Data 22 ottobre 2025. Li avevamo visti per la prima volta tra lo stupore e le aspettative innumerevoli, cercando di capire come avrebbero reagito al tragitto tra curve, colline e discese ripide. Li troviamo dopo mesi di insidie da trekking e di competizione da rally, più uomini, più gruppo e più esperti. Per la Rapp di Bellini a rispondere all'appello sono i classe 2009 del Renate, nel test amichevole che avvicina sempre di più la fermata: Torneo delle Regioni. Tanti volti ormai di casa e nuovi elementi provanti in azione nel pomeriggio in quel di Briosco, con le maglie verdi che non vedono andare oltre l'1-0 per i padroni di casa, in una gara equilibrata e con ritmi di gioco imparagonabili ad un'allenamento congiunto di preparazione. A decidere la sfida è il gioiellino dei brianzoli: Leonardo Verderio, con una giocata brillante d'autore su sviluppo di rimessa laterale. Partenza importante in entrambe le frazioni per i nerazzurri di Cristiano, al cospetto di una Rapp più solida nel primo tempo, nonostante l'ingenuità che ha portato alla rete decisiva. Un pezzo di strada è stato conseguito, prossima tappa? Monza.
L'ASSO DI VERDERIO
Si comincia sul sintetico di Briosco, con le Pantere in possesso a dirigere la gara sotto il punto di vista propositivo. I ragazzi di Bellini tornano in campo e lo fanno senza novità impreviste, con un 4-2-3-1 ben rodato, con Merletti trequartista al fianco di Belotti e Arnoldi da sinistra a destra. I nerazzurri guidati da Cristiano, invece, a contrapporre l'intensità iniziale della Rapp, si schierano con un 4-3-3 a trazione anteriore per sfruttare l'imprevedibilità dell'ex Varesina, Alessandro Tortora sulla sinistra. Da quel lato, al 12', arriva la giocata del bomber che rompe le righe e porta in vantaggio meritatamente le Pantere, alla prima occasione nitida della gara. Dalla sinistra è Tortora a battere la rimessa laterale in direzione Verderio, il quale, di fisico, si coordina a regola d'arte spalle alla porta e con un destro perentorio batte Vidimari. La Rapp, con il passare dei minuti, sale di livello, seminando pericoli alla porta di Barberio, tramite un dai e vai sulla trequarti di campo tra Arnoldi e Calabria, con l'esterno del Villa Valle a provare un mancino respinto dall'estremo difensore. In mediana si sente l'apporto fisico e tecnico di Calabria a dare densità al possesso, in una manovra offensiva diretta da Suarez, in veste di prima punta di supporto.

Se Vidimari è sempre sicuro sulle uscite e attento nel tempismo degli interventi, dall'altra parte c'è un Barberio anch'esso imprescindibile e ferrato, in occasione dell'uscita pulita e immacolata su Suarez nell'uno contro uno. La mediana di Bellini trova certezze e confidenza con lo scorrimento dei minuti, sulle note di un pragmatico e deciso Capelli, onnipresente e pluriefficiente in fase d'interdizione. Nell'ultimo quarto d'ora di prima frazione la Rapp sale in cattedra anche per personalità, dimenticando completamente quei primi minuti di confusione, con un movimento intelligentissimo di Suarez, bravo in girata a concludere di poco a lato dal primo palo. Sulla sinistra il Renate trova percussioni per andare con maggiore continuità rispetto all'avvio, in cui si è trovato a sfruttare le fiammate di Tortora, fascia sulla quale la Rapp cerca di andare in superiorità numerica, orchestrata da William Arnoldi, una delle note più positive del primo tempo.
RAPP ENERGICA MA NON BASTA
Si ritorna in campo nella ripresa dopo il tè caldo con Bellini alla ricerca di sfoggiare gli altri undici effettivi convocati. Cristiano inserisce le folate di Kyremateng, ma la Rapp riparte dall’esordio in maglia lombarda per Scarsi da laterale sinistro nella catena Yurkic – De Rosa (anche per lui prima apparizione), terminata da Temaj. Nella ripresa sono i padroni di casa del Renate ad approcciare con più cattiveria e ordine, alla ricerca del raddoppio. Remonti, metronomo del centrocampo, non sbaglia nemmeno una scelta in copertura, mentre la Rapp, dato l’imprinting offensivo del Renate, è obbligata a incidere sulle seconde palle. L’occasione più ghiotta della ripresa, però, è targata dalla squadra ospite: su sviluppo di calcio d’angolo dalla sinistra, la torre indirizzata per il movimento di Temaj, che non riesce a impattare a pochi passi dalla porta. Le Pantere, con tranquillità, anche abbassando le linee di palleggio, si affidano al maggiordomo di casa: Leonardo Verderio, il quale, servito tra le linee da Bernasconi, non trova il sangue freddo per battere Spolti tutto solo.
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È ancora il Renate a procurarsi la chance per il possibile raddoppio, sulle note di un Sidki caparbio nello stretto a creare superiorità e a servire al centro dell’area Jouni, il quale trova due volte la risposta di Spolti. Per la Rapp è Beretta a dare riferimenti offensivi, con l’imprevedibilità di Paraboni a girargli attorno. L’attaccante del Manara trova un varco per attaccare la difesa alta dei nerazzurri, ma l’uscita di Barberio su di lui non viene valutata irregolare dal direttore di gara. La palla del possibile pareggio è battezzata sempre dal bomber lecchese, che, servito a tu per tu dal capitano della Leon, conclude sull’esterno della rete. La furia agonistica di Beretta non dà tregua nello spazio e viene atterrato al limite dell’area per una questione di millimetri. Per il direttore di gara è punizione a pochi centimetri dall’area di rigore. Parte Remonti, dopo una prestazione da motorino, a seguito dei 90 minuti giocati in Coppa Lombardia la sera precedente. Termina quindi 1-0 per il Renate l’ennesimo test per i ragazzi di Bellini contro una formazione di Serie C, in attesa degli ultimi allenamenti prima dell’ultima amichevole fissata con il Monza. Ottimi segnali da parte degli interpreti chiamati alla prima apparizione, come Bevilacqua e Spolti, dopo i primi raduni. Nonostante la sconfitta, è arrivato l’ennesimo segnale di unione e crescita da parte di tutto l’organico.
IL TABELLINO
Renate-Rappresentativa Under 17 1-0
RETI: 12' Verderio (R)
RAPPRESENTATIVA UNDER 17 (4-2-3-1): Vidimari, Previtali, Buccheri, Capelli, Naggi, Manenti, Arnoldi, Calabria, Suarez, Merletti, Belotti. A disp. Spolti, Temaj, Remonti, Yurkic, De Rosa, Bevilacqua, Beretta, Scarsi, Palazzani, Previtali S, Paraboni. All. Bellini.
RENATE (4-3-3): Barberio, Campanella, Quaglia, Mauri, Pedroni, Audoor, Bernasconi, Farina, Verderio, Tortora, Ravasi. A disp. Martini, Coderoni, Jouni, Kyremateng, Maimone, Sidki, Villa, Vitali, Alviano. All. Cristiano.
LE INTERVISTE
Sufficientemente soddisfatto è Luca Bellini, tecnico della Rappresentativa nel post gara, il quale si esprime così in merito alla sconfitta dei suoi: «La prova di oggi è appena sufficiente – spiega – perché quando perdi non puoi essere soddisfatto. Però non posso nemmeno definirla insufficiente: la squadra sta in campo, inizia a conoscersi. Abbiamo sofferto l’intensità di un avversario di livello, ma se penso a dove eravamo alla Befana, al Memorial di Vimodrone contro Club Milano e Real Milano, e confronto quella prestazione con ciò che ho visto oggi, è evidente che abbiamo fatto un passo avanti». Per il tecnico il margine di crescita è chiaro: «Ci manca ancora un po’ di cinismo e di cattiveria in fase di possesso. Le geometrie si vedono, ma manca l’ultimo guizzo. Dietro però abbiamo concesso pochissimo, e questo è un buon segnale, anche perché oggi mancavano due giocatori importanti nel reparto arretrato».
Bellini sottolinea come il gruppo sia ancora in costruzione: «Non esistono prime o seconde linee, ma è normale che in questo momento qualcuno sia un riferimento. Stiamo dando spazio a tanti ragazzi e questo mi fa piacere, perché significa che il livello si è alzato. Iniziano a capire cosa chiediamo. Il gol è arrivato su una chiusura non perfetta da cui nasce una rimessa laterale: lì non siamo stati abbastanza cattivi. In un torneo breve come il Torneo delle Regioni, questi dettagli si pagano». La difficoltà principale resta il poco tempo per lavorare insieme: «Non allenarsi con continuità e trovarsi solo per le partite comporta qualche imperfezione nei tempi e negli interventi. Ma il percorso è ben avviato».
Tra i punti di forza, il mister evidenzia soprattutto l’atteggiamento: «Per attaccare servono qualità, e ai ragazzi non mancano. Per difendere, invece, servono applicazione, attenzione e voglia di soffrire. E questa è la cosa che mi è piaciuta di più: la squadra non ha mollato fino all’ultimo, anche con tre o quattro ragazzi alla prima esperienza. Il roster non è chiuso non perché io sia indeciso, ma perché diversi giocatori mi stanno mettendo in difficoltà nelle scelte, in senso positivo. C’è spazio per tutti». Sulle note positive, Bellini allarga il discorso ai nuovi innesti: «Sono contento di chi era alla prima convocazione. Da Bevilacqua a Spolti, passando per De Rosa e Beretta: si sono integrati subito, dimostrando non solo qualità tecniche ma anche valori umani e morali. Questo significa che il lavoro di scouting è efficace». Una menzione speciale, infine, per Remonti: «Mi è piaciuto tantissimo nel secondo tempo. Veniva da 90 minuti giocati il giorno prima e ha disputato 45 minuti di grande qualità. È un segnale importante». La strada è tracciata: qualche dettaglio da sistemare, ma una base solida su cui costruire le prossime tappe del cammino.