Under 15 Élite
25 Febbraio 2026
UNDER 15 ÉLITE ACC. PAVESE • Alessandro Tagliaferri, MVP del match contro la Pro Sesto
Quando inizi a giocare a calcio da bambino non sempre hai le idee chiare sul ruolo che preferisci, sul modo di giocare, su ciò che vuoi essere dentro e fuori il rettangolo verde. Anzi, molto raramente lo sai, specialmente se si pensa che l'età media d'inizio sono i sei anni. Alessandro Tagliaferri però, sicuramente, sa cosa vuole fare ora: continuare a segnare con la sua nuova squadra, proprio com'è successo nella scorsa giornata di campionato quando il suo gol ha fatto arrivare i tre punti contro la Pro Sesto.
A sei anni difendeva la porta con l’istinto di chi non ha paura di buttarsi tra i piedi degli avversari. Oggi, a distanza di qualche stagione, è lui a far tremare i portieri. La storia di questo giovane talento comincia a Landriano, dove muove i primi passi nel calcio insieme al fratello, vestendo la maglia dei 2010. Tra i pali si fa notare subito: riflessi pronti, coraggio e una naturale predisposizione al ruolo. «È bravissimo in porta» raccontano. Ma c’è un dettaglio che cambia tutto: è piccolo di statura e, soprattutto, ha una voglia matta di segnare. La tentazione del gol diventa presto una scelta. Lascia i guantoni, si sposta più avanti, comincia a inseguire il pallone invece di respingerlo. È l’inizio di una trasformazione tecnica e mentale che lo porterà lontano da casa. Il primo passo è il trasferimento a Opera, dove resta per cinque anni. Un periodo lungo, fatto di crescita ma anche di attese. A Opera viene inizialmente inserito nella seconda squadra. Il talento c’è, ma lo spazio è poco e l’attenzione del tecnico sembra concentrarsi altrove. Lui non si scoraggia. Continua ad allenarsi, a migliorare, ad aspettare l’occasione giusta. L’opportunità arriva durante un torneo: schierato in difesa, mostra qualità inattese, senso della posizione e capacità di impostare. Prestazione dopo prestazione, conquista la fiducia dell’allenatore, che finalmente gli concede minuti e responsabilità. La svolta definitiva coincide con l’arrivo del tecnico Incarnato. È lui a intuirne il potenziale offensivo: lo prova in attacco, ne valorizza il fisico, la capacità di proteggere palla e far salire la squadra. Una scelta che si rivela vincente. Il ragazzo diventa un riferimento in fase offensiva, lotta su ogni pallone e inizia a segnare con continuità. Fino a dicembre 2025 trascina l'Opera a suon di gol, diventando uno dei punti fermi del gruppo. Poi, una decisione importante. Lasciare la comfort zone, cambiare ambiente, misurarsi con un livello superiore.
Accetta la sfida dell’Accademia Pavese, nel campionato Élite. Un salto non banale, che richiede adattamento e personalità. I primi allenamenti li svolge con i 2010, ma presto viene aggregato ufficialmente ai 2011. Un segnale chiaro di fiducia. L’impatto iniziale è graduale: qualche spezzone di gara, ingressi a partita in corso per prendere confidenza con ritmo e intensità. Ma il carattere è quello dei giorni migliori. Si allena forte, ascolta, impara. E quando arriva l’occasione, la sfrutta. La consacrazione è recente, nell’ultima giornata contro la Pro Sesto: entra nel secondo tempo e firma il gol vittoria. Una rete pesante, che vale tre punti e molto di più in termini di autostima. Nel campionato Élite si è adattato con naturalezza. Nessun timore reverenziale, nessuna difficoltà particolare. Ogni volta che c’è la possibilità, viene chiamato in causa. E risponde presente. Il sorriso è tornato quello dei primi calci a Landriano, la voglia di giocare è la stessa di quando sognava di fare gol guardando la porta da lontano. La sua è la storia di un percorso fatto di cambi di ruolo, di scelte coraggiose e di pazienza. Da portiere a uomo decisivo negli ultimi metri, passando per la difesa e per stagioni in cui sembrava ai margini. Oggi, invece, è al centro del progetto, con la consapevolezza che ogni tappa – anche la più complicata – è servita a costruire il giocatore che sta diventando. E, sicuramente, il meglio deve ancora venire.