. Non hanno il tempo di sbagliare approccio. Devono cambiare l’inerzia. Portano freschezza contro stanchezza, fame contro abitudine, imprevedibilità contro schemi ormai letti. Le grandi squadre si riconoscono anche dalla qualità della loro panchina. Un allenatore oggi non gestisce undici uomini, ma sedici, diciotto protagonisti. Le sette sostituzioni del Settore Giovanile hanno trasformato la partita in una sfida a scacchi, dove chi entra può spostare equilibri emotivi oltre che tattici. C’è una nobiltà silenziosa nel ruolo del subentrato: allenarsi come titolare, accettare l’attesa, farsi trovare pronto nell’unico momento che conta. È lì che si misura la profondità di una rosa e la maturità di un gruppo. Perché spesso, il gol che resta nella storia nasce proprio da chi ha saputo aspettare.

E i più subentrati dell'Under 14 ci danno dei dati molto interessanti su questo passaggio. Nei primi 84 giocatori per numero di entrate in campo dalla panchina (per rendere il dato più attendibile possibile), ben 34 hanno una media voto dal 6.5 in su - di cui addirittura due sopra il 7 (Lorandi, Voluntas FC e Nasti, Club Milano)- segno che nonostante magari i pochi minuti o il poco spazio, è indiscutibile il loro peso sull'economia delle partite, e di riflesso sul campionato tutto. Due esempi su tutti, Mattia Pagano e Giacomo Travaglini. Stagioni diverse per mille motivi ma accomunate dall'importanza nello spaccare le partite, anche dalla panchina. Mattia è subentrato 17 volte e - oltre al fatto stesso di aver siglato tre reti - tutti i gol sono arrivati proprio dalla panchina, con le partite in cui è riuscito a segnare finite con ben 7 punti per il Desenzano (2 vittorie e 1 pareggio). Situazione simile, ma con obiettivi diversi per Giacomo. 16 volte entrato a gara in corso e 4 gol messi a referto... ma con chi? Pavia, Rozzano, Accademia Inter e Orione. Risultati? Il suo gol con l'Orione permette di non perdere lo scontro diretto al suo Leone XIII (2-2) mentre con le altre reti dimostra di poter far male a tutti. Gol accomunati da cosa? Semplice, tutti arrivati dalla panchina.

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