Under 16
22 Febbraio 2026
UNDER 16 • BESNATESE-SC UNITED
Un corto circuito regolamentare che, stando al racconto dei protagonisti, si trascinerà inevitabilmente davanti agli organi della giustizia sportiva. Il caso scoppiato durante Besnatese-SC United (Under 16) ruota attorno a una figura chiave: il direttore di gara. L'arbitro dell'incontro è infatti un doppio tesserato, figura introdotta ufficialmente nel 2021 che permette di vestire contemporaneamente i panni di fischietto e di calciatore. Di per sé, nulla di irregolare, se non fosse per una specifica dell’AIA tanto chiara quanto vincolante: un arbitro-calciatore non può essere designato per gare del girone in cui milita la propria società, proprio per garantire la totale terzietà ed evitare potenziali conflitti d'interesse. Il caso in esame rientra perfettamente in questa fattispecie: a dirigere la sfida tra Besnatese e SC United è stato designato un giocatore dell’Atletico Lomazzo. Il problema? Tutte e tre le squadre competono nello stesso raggruppamento, il Girone A dell’Under 16. Una svista nelle designazioni che rischia di pesare come un macigno: la Besnatese ha già annunciato il ricorso.
«Noi faremo sicuramente ricorso, perché questa è una situazione che non rispetta né i canoni né la logica del regolamento. È una chiara situazione di conflitto di interessi. L’arbitro è tesserato come giocatore del Lomazzo e, per di più, l’anno scorso era tesserato dello SC United; in anni e anni che alleno non ho mai visto una cosa simile. Durante la partita mi ha espulso all’improvviso e ha concesso un rigore discutibile. Sono episodi che hanno inciso in maniera decisiva sulla gara. Impugneremo sicuramente quanto accaduto. Preferisco rigiocare la partita e anche perderla, ma farlo in modo corretto. Ora però la sanzione disciplinare a mio carico rimane». Roberto Bani, allenatore Besnatese.
«Il primo tempo si è chiuso sul risultato di tre a zero a nostro favore. Già nel corso della prima frazione avevamo segnalato all’arbitro la necessità di prestare maggiore attenzione alle spinte da dietro, mai sanzionate, avvertendolo che così avrebbe rischiato di perdere il controllo della gara. Ci sono stati molti episodi che abbiamo trovato discutibili, in una di queste io, gli altri dirigenti e l'allenatore ci siamo alzati, trattandosi dell’ennesimo episodio a senso unico. L’arbitro, senza poter identificare chi stesse protestando, anche perché era girato di spalle, ha inspiegabilmente deciso di espellere il nostro allenatore». Fabrizio Rossi, dirigente della Besnatese
«Bisogna essere obiettivi: ci sono state alcune situazioni a nostro sfavore, come un rigore non concesso e un doppio giallo più che discutibile, in una gara realmente viziata non sarebbero successe tutte queste cose. Se l’arbitro non poteva arbitrare, ci mancherebbe, e la rigiocheremo come è giusto che sia, ma non accetto che si parli di favoritismi, perché non è assolutamente vero. Io credo nella buona fede: gli episodi ci sono stati da entrambe le parti e, nella mia carriera, ho visto arbitraggi decisamente più scandalosi di questo» Invece, Andrea Barbieri tecnico dell'SC United
Che cos'è il doppio tesseramento? «Si tratta della possibilità, dal 14° e fino al compimento del 19° anno di età, di arbitrare ed essere anche tesserati per una società calcistica. Il calciatore e la calciatrice che vogliono essere anche arbitri, in questa fascia di età, possono infatti frequentare il corso arbitri pur rimanendo tesserati per una società di Settore Giovanile e Scolastico e/o Lega Nazionale Dilettanti», come riporta il sito della Lega Nazionale Dilettanti. Immediatamente sottostante, sempre sulla stessa pagina, si può trovare il seguente paragrafo: «Una volta superato il corso l’unica preclusione per l’arbitro/calciatore sarà il NON poter dirigere gare relative ai gironi delle competizioni in cui sia presente la società per la quale è tesserato quale calciatore o calciatrice». Le stesse parole si possono trovare sul sito dell'AIA: «Gli arbitri, in possesso di Doppio Tesseramento, non devono essere impiegati nella direzione di gare relative ai gironi delle competizioni in cui sia presente la società per la quale sono tesserati quali calciatori/calciatrici».
È fondamentale, in questo caso, scindere le responsabilità individuali dal fallimento organizzativo. Sebbene il comportamento in campo dell’arbitro sia oggetto di dure contestazioni, la responsabilità di questa vicenda non è chiaramente del giovane fischietto, ma in chi ha validato la sua designazione. Il sistema del doppio tesseramento, pur essendo una risorsa preziosa per sopperire alla carenza di organici, richiede un filtro rigoroso da parte degli organi tecnici. Inviare un ragazzo a dirigere una sfida tra due dirette concorrenti della propria squadra di appartenenza significa esporlo a una pressione insostenibile e a un inevitabile pregiudizio. L’errore procedurale della sezione AIA o del designatore regionale è evidente: la norma che vieta la direzione di gare nel proprio girone serve proprio a tutelare l'arbitro stesso. In questo caso, la mancanza di controllo ha creato un cortocircuito che ha danneggiato la regolarità del campionato e la serenità di un giovane direttore di gara.