Under 14
20 Febbraio 2026
Regionali Piemonte Under 14 Cit Turin • Alessio Sforza e Edoardo Perna
La storia che il Cit Turin sta raccontando in questo campionato non è solo un racconto di calcio, ma anche di vita. I ragazzi di Alessandro Berruti stanno invertendo la rotta di inizio stagione: nelle prime 7 partite, infatti, erano arrivate solamente una vittoria, due pareggi e ben 4 sconfitte, mentre nel 2026 i rossoverdi hanno conquistato 4 successi su 6. L'ultima vittoria è stata una vera ciliegina sulla torta. I tre punti conquistati in casa della Sisport hanno un qualcosa di magico sia per come sono arrivati sia per quello che è successo in quei 70 minuti.
La squadra allenata da Andrea Russello aveva chiuso il primo tempo in vantaggio sul 2-0 grazie alle reti di Noah Osarobo e Christian Trofeo, la partita sembrava ormai finita, ma non per i ragazzi di Berruti. Alessio Sforza accorcia le distanze con un calcio di rigore dopo 10 minuti dall'inizio della ripresa, poi la magia del calcio ha regalato un'altra incredibile storia. Edoardo Perna ha giocato da quando ha 6 anni nella Sisport ed è rimasto lì per tutta la vita fino a quest'anno. Edoardo, infatti, ha cambiato casacca nel 2026 passando al Cit Turin con cui ha esordito proprio sabato 14 febbraio. Nel giorno in cui si festeggia l'amore, Edoardo Perna fa il suo ingresso in campo con una nuova divisa proprio contro la sua ex squadra al primo minuto del secondo tempo e, dopo quindici minuti, ha scoccato la sua freccia: un gol che vale il momentaneo 2-2. «Quando succedono cose come questa, allora capisci che puoi farcela» commenta il tecnico rossoverde Alessandro Berruti. La partita, infatti, ha ancora molto da dire perché a cinque minuti dalla fine Sforza, servito dalla destra da Simone Berruti, segna la rete vincente del 2-3. Il calcio, come sappiamo, sa essere sia crudele sia magnifico. Questa storia può essere interpretata da entrambi i punti di vista, sta a voi decidere il vostro.
Il Cit Turin sta dimostrando che mantenendo un gruppo unito si possono ottenere grandi risultati e che, sia nello sport sia nella vita, non bisogna mai darsi per vinti, ma che bisogna lottare sempre fino alla fine. «Col passare dei mesi siamo riusciti a migliorarci e a crescere sia nei singoli sia come squadra e, quindi, ci siamo sbloccati anche nei risultati. - spiega l'allenatore rossoverde Alessandro Berruti - Nella seconda parte di stagione siamo riusciti ad invertire il trend riuscendo a vincere anche con un gol di scarto, cosa che prima capitava alle nostre avversarie. All’inizio, forse, potevamo essere percepiti come "gli ultimi arrivati" e, invece, stiamo dimostrando di essere lì a potercela giocare. Fino all’ultimo proveremo a salvarci direttamente, poi vedremo cosa dirà il campo. Sapevo sarebbe stato un inizio di campionato complicato: il passaggio da 9 a 11 è sempre difficile. Sapevo ci sarebbe voluto un po' di tempo, sono molto soddisfatto e contento di quello che stanno facendo i ragazzi: si stanno meritando questo momento. Speriamo di potercela giocare fino all'ultimo, quello sarebbe già un bel risultato».
Il tecnico si sofferma poi sul gruppo: «Questo è un gruppo molto unito e coeso, i ragazzi si allenano bene in settimana. Forse non siamo siamo bellissimi dal punto di vista del gioco, ma siamo più concreti. Siamo al pari di squadre che sono più organizzate di noi e questo mi fa molto piacere. - Berruti continua parlando dell'aspetto forte del gruppo - La mentalità forse è la nostra componente principale. Non ci diamo mai per sconfitti, ci crediamo sempre e lottiamo su ogni pallone. Non facile per un gruppo di ragazzi di 13 anni avere una mentalità e un carisma di questa portata. Essendo così giovani ci sono alcuni limiti tecnici che, però, soppiantiamo grazie a delle grandi caratteristiche mentali e atletiche. Ragazzi che corrono senza mai fermarsi sono un valore aggiunto». Berruti, infine, evidenzia l'importanza di remare tutti quanti dalla stessa parte e di restare uniti: «Mi piace sottolineare l'importanza di tutto il gruppo. Anche chi gioca meno ha dato il suo contributo in ogni partita in cui è stato chiamato in causa. I ragazzi sono sempre coinvolti e siamo tutti parte della stessa squadra. Il nostro punto di forza è la coesione del gruppo: se siamo al Cit Turin è perché siamo tutti uguali. Senza unione non si va da nessuna parte. Il gruppo e la mentalità a questi livello fanno la differenza».