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Coppa Under 17

Ne hanno vinta un'altra! Segnano un gol per tempo e si prendono di forza la semifinale

La ColicoDerviese non sbaglia un colpo e passa anche sulla Folgore Caratese

Emanuele Cinnante, autore di una doppietta

UNDER 17 COLICODERVIESE • Emanuele Cinnanye

Menaggio, Cortenova, Academy Casatese Merate, infine Folgore Caratese. Qualcosa che stona? Volendo, l'1-1 contro la Nuova Sondrio della prima giornata del Girone di qualificazione. Che è comunque un ottimo risultato, avendo facilitato il conseguente passaggio agli ottavi. Quindi, no: niente fuori posto. La ColicoDerviese, in Coppa Lombardia, è stata perfetta. Finora, sia chiaro: adesso, infatti, c'è una semifinale da fare propria. E una gloria da agguantare, why not? Tutti avvisati, specialmente dopo la trasferta dello Sportitalia Village. Alla squadra di Scalzi, semplicemente, non piace proprio perdere. Memorizzare il concetto, ora che cambia il palcoscenico e la palla scotta un po' di più.

L'ARTIGLIO CHE GRAFFIA

Si gioca sul manto dei grandi. No: non è la Folgore che sta azzannando la C, ma quella che desidera solo pennellare un futuro roseo. Tutto per sé. L'Under 17 di Mosca, reduce dal ko contro la Speranza Agrate, rincorre la missione-riscatto eccezionalmente entro le mura del nuovo stadio biancazzurro. Quello che, di solito, vede per l'appunto svolazzare da oramai qualche domenica Tremolada e compagni. Nella serata di mercoledì è arrivato invece il turno di Bressi e Grassi: a loro (e al tandem Simone-Dalla Pria) il compito di fare calcio contro la smagliante ColicoDerviese di Scalzi (12 risultati utili consecutivi alla vigilia del match), con l'obiettivo di prendersi la semifinale di Coppa Lombardia. Missione parzialmente riuscita: l'equilibrio persiste e il portiere ospite Nogara è subito costretto al volo d'angelo su freccia dello stesso Bressi. Insomma: i caratesi, pur con qualche imprecisione, sono dentro la partita e reggono le sinergie di una controparte in formissima. Ma alla lunga non sterzano di molto la cilindrata delle proprie incursioni, talvolta ballano dietro e, quindi, si espongono presto a rischi. Rischi che i lecchesi, dalla loro, prevengono d'insieme. Poi, creano d'orgoglio.

Come? Con il solito fùtbol ricamato e dinamico, con linee compatte e muscoli d'acciaio, con il cuore e con il gesto per trovare forza anche oltre essa. Cosa può andare storto? Niente, anzi. La ruota girerà presto. Non prima di aver impegnato l'uno avversario Sarni tramite cartuccia di Fiorelli, non prima di averlo fatto ancora con inserimento di Matteri, non prima di aver progressivamente assunto il dominio del campo e delle misure. Non prima, insomma, che un cross dalla destra trovi un presupposto vincente. Verso il ventesimo Fomasi scocca un traversone apparentemente innocuo, che però non è spazzato efficacemente dal centrale veranese Sota. A questo punto sale in cattedra il futuro uomo-copertina dell'incontro: Emanuele Cinnante. Che fa solo una cosa: deposita in rete la sfera. Semplice, non del tutto scontato, quindi meritevole di lodi e attenzione. Sarà la rete che indirizzerà l'incontro verso la sponda gialloblù del fronte.

DETERMINANTE, EMOZIONANTE...O MEGLIO: EMANUELE CINNANTE

Altro giro, altra corsa. Inizia la ripresa e la Folgore, come da accordi, cerca di rientrare forte in partita. Prima occasione, ovviamente, sul piede di Bressi, che non capitalizza un cross dalla destra. A conti fatti, peserà tantissimo. Perché la ColicoDerviese non trema. Affatto. Al contrario, risponde colpo su colpo. E, esattamente 60 secondi dopo, sfrutta un altro disimpegno errato della retroguardia di casa. Fiorelli si avventa su Delli Muti, il pallone termina sul piede di Medina che, solo davanti a Sarni, serve sul lato opposto l'indisturbato Cinnante. Ora sì: a te la copertina. Perché appoggia in porta e fa 2-0, consolidando ulteriormente il progetto di conquista abbozzato nel primo parziale.

C'è tempo per pensare positivo, senza pressioni da vincere e senza frenetico bisogno di fiondarsi ancora in zona gol. Incamerato il raddoppio, la banda di Scalzi cura diligentemente ogni piccolo-grande dettaglio. Respinge rischi e pericoli, seda gli impulsi caratesi (Curto il più vicino a ridurre il gap) e, quando può (e soprattutto vuole), esplora fluidamente verticale e ampiezze. Insomma: non si discosta dal credo base, nonostante il vantaggio acquisito sulla controparte suggerisca prudenza. Niente di cui preoccuparsi, perché il risultato non cambia e perché la festa, anche a distanza di 48 ore, risuona forte nelle casse gialloblù. E semifinale sia!

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