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Milano • Sprint Analyst

Classifiche ribaltate! A Milano, se si parla di mosse dalla panchina l'orizzonte è una rivoluzione

Il numero delle sostituzioni svela l’identità: nell’Under 17 milanese la continuità batte la rotazione

Giacomo Maria Colombo (ARCA) e Pierleone Maestro Cottini (LA SPEZIA); MILANO

MILANO, UNDER 17 • Giacomo Maria Colombo (ARCA) e Pierleone Maestro Cottini (LA SPEZIA) fanno parte di due tra le tre squadre con più sostituzioni

C’è un dato che, a prima vista, potrebbe sembrare secondario. Non riguarda i gol segnati, né i punti in classifica, né la differenza reti. Eppure, osservandolo con attenzione, racconta molto più di quanto sembri. È il numero delle sostituzioni.

Nel campionato Under 17 di Milano, i cambi effettuati non sono soltanto una voce statistica: sono un indizio. Un segnale nascosto che parla di fiducia, di equilibrio, di dubbi o di certezze. C’è chi interviene spesso, quasi a voler riscrivere la partita in corsa. C’è chi cambia poco, come se avesse già trovato la propria formula. E poi c’è un dettaglio che sorprende: in nessuno dei tre gironi le squadre che effettuano più sostituzioni sono quelle che stanno lottando per il campionato. Un dato che scardina un’idea abbastanza diffusa, quella secondo cui ruotare molto significhi avere più soluzioni, più profondità, più forza. In questa stagione, almeno numeri alla mano, sembra emergere un’altra verità: la continuità pesa più della rotazione, la stabilità più del turnover. E dietro ai cambi effettuati si nasconde, forse, la vera identità tecnica delle squadre.

GIRONE A: ROTAZIONI ALTISSIME IN ALTO

Nel Girone A il dato più evidente è l’altissimo numero di sostituzioni effettuate da La Spezia (107) e Romano Banco (106) in 19 partite. Parliamo di una media superiore ai 5 cambi a partita, quindi utilizzo sistematico di tutta la panchina. Subito dietro troviamo Iris (98), Buccinasco (94) e Opera (90), tutte comunque sopra o intorno ai 5 cambi medi. All’estremo opposto c’è il Casorate con appena 52 sostituzioni in 19 gare, poco più di 2,7 cambi a partita: una gestione decisamente più conservativa.

Il dato chiave però è che chi fa più rotazioni non coincide con chi sta dominando il campionato. Questo può significare diverse cose: le squadre con più cambi potrebbero avere rose più profonde ma meno continuità tecnica, oppure potrebbero cercare soluzioni durante la partita per sopperire a una minore stabilità. Al contrario, chi lotta per vincere potrebbe puntare su un undici più definito, riducendo il turnover e aumentando l’identità di gioco.In altre parole, nel Girone A le rotazioni sembrano più una necessità o una scelta gestionale che una leva competitiva decisiva.

GIRONE B: EQUILIBRIO E UN CASO ESTREMO

Il Girone B è più corto come numero di partite giocate (tra 15 e 17), ma presenta comunque differenze marcate. L'Arca guida la classifica delle sostituzioni con 89 cambi in 17 partite, seguita da Bonola (85 in 16) e Triestina 1946 (78 in 16). Anche qui siamo su medie molto alte, spesso vicine o superiori ai 5 cambi a gara.

Colpisce però il dato DEL Baggio: solo 36 sostituzioni in 16 partite, cioè poco più di 2 a partita. È un dato nettamente più basso rispetto a tutte le altre squadre del girone. Questo può indicare una rosa corta, meno alternative, oppure una scelta tecnica di continuità assoluta.

GIRONE C: LEADERSHIP ALTROVE

Nel Girone C troviamo un quadro simile al Girone A. Il Niguarda è la squadra con più sostituzioni (104 in 19 partite), seguita da Macallesi (98) e Città di Cinisello (91). Anche qui si superano abbondantemente le 5 sostituzioni medie per gara.Nella parte bassa troviamo Agrisport (51 in 18 partite), Cus Bicocca (53) e Lombardia Uno (55). Numeri molto più contenuti. Ancora una volta, però, la quantità di sostituzioni non coincide con la lotta al vertice. Questo rafforza un’idea trasversale ai tre gironi: chi cambia di più non è necessariamente chi ottiene i risultati migliori.

 

ROTAZIONE NON É SINONIMO DI SUCCESSO

Mettendo insieme i tre gironi, emergono alcune considerazioni interessanti.

  1. Le squadre che fanno più sostituzioni viaggiano quasi sempre oltre le 5 a partita, sfruttando al massimo le possibilità regolamentari.

  2. Le squadre che ne fanno meno scendono intorno alle 2-3 a partita, mostrando una maggiore continuità nell’undici titolare.

  3. In nessun girone la squadra con più cambi è anche quella che guida la corsa al titolo.

Questo dato suggerisce che, nell’Under 17 milanese, la stabilità dell’ossatura sembra essere un fattore più determinante rispetto al turnover massiccio. Le squadre che lottano per il campionato probabilmente hanno trovato un equilibrio tecnico definito e tendono a modificarlo meno durante la gara. In sintesi, la fotografia che emerge è chiara: nei tre gironi Under 17 Milano, la continuità sembra pesare più della quantità di cambi. Le squadre che puntano al titolo costruiscono identità e stabilità; quelle che ruotano di più cercano probabilmente adattamenti continui.

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